L’intelligenza tra mito e teorie scientifiche (seconda parte)

Nella prima parte dell’articolo abbiamo visto come molti miti sull’intelligenza vadano sfatati, e come le ricerche sull’educazione possano influenzare i processi d’insegnamento in modo da tener conto della diversità delle caratteristiche degli studenti.

Adesso ci concentreremo su due modelli contemporanei e molto conosciuti dell’intelligenza, ma forse sarebbe meglio dire delle intelligenze. Entrambi infatti sono accomunati dalla convinzione che è limitante parlare di una sola intelligenza, per quanto divisa in sottoabilità: la teoria triarchica di Sternberg e quella delle intelligenze multiple di Gardner.

Secondo Sternberg l’intelligenza è composta da tre aspetti: l’intelligenza analitica, quella pratica e quella creativa. (Per questo la sua è definita teoria triarchica dell’intelligenza).

L’intelligenza analitica è equiparabile a quella che storicamente si è considerata essere l’intelligenza, quella che si misura in termini di QI (quoziente intellettivo), ed è l’abilità di elaborazione dell’informazione. Essa è a sua volta divisa in metacomponenti, componenti di prestazione, componenti di acquisizione di conoscenza. I metacomponenti sono i processi mentali  superiori che accomunano tutti i tipi di sforzi per risolvere un problema. Ad esempio: saper riconoscere un problema e riconoscere che occorre risolverlo, definire processi di soluzione, autoregolarsi per rivolgere l’attenzione alla soluzione del problema, valutare i risultati che si stanno ottenendo. I componenti di prestazione compongono l’elaborazione di processi più specifici per singolo problema, ad esempio codificarne le caratteristiche peculiari. I componenti di acquisizione della conoscenza sono processi ancora più specifici, un esempio ne è l’individuazione dei dati da processare che sono davvero rilevanti per lo specifico problem solving.

L’intelligenza pratica, la seconda del modello, ha a che fare con la capacità di usare la prima negli specifici contesti di vita reale e può essere vista come una capacità di adattamento o una forma di scaltrezza specialmente in situazioni ancora poco conosciute.

L’intelligenza creativa infine riguarda il saper utilizzare l’esperienza pregressa per risolvere nuovi problemi o inventare soluzioni nuove per quelli vecchi, assemblando i dati in modo nuovo ed utile e memorizzando velocemente questa nuova codifica.

Questi tre aspetti dell’intelligenza secondo Sternberg interagiscono tra loro. Tuttavia, ciascuno di noi manifesta capacità diverse nell’utilizzo dell’una e dell’altra. Ricevere un’istruzione in sintonia con le caratteristiche individuali dell’intelligenza consente agli studenti di avere rendimenti più alti. Sternberg sulla base del suo modello ha proposto interventi di potenziamento delle abilità intellettive, della creatività e di valorizzazione della superdotazione.

intelligenza

Anche il modello delle intelligenze multiple di Gardner suggerisce che l’istruzione dovrebbe tener conto della varietà delle intelligenze individuali. Secondo Gardner esistono almeno 8 forme d’intelligenza. Esse sono: l’intelligenza linguistica come capacità di comprensione e produzione del linguaggio, quella logico-matematica cioè riguardante il ragionamento astratto in contesti formali, quella spaziale che (nel mondo concreto) è l’abilità di percepire e trasformare relazioni visuospaziali, quella musicale come sensibilità nell’ascolto e produzione di suoni, quella corporea che riguarda l’uso intelligente del corpo nello spazio e nell’uso di strumenti, quella intrapersonale come comprensione della propria vita interiore (emozioni, affetti, credenze, desideri), quella interpersonale come comprensione e sensibilità rispetto al funzionamento mentale altrui, quella naturalistica come capacità di riconoscere e classificare organismi.

Intelligenza linguistica, logico-matematica e spaziale sono le sole misurate dai classici test d’intelligenza. Secondo Gardner ciascuno di noi possiede tutte queste intelligenze in quantità diversa, quando qualcuno è particolarmente dotato in una di esse allora è possibile che ne scaturiscano risultati particolarmente originali e d’eccellenza.

Come sottolinea Mason nel suo manuale di psicologia dell’apprendimento e dell’istruzione, i modelli di Sternberg e Gardner possono integrarsi, nella misura in cui le parti del modello triarchico di Sternberg possono essere applicate a ciascuna delle intelligenze di Gardner. Questa possibilità è stata riconosciuta dagli stessi autori.

Mentre nel modello di Sternberg gli aspetti dell’intelligenza erano collegati, secondo Gardner le otto intelligenze sono indipendenti tra di loro, e ciò sarebbe dimostrato da diverse prove. Ad esempio, il fatto che danni cerebrali abbiano effetti negativi su alcune abilità ma non su altre, il fatto che tanto i bambini autistici che quelli prodigio dimostrino diversità nelle capacità per ciascuna intelligenza, il fatto che ogni intelligenza sembri avere una diversa linea di sviluppo. Gardner, inoltre, sottolinea come ciascuna intelligenza può essere valorizzata od ostacolata in base al contesto socio-culturale all’interno del quale l’individuo è calato.


FONTI
Mason L. (2016), Psicologia dell’apprendimento e dell’istruzione, Bologna, Il Mulino


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