In un vuoto incolmabile ci ha lasciato, lo scorso 2 settembre, Philippe Daverio, all’età di 70 anni. Critico, gallerista e storico, oltre che politico e personaggio televisivo, grazie al suo inconfondibile stile ha sempre saputo far appassionare le persone al mondo dell’arte. La sua innata allegria – oltre al patrimonio intellettuale che lo contraddistingueva – gli ha permesso di entrare nel cuore di milioni di persone, letterati o meno.

Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. È stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza. Dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera. L’ho visto all’opera in tanti frangenti, non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero”. In questo modo, il sindaco di Milano Beppe Sala ha sentitamente ricordato il grande critico italo-francese.

Philippe Daverio
Dall’Alsazia alla televisione italiana

Il suo vero nome era Philippe Louis François Daverio. Nasce in Alsazia nel 1949, da padre italiano e madre francese. Studia in collegio, per poi frequentare la prestigiosa Scuola Europea di Varese. Dopo il diploma, Philippe decide di frequentare l’Università commerciale Luigi Bocconi di Milano, finendola senza laurearsi. È lui stesso ad affermare:

Io non sono dottore perché non mi sono laureato. Ero iscritto alla Bocconi nel 1968-1969, in quegli anni si andava all’università per studiare e non per laurearsi.

All’età di ventisei anni apre la prima galleria con il suo nome, Galleria Philippe Daverio, a cui seguirà la Philippe Daverio Gallery a New York. Per anni si occupa primariamente di Avanguardie artistiche. Solo negli ultimi anni, i suoi interessi si sono rivolti verso la televisione e l’intrattenimento. È proprio grazie alla partecipazione a diffusi programmi televisivi – quali Art.tù, Passepartout e Striscia la Notizia – che la notorietà del suo nome si fa spazio tra le case degli italiani.

Lo storico dell’arte

Nel corso della sua carriera Daverio pubblica oltre cinquanta libri, imperniati principalmente attorno al mondo dell’arte e della critica.

Amava definirsi storico dell’arte. Tuttavia, non si è esclusivamente occupato di ciò. È nota la sua carriera da editore e scrittore. Era il 1981 quando fondò la casa editrice Edizioni Philippe Daverio. Diverse sono, poi, le sue pubblicazioni scientifiche e divulgative. Insomma, fu sempre al centro della vita culturale milanese. D’altronde, Milano è la città che l’ha accolto, dandogli la possibilità di costruire un futuro illustre e considerevole.

Dario Franceschini, ministro per i Beni e le Attività Culturali, si unisce affettuosamente al dolore, sostenendo:

Intellettuale di straordinaria umanità, un capace divulgatore della cultura, uno storico dell’arte sensibile e raffinato. Con sagacia e passione, ha accompagnato le italiane e gli italiani nell’affascinante scoperta delle architetture, dei paesaggi, dell’espressione creativa, degli artisti, delle fonti del nostro patrimonio culturale. Tutto questo era Philippe Daverio.

Questo è ciò che mancherà a tutti noi. Da una parte, il suo lato anticonformista che, malgrado facesse storcere spesso il naso, l’ha reso un personaggio insostituibile. Dall’altra parte, la sua grande passione nei confronti della cultura e dell’arte a 360°.

Philippe Daverio

Mancherà un’icona geniale che, per anni, ha alimentato di continuo il suo sapere, facendo della conoscenza un privilegio esclusivo. E lo omaggiamo con queste parole finali, di speranza e fiducia per il futuro.Sono ancora convinto che la cultura salverà il mondo”.