La storia del mostro di Loch Ness, soprannominato Nessie, inizia già dal 566 quando Adamnano di Iona, un monaco irlandese, descrisse nella sua opera “Vita Sancti Colombae” l’avvistamento di questa specie marina raccapricciante che avrebbe ucciso un uomo. Lo scalpore iniziale si spense presto nelle Highlands scozzesi e le testimonianze di avvistamenti non arrivarono fino al 1930.

Dal 1930 in avanti ci fu un’ escalation  di eventi che riguardavano il mostro che stava diventando poco a poco una celebrità. Infatti, ci furono tantissime persone che dichiararono di averlo visto spuntare dalle acque del lago scozzese: il magistrato Alex Campbell, il dottor Kenneth Wilson, una turista canadese Jennifer Bruce, il guardiacaccia locale Alastair Stevenson… Con le testimonianze, arrivarono anche le prime fotografie: la più famosa fu scattata nel 1934 da Kenneth Wilson.

Questa foto fu in prima pagina nel giornale scozzese Scottih Daily Record e il popolo scozzese rimase affascinato ma anche terrorizzato. Nel 1994 però arrivò un annuncio shock: la foto era falsa. Kenneth Wilson aveva infatti fotografato un modellino di un sottomarino giocattolo al quale aveva attaccato testa e coda. Nonostante ciò, gli abitanti continuarono a dichiarare avvistamenti, alimentando così il mito che entrò piano piano a far parte della cultura del paese.

Gli ultimi avvistamenti risalgono al 26 maggio 2007 e a fine agosto del 2009. Nel 2007, fu avvistato da Gordon Holmes, un tecnico di laboratorio, che dichiarò di aver visto una sagoma misteriosa nuotare nel lago. Mentre nel 2009 Jason Cooke, una guardia di sicurezza, lo avvistò tramite Google Earth, un software che utilizza immagini satellitari per creare immagini virtuali della Terra.

Nessie: una celebrità

La storia del mostro di Loch Ness, verità o leggenda che sia, è entrata a far parte dell’immaginario collettivo di quasi tutto il mondo: è raro che qualcuno non lo abbia mai sentito nominare. Nessie è quindi diventato una celebrità e ancora oggi se ne sente parlare molto spesso: migliaia di turisti decidono di visitare il lago scozzese proprio per questo mito.

Vennero realizzati anche molti film, serie televisive, documentari e libri per bambini basati sul mostro leggendario. Per esempio, nel 2004 Nessie appare in un episodio del cartone di Scoby-Doo, “Scooby-Doo e il mostro di Loch Ness”, il regista Paul Ziller nel 2008 ha creato il film “Lochness- il risveglio del mostro“, la casa di produzione Walt Disney ha realizzato nel 2011 un cortometraggio animato chiamato “La ballata di Nessie“. Le citazioni e le influenze sono quindi molteplici.

La domanda che a questo punto può sorgere è: cosa ne pensa la comunità scientifica degli zoologi? smentisce o accerta l’esistenza di questa creatura marina?

L’opinione della comunità scientifica

Ad oggi non esiste nessuna prova concreta dell’esistenza di Nessie. La comunità scientifica ha quindi smentito tutte le “prove” della sua esistenza ritenendole non abbastanza veritiere o concrete. Gli scienziati hanno infatti sostenuto che l’esistenza di questo mostro avrebbe dovuto essere certificata tramite resti ossei o tracce di animali che non sono mai state trovate. Inoltre, la grandezza del lago è un’ulteriore prova dell’inesistenza di Nessie: il lago è troppo piccolo e la sua piramide alimentare non avrebbe mai potuto sostenere un famiglia di predatori né un solo mostro di Loch Ness che si sarebbe inevitabilmente estinto.

Negli anni, si avanzò anche l’ipotesi dell’esistenza di un canale che collegasse il lago di Loch Ness al Mare del Nord. In questo modo, si spiegherebbero i dubbi relativi all’alimentazione dell’animale e all’assenza di ossa e resti. Tuttavia, gli zoologi non hanno mai trovato un canale di collegamento. Una delle prime ipotesi degli anni Trenta fu che il mostro non era in realtà nient’altro che un anguilla gigante. Quest’ipotesi fu però presto dimenticata. La teoria più famosa della comunità scientifica invece, era che poteva trattarsi di un plesiosauro, un rettile preistorico sopravvissuto all’estinzione.

Le ultime ipotesi degli scienziati

Nel settembre 2019, il team di scienziati dell’università di Otango in Nuova Zelanda ha dichiarato che il mostro di Loch Ness potrebbe essere un’anguilla gigante. Gli scienziati, guidati da Neil Gemmel, hanno prelevato e analizzato oltre 250 campioni di acqua del lago scozzese a diverse profondità. Dall’analisi delle sequenze di DNA rilevate dai campioni, si è scoperto che il lago, oltre ad essere abitato da microorganismi e vegetali, presenta una grandissima quantità di DNA di anguilla. Neil Gemmel ha affermato: “Non possiamo escludere la possibilità che a Loch Ness ci siano anguille giganti e che la gente le abbia viste e descritte come il mostro del lago“.

La prima ipotesi degli anni Trenta è così riconfermata e la leggenda del mostro di Loch Ness si è mischiata a questa possibile realtà. Adulti e bambini non possono che continuare ad amare Nessie e il suo antico alone di mistero.