Se ti sei mai chiesto dove vengono creati i tuoi sogni, guardati attorno, vengono creati qui.

Era il 20 luglio del 1969 e il mondo contemplava per la prima volta la luna da vicino. Prima di allora c’erano stati i sogni, e c’erano stati i film. George Mélies, il burbero Papa George della fortunata produzione di Scorsese Hugo Cabret (2011), filma nel 1902 uno dei primi film di fantascienza di sempre, Le voyage dans la lune.

Mélies
The Invention Of Hugo Cabret, Scorsese

Padre del cinema fantastico, diresse più di cinquecento film, di durata variabile da uno a quaranta minuti, trasformandosi in breve tempo da illusionista a regista, a viaggiatore.

Ricco di effetti speciali (prima ancora dell’avvento degli effetti speciali), Le voyage dans la lune racconta la storia di un gruppo di astronomi, guidati dal professor Barbenfouillis, pronti a intraprendere una misteriosa spedizione lunare. Atterrata sul pianeta, la compagnia finirà prigioniera del popolo dei Seleniti, curiose creature sotterranee simili a crostacei.

Per realizzare Le voyage dans la Lune, Mélies si ispirò a un romanzo di Verne, ma anche da passi di un libro di H.G Wells e da un’omonima opéra-comique del 1877 musicata da Jacques Offenbach. Tra le suggestioni pare inoltre che vi fosse anche un’attrazione del luna park di Coney Island, intitolata proprio A Trip to the Moon. Il film, divertente e spettacolare, gioca in realtà più sull’aspetto scenografico che sul contenuto narrativo: la sequenza in cui la navicella-proiettile si schianta sul faccione sorridente della luna è ancora oggi una delle immagini cinematografiche più emblematiche di sempre.

Sottolineare come la pellicola abbia influenzato la storia del cinema e si sia prestata a numerosi omaggi, sarebbe davvero superfluo. La produzione di Mélies non ha condizionato solamente il cinema fantastico o di fantascienza: sovrimpressioni e giochi di cinepresa daranno il là a tutto quello che oggi definiamo complesso sistema di effetti speciali. Inoltre, come omaggio al regista, rifacimenti di intere clip compaiono ne Il giro del mondo in 80 giorni del 1986, ma anche nelle serie animate dei Simpson e di Futurama.

Mélies: influenze musicali

Si tratta di cinema muto, sì. Ma è un errore pensare che nel cinema muto non ci fosse musica. Fin dalla nascita del cinema, ad accompagnare le proiezioni si diffuse la pratica di suonare musica di repertorio dal vivo. Del resto, sono due linguaggi, quello cinematografico e quello musicale, da sempre intrecciati e da sempre interdipendenti. Le voyage dans la lune di Mélies fornì spunti di azione non solo al cinema successivo, ma anche al mondo musicale. Questo articolo ne ricorda tre, tra i più celebri.

Queen, Heaven For Everyone

Heaven for everyone venne scritta nel 1985 da Roger Taylor, batterista dei Queen, e registrata tre anni dopo dalla sua band parallela, i Cross. Il brano fu rielaborato dai Queen solo tra il 1993 e il 1995, quando fu recuperata la traccia vocale incisa da Freddie Mercury nel gennaio 1988. La versione della band britannica capitanata da Mercury comparirà allora nell’album Made in Heaven, l’ultimo disco in studio. “Realizzato in paradiso”. Se Made in Heaven, la track che dà il nome all’album, può essere considerata la canzone più autobiografica che il carismatico ex frontman abbia mai scritto, Heaven for everyone forse viene al secondo posto.

This world could be fed, this world could be fun
This should be love for everyone.

Il testo è un desiderio, tanto bello quanto irrealizzabile, di un mondo caldo, ricco d’amore, un paradiso per tutti. Quando la canzone uscì nella versione di Mercury, nel 1995, il mondo aveva già perso una delle voci più straordinarie della storia. È difficile, scorrendo le parole del brano, non pensare allora agli ultimi anni di vita del cantante, all’AIDS, all’isolamento nella Garden Lodge. A un’ultima, dolcissima, richiesta d’amore: che bello sarebbe, se la terra fosse un paradiso.

queen

This could be heaven for everyone.

