In tempo di post-pandemia lo streaming rappresenta ancora la principale fonte di intrattenimento. Così anche il teatro, spettacolo dal vivo, si è adattato all’idea di trasmissione dietro lo schermo. D’altra parte ciò non accade per la prima volta. Molti sono infatti gli spettacoli teatrali che sfuggono alla tempo e alla fallibilità della messa in scena dal vivo attraverso una registrazione. Spettacoli storici e di repertorio possono dunque essere visti grazie allo schermo televisivo e multimediale. È partita da questi presupposti l’iniziativa di Emilia Romagna Teatro Fondazione, grazie alla messa a disposizione online del lavoro sperimentale di Antonio Latella. Santa Estasi. Atridi: otto ritratti di famiglia è un vero e proprio caso teatrale, un evento sperimentale di importanza capitale per la ricerca teatrale del secondo millennio. In scena al Piccolo Teatro durante la stagione 2017/2018, gli otto spettacoli sono stati resi disponibili online dall’associazione fino al 30 giugno.

Santa Estasi è uno spettacolo nato proprio in Emilia Romagna Teatro Fondazione nel 2016. Antonio Latella, regista indefesso del teatro italiano, ha lavorato cinque mesi presso il Corso di Alta Formazione, elaborando uno spettacolo sperimentale, complesso e articolato. Sedici attori, otto drammaturghi e un regista. Santa Estasi è un ciclo composto da otto spettacoli teatrali, scritti da differenti drammaturghi sotto la supervisione di Latella. Ogni spettacolo è dedicato a una figura del mito, un personaggio della famiglia delle Atridi. L’idea è rileggere la celeberrima tragedia degli Atridi alla luce della contemporaneità, attraverso suggestioni che provengono principalmente da Eschilo ed Euripide, accanto a Pasolini, Dante o Seneca. I sedici attori eccellenti e pluripremiati interpretano i personaggi in modo interessante e non convenzionale. Numerosi sono i premi ottenuti: il 2016 ha visto l’assegnazione del Premio Ubu per “Spettacolo dell’anno” e “Nuovo attore, attrice o performer (under 35)” per l’intero cast.

Il ciclo di Santa Estasi si concentra sui personaggi appartenenti alla famiglia degli Atridi. La dannazione eterna risalente al capostipite Atreo si trasmette alle generazioni a venire, senza risparmiare figli e nipoti. Il sangue macchia le mani, l’infamia e la colpa sovrastano tutti i protagonisti in scena. I “puri” sono pochi infatti: solitamente le vittime sono anche carnefici. Latella trasforma la tragedia classica in una tragedia famigliare moderna. Santa Estasi indaga perciò i dolori e le colpe dei padri, il sangue dei figli, il sapore di vendetta, il destino che incombe senza lasciare scampo. I costumi sono infatti contemporanei e l’ambientazione (un interno casalingo) si stacca dall’ambiente culturale della Grecia antica. La tragedia degli Atridi indaga i rapporti famigliari e le passioni profonde. I personaggi si scambiano i ruoli, spesso generando corto circuiti volontari e interessanti per la lettura dello spettacolo.

Il ciclo di spettacoli si apre e si chiude con un banchetto. Ifigenia in aulide e Crisotemi presentano infatti al centro del palco un tavolo da pranzo, di volta in volta utilizzato in modo differente. Prima è il banchetto del tradimento fraterno (Agamennone offre a Menelao in pasto i figli), poi è l’altare su cui viene sacrificata Ifigenia. In Crisotemi s’immagina che la protagonista (l’unica sorella sopravvissuta alla morte) stia preparando un banchetto al quale l’intera famiglia avrebbe partecipato. Il tavolo è dunque ora fonte di nutrimento, ora strumento di morte, ora entrambe le cose mescolate insieme. Così come il tavolo, Latella sceglie di utilizzare gli oggetti domestici per evocare frammenti del mito. I messaggeri, per esempio, camminano tenendo in mano le stringhe delle loro scarpe. Ciò, da una parte, ricorda Tiresia e il suo bastone, dall’altra un marionettista che guida sé stesso come fosse una marionetta.

Rilevante appare l’utilizzo del coro, componente essenziale della tragedia greca. Latella rende esplicita la sua presenza attraverso coppie di personaggi, maschili o femminili, vestiti di nero (probabilmente a lutto). Le donne in particolare entrano in scena commentando, rivolgendo domande ai personaggi, riflettendo. Latella affida al coro il compito di rompere l’atmosfera tragica dello spettacolo: le donne ricordano infatti una coppia comica che, intervenendo durante l’intervallo, alleggeriscono il clima tetro.
Tutti i personaggi sono interpretati magistralmente dai giovani attori della compagnia. Menzione d’onore per Christian La Rosa, che porta in scena un Oreste innocente, ancora bambino, condizionabile dal destino così come dagli accadimenti della vita.

Santa Estasi è una tragedia violenta. Gli spettacoli non risparmiano grida, sangue, passione. In un tempo in cui la richiesta di distanziamento sociale è ridondante e robotica, Latella ricorda quanto fare teatro sia contatto fisico, sudore ed emozione. La scena è colma di personaggi, i rumori sono spesso acuti e fastidiosi, il clima è tetro e oscuro, nonostante la scenografia ricordi un tranquillo ambiente domestico. Latella è in grado di folgorare lo spettatore attraverso l’alternanza di comico e tragico, satira e realismo. Santa Estasi è un’altalena di emozioni, anche in streaming.

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