L’emergenza Covid-19 non è riuscita a fermare la moda: la fashion week parigina non è stata annullata, ma trasferita online. Infatti la Fédération de la Haute Couture et de la Mode ha inaugurato la prima Paris Digital Fashion Week, in cui sono state presentate, tra il 6 e l’8 luglio, le nuove collezioni di alta moda autunno-inverno 2020/21.  Ogni maison ha lanciato le nuove creazioni attraverso dei cortometraggi caricati sul sito hautecouture.fhcm.paris e, in contemporanea, su tutti i canali social del brand. Sono state trentaquattro le case di moda ad aderire all’evento: ad aprire le danze la maison Schiaparelli, seguito da Dior, Maison Margiela e Valentino. Fendi, al contrario, ha preferito lanciare la nuova collezione sui suoi canali, rinunciando alla fashion week; allo stesso modo Giorgio Armani ha rimandato la presentazione della nuova collezione Armani Privé a gennaio 2021. Una delle protagoniste indiscusse di questa fashion week parigina è stata la Maison Chanel: la nuova collezione Haute Couture è stata presentata la mattina del 7 luglio, sotto la direzione artistica di Virginie Viard.

In sostituzione alla sfilata, è stato girato un cortometraggio in pieno stile shooting di moda, a cura di Mikael Jansson, regista e fotografo per Vogue America. Nel video si alternano immagini, a colori ed in bianco e nero, di Rianne van Rompaey e Adut Akech nel ruolo di principesse punk. La creative director Viard si è ispirata ad un modello di donna preciso:

Stavo pensando a una principessa punk che esce da Le Palace all’alba. Questa collezione è più ispirata a Karl Lagerfeld che a Gabrielle Chanel. Karl sarebbe andato a Le Palace, avrebbe accompagnato queste donne molto sofisticate e molto eccentriche.

Una ragazza anticonformista, dall’animo punk, libera ed eccentrica, che passa la notte a divertirsi nei locali. Le modelle appaiono con i capelli arruffati, il trucco pesante e le unghie smaltate di nero. La collezione è composta da trenta mise, che riprendono alcuni classici della Maison Chanel, ma con un tocco di eccentricità: ricompare il tweed, ricoperto di strass, pietre, paillettes. In origine, questo tessuto venne scelto da Mademoiselle Coco Chanel nel 1920, esportandolo dalla moda maschile a quella femminile: la lana cardata, una stoffa né nobile né pregiata, venne introdotta nell’alta moda. Nell’ultima collezione il tweed si arricchisce ulteriormente, rendendosi luminoso grazie ai fili il lamé. Virgine Viard riprende anche un altro classico, il tailleur, rendendolo asimmetrico e introducendone una versione dai toni scuri e dalle bordature diamantate, quasi barocche.

La collezione alterna tagli lunghi ed eleganti, come l’abito a corolla bianco indossato da Rianne van Rompaey, con maniche ampissime e dettagli in piuma, dallo stile romantico e delicato, a tagli corti, colorati ed eccentrici; ne è un esempio l’abito dal corpetto intrecciato in pizzo argento e rosa, impreziosito da piccoli fiori ricamati.

Gli abiti sono accompagnati da accessori eccentrici ed opulenti, appartenenti alle collezioni di Alta Gioielleria Chanel: anelli con pietre, orecchini a piuma, collane pendenti cariche di Swarovski. Anche il make-up riflette a pieno l’idea di principessa punk su cui si basa l’intera collezione; non potevano mancare eyeliner, rossetti scuri e blush. Il trucco è stato curato da Lucia Pica, che rivela alcuni dettagli sui look scelti per la sfilata digitale:

Ho creato un look punk romantico ma con un tocco sofisticato. Un make-up realizzato con eyeliner nero per gli occhi e labbra sofisticate dal colore molto scuro. Il colore scelto per le labbra è un rosso brunastro per un risultato molto strong e intenso, per gli occhi un eyeliner allungato molto sottile che attraversa la parte superiore dell’occhio. Il tutto completato per il viso, da una pelle molto trasparente e luminosa con accenti di luce sulla parte alta degli zigomi.

La collezione autunno inverno 2020/21 risulta in netta contrapposizione con quella precedente; infatti se in questa fashion week sono stati presentati look trasgressivi ed eccentrici, gli abiti della collezione primavera estate erano stati all’insegna del rigore e dell’austerità. Virginie Viard si era ispirata all’infanzia di Gabrielle Chanel, trascorsa in orfanatrofio, riproducendo divise da scolaretta ed abiti monacali. La stessa creative director sostiene di essere stimolata da queste contrapposizioni:

Mi piace lavorare in questo modo, andando nella direzione opposta a quella che ho fatto l’ultima volta. Volevo complessità, raffinatezza.

Come tutte le collezioni d’alta moda, l’attenzione alla qualità e all’artigianalità è stata altissima: i laboratori di Métiers d’art Lesage e Montex, così come Lemarié e Goossens hanno collaborato nella creazione degli abiti. In occasione del lancio della nuova collezione, è stata inaugurata una miniserie in cui viene raccontato il processo di creazione dei capi.

Nonostante la presentazione della nuova collezione non sia avvenuta attraverso il classico fashion show, la Maison Chanel ha introdotto le nuove creazioni in modo interessante e coinvolgente per il pubblico, portandolo anche dietro le quinte.

 


CREDITS
Copertina