La bomba d’acqua che tre settimane fa ha colpito Palermo è solo l’ultima di una lunga serie di testimonianze delle conseguenze della crisi climatica in Italia. Il clima è infatti già cambiato nel nostro Paese, e questo mette in pericolo la nostra vita e i luoghi in cui viviamo.

Lo abbiamo già visto lo scorso novembre, con l’acqua alta 187 cm a Venezia, la seconda marea più alta mai registrata nella città veneta. Basta pensare al fiume di fango che nelle stesse ore riempiva Matera, su cui si erano abbattute piogge torrenziali, ma anche alla tempesta di vento che nel novembre 2018 ha raso al suolo intere foreste tra Veneto e Trentino-Alto Adige.

Questi sono solo alcuni delle centinaia di eventi meteorologici estremi che colpiscono ogni anno il nostro Paese con una sempre maggiore frequenza e violenza. Insieme alla concentrazione di gas serra e all’aumento delle temperature medie, si tratta delle dimostrazioni più lampanti delle gravi conseguenze del riscaldamento globale provocato dall’uomo in Italia.

Benvenuti nell’Antropocene

Il consenso della comunità scientifica mondiale ha raggiunto ormai il 100%: il nostro pianeta sta attraversando una crisi climatica causata dalle attività umane. L’impatto della specie umana sul pianeta è così forte che gli scienziati chiamano questa era geologica “Antropocene”.

crisi climatica Italia

Da sempre il nostro pianeta è interessato da cambiamenti climatici. Tuttavia, il fatto che in questo caso siano provocati da fattori umani li rende molto più rapidi e con variazioni di temperatura assai più rilevanti rispetto a quelli accaduti nella storia. Per questo motivo, sarà assai più complicato l’adattamento per gli esseri umani. Gli effetti del riscaldamento globale non sono più qualcosa di remoto, ma sono sempre più presenti nella nostra vita quotidiana.

Una delle conseguenze più devastanti del cambiamento climatico è l’aumentare, sia in frequenza sia in intensità, di eventi meteorologici estremi in tutto il mondo. Sempre più spesso leggiamo tra le notizie di venti fortissimi, piogge di un’intensità senza precedenti che portano i fiumi a esondare improvvisamente, o anche ondate di calore e incendi che bruciano intere foreste per la siccità.

Gli scienziati definiscono queste situazioni come eventi estremi, tutti derivanti dall’aumento delle temperature globali. È inoltre provato che si stanno sempre più intensificando in diverse parti del mondo. Questo va a mettere a repentaglio la stabilità dei territori e delle comunità che li abitano, provocando un’emorragia di profughi climatici.

La crisi climatica in Italia

La crisi climatica in Italia colpisce molto duramente e più che in altri Paesi. Secondo i dati del CNR-ISAC, l’Italia si sta riscaldando più velocemente rispetto alla media globale: nel 2014 è stato calcolato un aumento medio delle temperature globali di 0,46 gradi centigradi rispetto ai decenni 1971-2000, contro un aumento del 1,45 gradi in Italia nello stesso periodo.

In poche parole, il clima in Italia si sta riscaldando a velocità doppia rispetto alla media del pianeta, diventando sempre più simile a quello dei Paesi tropicali. Questo provoca danni immensi all’ecosistema del nostro Paese.

La crisi climatica in Italia rischia di colpire più duramente per due ragioni. La prima è la mancanza di un piano di adattamento al clima, che permetterebbe di limitare le conseguenze più gravi del clima cambiato sul territorio e sulle comunità che lo abitano. La seconda è intrinseca nelle caratteristiche stesse del nostro Paese: lo scioglimento dei ghiacciai, se continuerà con questo ritmo, metterà in grave pericolo le numerose città costiere italiane. Non solo Venezia, ma per esempio anche Taranto, Pescara, Cagliari, Ravenna, solo per citarne alcune.

Le conseguenze della crisi climatica in Italia sono acuite dalla forte urbanizzazione del territorio. Il consumo del suolo e l’impermeabilizzazione delle aree urbane ha reso il nostro Paese molto più vulnerabile alle sempre più frequenti alluvioni e inondazioni.

