Il bianco è la somma di tutti i colori, l’insieme di raggi luminosi con diverse lunghezze d’onda. Pura luminosità, che però al suo interno nasconde diverse sfumature. Per questo si associa al mese di luglio, come arco temporale mediano di un’estate in evoluzione. Luglio raccoglie le fatiche professionali prima della pausa estiva, dà libertà agli alunni, ma non ancora agli universitari, e accoglie i primi timidi villeggianti in preparazione al mese di agosto.

Tra chi già si pregusta la prima parte dell’estate e chi è ancorato a una scrivania, luglio offre diversi stimoli visivi. E gli elementi e i simboli associati al mese si dipingono di bianco. È il colore della luce, della sabbia incendiata dalle calde giornate di questi giorni e delle mura domestiche di chi attende la sua vacanza. Dall’anniversario dell’allunaggio, alla storiografia latina, fino all’astrologia, luglio si offre all’arte e alla testimonianza visiva del bianco.

L’etimologia latina del nome
luglio
Busto di Gaio Giulio Cesare (Musei Vaticani), marmo bianco lunense, 44-30 a.C.

Partiamo quindi dalle origini con la nascita del termine luglio. Il nome del mese è un omaggio che Marco Antonio fece a Giulio Cesare (Iulium), nato nel suddetto periodo. Il termine si lega così a una delle figure più importanti e celebri della Storia, primo fautore del calendario a 365 giorni. Non solo, perché fu Giulio Cesare ad aggiungere due mesi al precedente calendario che ne prevedeva dieci. Così luglio divenne il settimo mese dell’anno nel calendario giuliano, poi sostituito da quello gregoriano.

Un nome così importante non può quindi passare inosservato nella storia dell’arte. Tra numerose rappresentazioni iconiche perdute e conservate spicca il busto anonimo con sede nei Musei Vaticani di Roma. Un volto ferreo ma fragilmente umano è intagliato nel marmo bianco. Quel colore, così freddo e sacro, evoca tuttavia una prospettiva di luminoso cambiamento. E si accompagna così alla solennità del volto e del nome che inornicia.

L’allunaggio del 20 luglio 1969
Luke Jerram, Museum of The Moon

Una superficie perlacea non può che richiamare iconicamente la Luna. Soprattutto in relazione a un fondamentale momento storico, il 20 luglio 1969. Quel giorno la missione spaziale Apollo 11 portò sul suolo lunare i due astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, mentre il terzo, Michael Collins, rimase ad attenderli in orbita lunare. Nonostante i complottisti urlino alla simulazione cinematografica dell’evento con Stanley Kubrick dietro la macchina da presa, non si può non celebrare questa ricorrenza.

Così la Luna è stata oggetto di innumerevoli rappresentazioni figurative. Il suo colore non è il bianco, in quanto la superficie si piega a una consistenza grigia e argillosa e la pittura le ha spesso dato quella tinta gialla fanciullesca che la ritrae nei cieli notturni. Tuttavia ci piace immaginarla come una sfera opalescente, così come la ammiriamo durante le notti estive.

Tanto vicina da poterla quasi toccare. Per questo l’opera che meglio la ritrae è l’installazione itinerante di Luke Jerram: Museum of The Moon. Trattasi di una ricostruzione lunare di sette metri di diametro dislocabile in diverse parti del mondo. La possibilità di avere la propria luna a portata di mano per poterne fare estiva musa ispiratrice.

Parliamo di segni zodiacali: il cancro
luglio
Granchio bianco su una spiaggia del Brasile

Dall’astronomia si passa all’astrologia e a tutte quelle peculiarità dell’uomo scritte tra le stelle. Così luglio è dedicato a coloro che sono nati sotto il segno del Cancro. Nello Zodiaco, il simbolo astrologico del segno sono due chele di granchio, oppure in alternativa due seni in riferimento alla Luna. Il cerchio tra scienza e credenza si chiude dunque nel richiamo millennario alla Luna. Non a caso il colore del Cancro è il bianco e la sua pietra portafortuna la perla. Un gingillo prezioso, conservato in una conchiglia del mare.

Per questo la sua presenza profuma d’estate, così come l’immagine dei granchi che zampettano sul bagnasciuga. E il riferimento non è casuale, in quanto il termine cancro deriva  dal latino cancer, che significa granchio o gambero, in relazione alla costellazione a cui è attribuito il segno. Tale omaggio risale al mito di Eracle (o Ercole nella mitologia romana), figlio di Zeus e dell’umana Alcmena.

L’accoppiata diede sfogo all’ira di Era che, gelosa di Zeus, costrinse Eracle a superare diverse fatiche. Tra queste la battaglia contro l’idra, il serpente marino che mise in difficoltà l’eroe a Lerna, soprattutto quando Era mandò un granchio a mordere Eracle. L’uomo lo uccise e sconfisse il mostro. Per ringraziare il granchio del sacrificio, Era lo innalzò al cielo, dedicandogli una costellazione.

Il bianco di luglio

Come un granchio si protegge dal mondo esterno con il proprio carapace, il segno del cancro si impegna a proteggere le persone a lui care. E luglio non può prospettarsi come mese migliore per offrire il proprio tempo alla famiglia e agli amici, abbandonando l’isolamento scolastico e professionale. Non a caso le stelle dipingono luglio come il mese dei laghi, via intermedia tra il mare e la montagna. C’è bisogno di candore, purezza e luminosità dopo la chiusura sofferente degli ultimi mesi. Il bianco si presta così a colorare di un nulla significativo il tempo che verrà.

La sua tinta devia verso la trasparenza così come si carica di una densità lattea. Nel bianco c’è tutto e non c’è niente ed è per questo che si associa bene alla liberazione della mente dai pensieri, così come al sovraffollamento di impegni estivi. Ogni giornata sembra nascere per essere riempita, con quell’ardore di positività e ottimismo che caratterizza il colore bianco e che speriamo possa augurare serenità futura dopo che tutto sembrava nero.