Il mondo del cinema è da sempre costellato di alti e bassi: se da un lato il panorama cinematografico si compone di grandi successi senza tempo, dall’altro si può incappare in veri e propri flop sul grande schermo, che spesso scivolano velocemente nel baratro delle pellicole da scordare. A volte però si può frugare nel dimenticatoio e ripescare film del passato (ma anche recenti) tutti da rispolverare: se visti in un’ottica diversa, possono uscire dal tunnel dell’oblio e riscuotere il successo che meritano. È quello che Fondazione Prada e la piattaforma di streaming online MUBI hanno cercato di fare insieme, celebrando all’interno della rassegna Perfect Failures alcuni fallimenti cinematografici. 

Mosse sbagliate

I motivi per cui un film debba essere archiviato come un fallimento possono essere disparati: una trama troppo complessa, interpreti poco adatti, errori nella distribuzione e nel budget spesso determinano la valutazione negativa per tante opere, che in alcuni casi sembravano anche essere promettenti.

In occasione dello stop dettato dall’emergenza sanitaria, Fondazione Prada e MUBI hanno deciso però di riproporre pellicole inizialmente non troppo apprezzate, che possano essere viste attraverso nuove prospettive. 

Errare humanum est

L’iniziativa che sulla piattaforma ha preso il via dal 5 aprile ha lo scopo di ricordare al mondo che a volte è anche importante rivalutare le cose a cui da sempre è stato dato scarso valore. La rassegna Perfect Failures celebra in particolare alcuni film di importanti autori o interpretati da un cast invidiabile.

Questo sembra lanciare un messaggio molto chiaro: nessuno è perfetto e a volte anche ai più grandi capita di sbagliare. Infatti, a differenza di quel che si potrebbe pensare, tra i film presentati all’interno del progetto ci sono anche figure molto conosciute a livello internazionale.

Uno fra tutti Charlie Chaplin, la cui pellicola La Contessa di Hong Kong del 1967 con Sophia Loren e Marlon Brando nei panni dei protagonisti non riscosse di certo il successo sperato e venne presto archiviata come un misero fallimento per il regista e una cattiva esperienza per gli attori. 

Il tempo lenisce (a volte)

A volte le critiche e i fallimenti possono essere però un’occasione per rinascere, anche se a distanza di anni. Il tempo che scorre inesorabilmente sembra essere proprio uno degli elementi chiave che contribuiscono a cambiare spesso giudizio sulle opere cinematografiche e che portano al successo di alcune opere, anche se in ritardo sulla tabella di marcia.

Perfect Failures vuole insegnarci che non è mai troppo tardi per apprezzare qualcosa, per riscoprirne nuove caratteristiche e rivalutare le opinioni nostre e di quelli venuti prima di noi. Certo, nella maggior parte di casi la caduta nel baratro non ha alcun rimedio, ma Perfect Failures in qualche modo offre una seconda possibilità ad alcune pellicole, accuratamente selezionate a livello mondiale.

Nuove forme di condivisione

I fallimenti possono trasformarsi in una nuova opportunità di crescita, anche se in altre forme e contesti: l’idea di Perfect Failures è stata infatti un’occasione per Fondazione Prada di mantenere attiva la propria attività nonostante la situazione di lockdown degli ultimi mesi.

Nessuno avrebbe mai immaginato che alcune delle pellicole presenti nella rassegna potessero mai essere riproposte e per giunta nella nuova forma, ormai consueta, dello streaming da remoto, uno dei pochi canali di distribuzione a disposizione nel corso della pandemia. La condivisione di questi materiali e la collaborazione con MUBI hanno portato una ventata di freschezza su queste pellicole, soprattutto su quelle particolarmente datate. 

La scalata al successo è un percorso lungo e faticoso, spesso costellato da tante difficoltà e sacrifici. Mentre alcuni film possono arrivarci in pochi passi, per altri potrebbe volerci più tempo, ma questo non significa che non siano lavori validi. L’obiettivo finale di Perfect Failures sembra essere proprio questo: provare come i fallimenti, a volte, possano essere solo il primo ostacolo da oltrepassare. Molte opere, la maggior parte delle volte sconosciute ai più, possono essere considerate dei capolavori: in alcuni casi è sufficiente accantonare i pregiudizi e saper valutare ciò che abbiamo davanti da nuovi punti di vista.

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