Ormai è passato parecchio tempo da quando Harry, Hermione e Ron hanno iniziato a muovere i primi passi nell’universo creato dalla mente della Rowling. Emma Watson ne ha fatta di strada, una strada che l’ha portata, negli ultimi anni, a essere ricordata forse più per le cause in cui crede e per cui lotta che per i film a cui ha partecipato. Infatti, è molto noto il suo coinvolgimento in temi importanti come l’uguaglianza tra i generi, preferendo questo termine a quello di femminismo di cui si abusa molto sui media.

La carriera prende avvio con Harry Potter e la pietra filosofale (2001), che rappresenta il primo capitolo di una serie che ha segnato un’intera generazione facendo sognare grandi e piccoli. Qui Emma incarna lo stereotipo della ragazza saputella e studiosa, ma che darebbe la vita per gli amici.

Ciò corrisponde a realtà, infatti era una studentessa modello che si sarebbe più tardi laureata in letteratura inglese alla Brown University. A riprova di ciò, durante le riprese del capitolo conclusivo, Emma Watson è stata di rado presente sul set a causa dei suoi impegni scolastici. In ogni caso Harry Potter e i doni della morte parte 1 e parte 2 rappresentano la fase più cupa della saga. Il male sembra sul punto di vincere e mette a dura prova il legame del trio, ma alla fine il bene e l’amicizia sono più forti di qualsiasi cosa.

I successivi impegni cinematografici sono Noi siamo Infinito di Stephen Chbosky e Bling Ring di Sofia Coppola, che la vedono membro di un gruppo di giovani ragazze dedite a compiere furti nelle case dei ricchi. Noah è un racconto a tema biblico diretto da Darren Aronofsky, che ripropone il tema del diluvio universale in chiave rivisitata, attirando per questo grandi polemiche. Russell Crowe è la star principale: interpreta Noè, colui che è stato scelto da Dio per sopravvivere e portare avanti il genere umano. La Watson è Ila, figlia adottiva di Noè, che non compare nella versione del mito originale. In La Bella e la Bestia il personaggio di Bella si discosta da quello che ci saremmo aspettati di vedere. Infatti l’attrice la connota in maniera molto personale, rendendola più forte e meno propensa ad esternazioni di carattere emotivo.

Nel frattempo Emma Watson è stata inserita nella lista delle 100 persone più influenti della terra dal Times nel 2015 e nella lista delle attrici più pagate da Forbes. Viene nominata ambasciatore Onu nel 2014. Celebre è stato il suo discorso di apertura della campagna #heforshe. L’attrice ribadisce con forza la necessità di una maggiore parità tra i generi e maggiore uguaglianza nelle possibilità offerte a ciascuno. Ma tale processo non riguarda solo le donne. Infatti anche gli uomini dovrebbero liberarsi degli stereotipi di cui sono inculcati fin da bambini che li porta a dover assumere necessariamente dei ruoli e dei comportamenti. Le persone invece dovrebbero sentirsi libere di mostrarsi per ciò che sono realmente.

Da sottolineare anche l’impegno di Emma per quanto riguarda la moda sostenibile. Infatti ha collaborato con case di moda anche molto note come Louis Vuitton, Oscar de la Renta, Dior e Burberry. Queste marche presentano capi realizzati con materiali eco  friendly, provenienti dal riciclo e quindi poco inquinanti.

Certo si tratta ancora di un settore di minoranza, ma l’obiettivo è quello di allargare sempre più questo tipo di produzione. Per sensibilizzare ulteriormente riguardo l’ambiente ha creato un profilo Instagram in cui postava costantemente i suoi outfit ecosostenibili, tra cui figura un abito di Louis Vuitton realizzato con bottiglie di plastica riciclate.

L’ultimo film di Emma Watson che abbiamo visto in sala è Piccole Donne, adattamento dell’omonimo romanzo di Louisa May Alcott. Il cast prevede la presenza anche di Meryl Streep e Laura Dern (Jurassic Park e Big Little Lies). Probabilmente la stella di Emma in questo momento brilla maggiormente per il suo impegno sociale rispetto a quello cinematografico. Ma il mondo ha bisogno ora più che mai di persone che grazie alla loro influenza possono indirizzarlo in un senso piuttosto che in un altro.

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