In questi ultimi mesi siamo stati spettatori di una serie di eventi che sicuramente, il primo gennaio del 2020 nessuno di noi si sarebbe aspettato di vivere. Ognuno di questi eventi ha delle conseguenze, che sono più o meno valutabili a priori. Ci riferiamo ad esempio allo shock petrolifero, le cui implicazioni fin da subito sono state chiare e ben definite. Ma possiamo riferirci anche ad eventi i cui effetti, data la loro natura, non sono a priori facilmente misurabili. Il Covid-19 è uno di quelli: un evento che cambia le regole, scrive Goldman Sachs in uno dei suoi ultimi lavori, il cui impatto futuro è ancora un’incognita.

Le fasi di investimento post Covid-19

Secondo la società di consulenza Goldman Sachs, l’economia post Covid-19 vivrà tre periodi sovrapposti di investimenti: conservazione, consolidamento e innovazione. La prima è governata dall’incertezza a tal punto che conviene preservare semplicemente ciò che si ha. È una strategia utile finché la gamma di risultati è ampia. Tuttavia, diventa nociva quando si persegue in maniera testarda. Ma quando gli investimenti diventano diseconomici?

Come detto, la seconda fase è il consolidamento: i business model si adattano alle circostanze, ottenendo ottimi risultati. Il successo nella fase è legato al mescolamento delle tecnologie esistenti con esigenze nuove: infatti non si parla ancora di innovazioni vere e proprie. È solo nella terza fase, quella dell’innovazione, che si attende un reale cambiamento di direzione. Date le nuove esigenze e la necessità di nuove soluzioni, viene potenziato il cambiamento già in corso nel consolidamento. In questa fase i c.d. vincitori del consolidamento sono a rischio se non riescono a consolidare in tempo il loro vantaggio. Diventa perciò fondamentale che il vantaggio competitivo non sia di natura circostanziale, bensì sostenibile, permettendo alle aziende di auto-rafforzarsi.

Sostenibilità

Secondo la Goldman Sachs la sostenibilità del proprio vantaggio dipende ora dalle risposte a due fondamentali domande:

Are those companies creating real value in the post-COVID-19 new world?

Can those companies sustainably monetize the value they are creating?

Mentre la seconda si applica al di fuori del Covid-19, è la risposta alla prima che permette di analizzare gli effetti della Pandemia.  Sempre secondo lo studio sono ben 4 i temi a capo dello scenario post-Covid-19:

  1. resilienza;
  2. apprendimento permanente;
  3. segmentazione del mercato basata sul rischio;
  4. reimpostazioni normative.

L’importanza della resilienza è da ricondursi alla consapevolezza che il sistema precedente sia stato inefficiente ed incapace di rispondere alle esigenze in fasi di stress. L’affidabilità di un servizio diventa fondamentale nella Pandemia. Si affermano dunque nuovi sistemi di approvvigionamento sia per sistemi locali che globali e un nuovo equilibrio per il soddisfacimento della domanda. Nel perseguire questa strada si afferma così un grande quesito: come sviluppare la catena di fornitura. Da una parte i sostenitori di un sistema globale e dall’altra chi supporta la struttura locale. La realtà dei fatti tuttavia non permette di schierarci, ma di supportare un sistema ibrido. Questo perché, seppur il sistema locale sia efficiente data l’assenza di ridondanza, possiede una struttura fragile, svantaggio compensabile da una distribuzione globale ben consolidata: una combinazione di linee per supportare situazioni di sovraccarico.

Il fatto che il nostro sistema sia governato da un perenne cambiamento fa sì che gli individui siano sempre impegnati in un apprendimento permanente. Ciò significa che non tutti i cambiamenti possono divenire permanenti, ma che le fasi di transizione potrebbero durare solo pochi anni oppure decenni. Ora, ciò che una volta era innovazione o barriera all’ingresso diventa uno standard tecnologico. Nella fase di consolidamento diventa più radicale lo standard e più facile da attaccare nella fase dell’innovazione.

La segmentazione del mercato basata sul rischio è tra i più evidenti effetti del Covid-19. Le persone non sono più disposte a supportare rischi i cui benefici non siano più che vantaggiosi. Ora è necessario non solo valutare i rischi che possono correre i propri dipendenti, ma anche quelli dei clienti, reimpostando tutto il sistema aziendale. In questa evoluzione, aziende consolidate e innovative possono appartenere alla stessa ruota. Infatti, dove non fosse possibile diminuire il rischio attraverso la propria struttura aziendale, la soluzione è l’innovazione. Mentre le aziende più grandi possono sperimentare soluzioni di rischio relativamente complesse e costose, aziende più piccole semplificano azioni più efficaci con bassi costi.

Ultimo tema fondamentale è il ripristino delle normative. La verità è che la Pandemia ha cambiato le regole del gioco, ha imposto nuove normative a situazioni complesse. All’inizio, la regolamentazione e il cambiamento legale riguarderanno ciò che è successo durante il lockdown, analizzando cosa abbia funzionato e cosa meno. Da una parte si rafforzerà ciò che ha funzionato, ma dall’altra si puniranno i fallimenti. Nella seconda fase, il cambiamento di regolamentazione riguarderà lo stesso consolidamento, dalla concentrazione di potere agli squilibri economici, fino a promuovere un nuovo equilibrio. L’espansione della regolamentazione favorisce le grandi imprese, supportando il consolidamento; ma una volta stabilite le regole, sarà necessario trovare risposte più economiche. Risposte economiche vuol dire anche risposte più rischiose, perché fondate su un’ondata di innovazioni. Nuovi competitors si affermeranno e le aziende consolidate rischieranno l’obsolescenza.

Seppur non in modo evidente, la Pandemia sta distruggendo ciò che potremmo definire vecchio e sta portando il nuovo: nuovi business model innanzitutto. E’ il tipo di evento che reimposta un’intera economia. Eccelle solo chi sa guardare verso nuove società. Tuttavia, mentre tutto cambia, il sistema pubblico nuota contro corrente affinché il danno alle aziende consolidate sia il minor possibile. Ma lo sforzo, seppur grande, non sarà sufficiente. Come Schumpeter ricorda, il mercato abbraccia il cambiamento: l’innovazione è fondamentale per il raggiungimento di un vantaggio competitivo ed è per questo che solo pochi si affermano vincitori. Il successo viene ora garantito dalla circostanza e dalla resilienza.


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