Eventi meteorologici estremi

Una delle conseguenze più dirette di questo forte aumento delle temperature è appunto l’intensificarsi di eventi meteorologici estremi, che hanno rappresentato un danno per persone e territori. Questi eventi fanno notizia per l’entità dei danni alle persone e al territorio e per il valore simbolico di vedere città dal grande patrimonio storico e artistico danneggiate, ma di eventi meteorologici estremi come questi ne accadono in media cinque al giorno.

I dati del database European severe weather database, che registra eventi estremi come valanghe, tornadi e piogge torrenziali, evidenziano come ormai eventi che fino a pochi anni fa erano straordinari sono diventati la norma. Secondo il report di Legambiente Il clima è già cambiato, dal 2010 al 2019 sono stati rilevati in Italia ben 563 eventi meteorologici estremi, che hanno provocato decine di vittime e migliaia di sfollati.

La cosa più preoccupante è che, confrontando i dati relativi al nostro Paese con quelli di altri, emerge che l’Italia è molto più colpita. Questo avviene per la particolare posizione dell’Italia al centro del Mar Mediterraneo, un mare che a causa del riscaldamento globale sta diventando sempre più caldo e si sta innalzando. In generale la regione mediterranea è tra le zone europee più colpite dall’aumento di eventi climatici estremi.

Concentrazione di gas serra

La concentrazione nell’aria di gas serra come metano, anidride carbonica e ossido di diazoto è sempre più elevata, nonostante gli impegni presi dalla comunità internazionale con gli accordi di Parigi nel 2015 per diminuirne le emissioni. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, il livello di gas serra nell’aria ha registrato un nuovo record nel 2018, raggiungendo la quota di 407,8 ppm (parti per milione). Si tratta di un aumento del 147% rispetto ai livelli di concentrazione del periodo preindustriale ed è in aumento rispetto alla rilevazione del 2017 (405,5 parti per milione).

Oltre la metà delle emissioni di gas serra viene da USA, Unione Europea e Cina. La sempre maggiore concentrazione di gas serra nell’atmosfera ha conseguenze non solo per le temperature del pianeta, ma anche per la nostra salute. L’Italia è infatti il primo Paese in Europa e l’undicesimo al mondo per numero di morti premature causate dalle polveri sottili. Oltre a questo si aggiungono le morti derivanti dalle ondate di calore, sempre più frequenti e intense. Inoltre, l’elevato grado di concentrazione delle polveri sottili, secondo diversi studi, ha favorito il diffondersi del Coronavirus, in particolare in Pianura Padana.

Aumento delle temperature medie

L’aumento delle temperature medie in Italia è molto superiore a quello del resto del mondo. Mentre la temperatura del pianeta negli ultimi decenni è aumentata di +0,98 gradi centigradi rispetto al periodo 1961-1990, in Italia la crescita è di 1,71 gradi centigradi. Tra i principali effetti di questo elevato aumento delle temperature c’è un’intensificarsi delle precipitazioni alternate a periodi di aridità. Più della metà del territorio del nostro Paese è vulnerabile al fenomeno della desertificazione.

Ci sono soluzioni alla crisi climatica in Italia?

Quando si tratta di clima, la conclusione è sempre la stessa. Non si tratta mai solamente di una questione ambientale, ma di un problema che riguarda l’aspetto economico, politico, sociale, culturale, psicologico. La furia degli elementi ha la capacità di distruggere intere comunità, sistemi economici e produttivi, causare morti.

Per cercare di limitare gli effetti più devastanti della crisi climatica nel nostro Paese sono necessarie non solo politiche per ridurre l’emissione di gas serra, ma anche strategie di adattamento, perché già adesso il cambiamento climatico ha delle conseguenze. Per affrontare quella che già oggi è la nuova normalità portata dal riscaldamento globale sono necessari anche interventi per salvaguardare il nostro territorio, che spesso viene sfruttato in maniera eccessiva. La crisi climatica è una sfida per tutti, per i singoli cittadini ma anche e soprattutto a livello istituzionale. Il cambiamento più importante deve avvenire a livello sistemico.