A primo impatto il suo nome non è tra i più noti, ma scovando nell’attualità possiamo renderci subito conto della genialità di questo giovane artista cinese. Si chiama Liu Ruowang ed è probabile che nelle ultime settimane qualcuno abbia sentito parlare di lui.

Liu Ruowang nasce nel 1977 a Yulin, città-prefettura a sud della Cina. Amante dell’arte, si trasferisce inizialmente presso un piccolo villaggio montano e successivamente a Pechino. Questa città gli permette di conoscere a fondo le sue passioni e di specializzarsi prima nella pittura e poi nella scultura, scelta infine come tecnica preponderante.

Liu Ruowang
Le sculture di Liu Rowang

Le sue sculture sono intriganti. L’artista sceglie sempre, volutamente, di dar vita a installazioni maestose, ricche di significati intrinsechi e mai immediatamente chiari. Il suo obiettivo è quello di inserire perfettamente queste grandi sculture nel contesto in cui si trovano. Pur non stravolgendolo mai, ma, al contrario, arricchendolo e ri-contestualizzandolo.

Con il passare degli anni, la sua reputazione diviene internazionale. I suoi lavori sono ancora oggi esposti in molte città del mondo, tra cui Shangai, Venezia, Torino, Singapore e Seul. L’Italia è l’ultima tra le sue tappe. Ad essere toccata, attualmente, è la città di Firenze.

Liu Ruowang
Wolves coming (Firenze)

Quest’ultima installazione di Liu Ruowang è monumentale. La collaborazione tra il Comune della città, la Galleria degli Uffizi e la Galleria milanese Lorenzelli Arte è volta a celebrare i cinquant’anni di relazioni diplomatiche fra l’Italia e la Repubblica popolare cinese.

Così le sculture permettono all’artista di stabilire un contatto tra le due, apparentemente distanti, civiltà. Da una parte la cultura cinese prevede l’utilizzo di elementi della tradizione secolare. Dall’altra sono evidenti gli influssi dati dalla cultura occidentale, in cui le statue si stanziano.

Cosa simboleggiano i lupi di “Wolves Coming”

Intitolata Wolves coming (Arrivano i lupi), l’opera d’arte rappresenta un branco di cento animali e un guerriero armato, interamente realizzati in ferro. I soggetti sono posti qua a là presso le piazze Pitti e Santissima Annunziata.

Per insegnare amore e rispetto per l’arte alle nuove generazioni, il metodo migliore è quello di far entrare l’arte nella vita quotidiana […]. Le mie sculture sono collocate nelle piazze: così l’arte crea anche un legame con gli spazi pubblici. È importante costruire una cultura del bene comune.

Il branco di lupi, intenti a ringhiare contro i passanti, potrebbe fare riferimento a un’allegoria contemporanea. Wolves coming rappresenterebbe infatti la risposta della natura – in questo caso degli animali – alle continue devastazioni da parte dell’uomo. In un’ottica ancor più attuale, potrebbe essere riconoscibile anche la versione secondo la quale il branco di lupi racconterebbe la ripresa della vita quotidiana dopo l’emergenza Coronavirus.

Prima di arrivare a Firenze, però, l’installazione è stata inaugurata nella città di Napoli. Posta presso piazza del Municipio, per otto lunghi mesi ha fatto coppia fissa con il Maschio Angioino, storico castello medievale, nonché simbolo per eccellenza della città partenopea.

Il successo di pubblico dell’opera

In entrambe le città italiane Wolves coming è stata da subito molto apprezzata. Grazie, probabilmente, alla sua capacità di insediarsi nella vita quotidiana, così come ha affermato lo stesso Liu. In poco tempo, sono state scattate fotografie di piccoli turisti intenti a cavalcare il branco di lupi, nonché selfie spiritosi sulla loro presunta aggressività. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, presente all’inaugurazione dell’opera avvenuta il 13 luglio scorso, esordisce dicendo:

Nonostante l’aspetto minaccioso, sono stati avvicinati da decine di migliaia di turisti. […]. Ci hanno osservato per tutta quest’amara primavera, incalzandoci a cercare un rapporto più equilibrato con la natura. Buon viaggio a questi lupi furiosi, con l’auspicio che non dovranno più temere gli esseri umani.

Ancora una volta, il riferimento va al mondo contemporaneo e a ciò che l’uomo – con il suo continuo menefreghismo – sta annientando. L’installazione sarà visitabile presso le due piazze del capoluogo toscano fino al prossimo 2 novembre. Chissà se poi il branco di lupi non deciderà di far visita ad altre città italiane.