Heaven for Everyone viene diffusa con tre video: una versione che raccoglie varie performance live e un “Evolution” video che mostra l’artista Stelarc mentre costruisce e interagisce con un braccio robotico. Quello ufficiale invece, diretto da David Mallet, intende commemorare Freddie con una raffica di graffiti e scritte murali, sparsi per ogni dove e in ogni lingua. Poi ecco Mélies: mentre sullo sfondo si intravedono i Queen e il loro leader, in primo piano compaiono clip da Le voyage dans la lune e due corti successivi: Voyage à travers l’impossible (1904) e Éclipse de soleil en pleine lune (1907).

Il cinema fantastico ben si presta al contenuto sognante della canzone. Il viaggio verso la luna è un’avventura da raccontare e raccontare ancora. Ad accogliere gli astronomi esploratori di Mélies compaiono nel cielo visioni di una stella cometa, realizzate con il trucco della sovrimpressione, oltre alle sette stelle dell’Orsa Maggiore con facce di donne (il trucco è quello dell’esposizione multipla) e infine astri, pianeti, neve lunare. Ma nel video dei Queen ci sono anche treni che solcano pianeti, ballerine stellari, un sole dal faccione antropomorfo.

Magia e sospensione dell’incredulità erano per Mélies pane quotidiano quando dirigeva il celebre Teatro Robert-Houdin e vi si esibiva come prestigiatore. Creatore delle cosiddette “fantasmagorie”, le usò poi per il cinema, per creare effetti strabilianti. Non sorprende che l’ultimo saluto di Freddie Mercury attinga proprio da quell’immaginario. Non è la magia, il sogno, l’antidoto al male, quello che prolunga la vita sulla terra?

Dicono che ogni atomo del nostro corpo una volta apparteneva a una stella… Forse non sto partendo, forse sto tornando a casa.

Cinema, luna, stelle. L’ultimo viaggio del leader dei Queen è un voyage dans la lune.

The Smashing Pumpkins, Tonight, tonight

I Queen non sono i soli. Nel 1996 anche gli Smashing Pumpkins, la band alternative rock statunitense capeggiata da Billy Corgan, ha reso omaggio a quello che, dopo i fratelli Lumière, è ritenuto padre indiscusso del cinema. Il videoclip di Tonight, Tonight, vincitore di ben cinque categorie agli MTV Video Awards, si ispira in modo evidente alla produzione di Mélies, in particolare a Le voyage dans la lune.

Il tempo scorre, come la giovinezza. Gli Smashing Pumpkins invitano a fermarsi e a vivere, ora, stanotte, quella libertà che solo la giovinezza può dare. La canzone cattura tutta l’agitazione e la paura che si ha da giovani quando ci si accorge che una notte sola può cambiare tutto e che la si ricorderà per sempre.

We’ll crucify the insincere tonight
We’ll make things right, we’ll feel it all tonight.

La notte di cui canta Billy Corgan è una di quelle notti dove si è pronti a volare, a cambiare il mondo, a credere che tutto sia davvero possibile.

The impossible is possible tonight.

Quasi a voler rimarcare questo magico momento, gli Smashing Pumpkins nel videoclip citano il cinema delle attrazioni di Georges Mélies. Il video viene infatti filmato utilizzando lo stile di una pellicola muta di inizio secolo, con fondali teatrali e marionette. La clip, che ha debuttato nel maggio 1996 e vede nel cast gli attori comici, sposati, Tom Kenny e Jill Talley, inizia con un gruppo di persone che celebra il lancio di un dirigibile sulla luna. C’è chi applaude, chi prega, chi suona. I due protagonisti entrano poi insieme ad altri nello zeppelin, sganciato con una corda da persone vestite da marinai.

Mentre la band si esibisce in abiti di finemelies Ottocento, il viaggio spaziale fa rotta verso la luna, che ha un volto simile a quello immaginato da Mélies. Come in Le voyage dans la lune,  anche in Tonight, tonight gli esploratori lunari sono attaccati da strani abitanti. Dopo essersi difesa con l’aiuto di un ombrello, la coppia scappa su un razzo e atterra nel mare, dove assiste ad uno spettacolo canoro eseguito da sirene, stelle marine e un polpo.

L’avventura si chiude con il salvataggio dei protagonisti che, riemersi dalle acque in una bolla, sono recuperati da una nave chiamata “S.S. Mélies“, ennesimo riferimento al regista.

Quella che gli Smashing Pumpkins realizzano è una vera e propria favola musicale, ricca di effetti speciali, che ricordano più primitivi giochi di prestigio che le tecnologie utilizzate dai film di oggi. Una favola magica, come i film di Mélies. Un tributo al sogno e a colui che l’ha inventato.

Air, Le voyage dans la lune

Festival di Cannes 2011. Il pubblico assiste per la prima volta alla versione a colori, restaurata, di Le voyage dans la lune. Ebbene si, dei più di 520 film realizzati dal regista illusionista, Mélies offriva anche la versione a colori. Si trattava allora di un procedimento molto difficile, creato solitamente da donne, che, dotate di una lente d’ingrandimento, coloravano i fotogrammi uno per uno con alcune tinte che mantenessero l’effetto della trasparenza. Data per dispersa, la “pizza” a colori della pellicola venne ritrovata nel 1993 e ricolorata in digitale.

AirCosa mancava nel corto che avevamo fino al 1993? Il colore e la musica. Nessun problema. Mélies ai tempi non se ne era mai occupato e lasciava la scelta ai distributori. Per il festival di Cannes, invece, la preferenza è ricaduta sugli Air, il duo francese di musica elettronica composto da Nicolas Godin e Jean-Benôit Dunckel, già attivi nel campo cinematografico per la realizzazione della colonna sonora de Il giardino delle vergini suicide di Sofia Coppola.

Sonorizzazioni di questo tipo sono abbastanza frequenti nel cinema odierno: si pensi a Jeff Mills, dj e produttore discografico statunitense, uno dei padri fondatori della musica elettronica, che ha realizzato recentemente per la UFA di Berlino una nuova colonna sonora per Metropolis, il capolavoro di Fritz Lang del 1926, anch’esso muto.

Il viaggio degli Air è a tutti gli effetti un viaggio sulla luna: tra sintetizzatori e percussioni compulsive, ciò che si respira è un’atmosfera spaziale, psichedelica. Con Seven Stars, accompagnata dalla voce di Victoria Legrand, vocalist del gruppo indie-rock The beach house, l’ascoltatore è pronto a fluttuare tra le stelle. È un ascolto tremante, traballante, come la voce delle Au revoir Simone e le note di pianoforte di Décollage, che ben si presta al tour cosmico.

Welcome to the astronomic club.

Sarebbe bello sapere cosa ascoltano gli astronauti. La Nasa ha rivolto su Twitter un appello molto simpatico: in vista dell’arrivo sul suolo lunare, previsto per il 2024, ha chiesto agli appassionati di spazio di proporre canzoni da inserire in una “playlist lunare”. Le canzoni più quotate dagli utenti sono state la celebre Brain Damage/Eclipse dei Pink Floyd tratta da The Dark Side of The Moon, il disco che più di ogni altro esplora da lontano quel lato oscuro della luna, inaccessibile; ma anche David Bowie con Life on Mars e Frank Sinatra con Fly Me on The Moon. Manca la musica elettronica ma, considerato il disco degli Air, ben si presterebbe per chi decidesse di intraprendere questo viaggio fantasmagorico. Così dichiarano i musicisti a proposito del loro progetto:

Cercavamo un suono “fatto a mano”, artigianale, un po’ come gli effetti speciali di Mélies. Tutti gli strumenti sono suonati dal vivo, e così come il film anche l’album rappresenta una forma d’arte molto spontanea.

Mélies continua ad affascinare. Anche se i suoi effetti speciali sono sorpassati e ci viene un po’ da ridere a vedere lune di cartone con il faccione sorridente o ballerine in costumi teatrali che danzano tra le stelle. Anche se oggi, sempre di più, lo spettatore davanti alla maggior parte dei film di magia o di fantascienza storce il naso e la sospensione dell’incredulità è fenomeno più unico che raro. Davanti a Papa George, la magia è non sorprendersi.

Mio padre mi portava al cinema di continuo. Mi ha raccontato del primo film che ha visto. È entrato in una sala buia e su uno schermo bianco ha visto un razzo volare nell’occhio dell’uomo nella Luna. Gli si è conficcato dentro. Ha detto che è stato come vedere i suoi sogni in pieno giorno.