Attraverso le pagine di Congo Inc. Le testament de BismarkIn Koli Jean Bofane ci mostra le contraddizioni di un Congo che, forse, poco conosciamo.

RDC e Kinshasa

Kinshasa, la città che fino al 1966 si chiamava Léopoldville, è la capitale della Repubblica Democratica del Congo. La ritroviamo disegnata nella copertina italiana del libro, con grossi edifici, le scritte “petrolio”, “acqua”, “uranio”, un’auto sul boulevard principale e in alto, in lontananza, il grande fiume Congo colorato di marrone.

La RDC, fin dai tempi di Leopoldo II (che diede nome alla capitale) e quindi dell’État Indépendant du Congo, è una democrazia fragile, ben lontana dall’essere considerata un’entità politica vera e propria. È caratterizzata da un vastissimo territorio ricco di materie prime, motivo principale degli sfruttamenti secolari, che avrebbero dovuto interrompersi con il nuovo equilibrio promesso in onore della ben nota Conferenza di Berlino (15 novembre 1884-26 febbraio 1885).

Tram ’83 e Congo Inc.

Prima di leggere e comprendere Congo Inc. vale la pena introdurre un altro autore congolese molto vicino a Bofane: Fiston Mwanza Mujila.

Nel suo libro d’esordio, Tram ’83, non ci viene detto esplicitamente di trovarci in Congo, tuttavia è possibile rintracciare numerosi elementi (tra i quali le miniere e le ferrovie) che ci aiutano a capire la collocazione spaziale del libro. L’elemento interessante di questo romanzo è il refrain: “vous avez l’heure?” (sapete che ore sono?), che troviamo spesso durante la lettura del libro, e che è possibile, tra l’altro, rintracciare anche nel testo di Bofane.

È quindi posta la questione del percepirsi in uno sfasamento temporale, non conoscere l’ora, non avere un meridiano di Greenwich. Allo stesso tempo, però, è anche una presa di coscienza, un rendersi conto che l’Africa deve diventare il suo meridiano di Greenwich. Il tempo, che riguarda anche sviluppo della storia, deve essere misurato a partire da dove si è e non da altrove. L’Africa deve diventare un centro per se stessa, deve riuscire a risollevarsi, anche grazie alla letteratura e alla cultura.

Questo romanzo può essere considerato uno storico, anche senza esserlo veramente, in quanto richiama la costruzione della ferrovia, che fu avviata per la prima volta da Stanley, chiamato dagli indigeni “bula matari” (colui che rompe la roccia). Stanley aveva iniziato la ferrovia congolese sotto richiesta di Leopoldo II, tuttavia il compito non era di facile svolgimento a causa della presenza di montagne e di corsi d’acqua. Alcuni tratti, quindi, furono scavati direttamente nella roccia, implicando corvè d’indigeni.

Tram ’83 fa riferimento a questa ferrovia e in particolare ai binari, che sembrano incontrarsi proprio al bar Tram ’83, che si configura come una sorta d’incrocio, dove si trovano diversi personaggi. Questo bar è una sorta di “l’ombelico del mondo” verso cui confluiscono tutti i binari.

Un possibile parallelismo potrebbe ritrovarsi tra questo Tram ’83 e il Congo, che in occasione della Seconda guerra del Congo, la cosiddetta “guerra mondiale africana” fu teatro di scontri tra gli Stati confinanti, il centro, luogo di convergenza degli altri Stati.

In Koli Jean Bofane, invece, più anziano di Mujila, nacque nel 1954 nella Repubblica Democratica del Congo, per poi trasferirsi a Bruxelles dove risiede dal 1993. Il suo Congo Inc. Le testament de Bismarck, pubblicato nel 2014, racconta, con un attento sguardo sulla RDC, la storia di un giovane pigmeo della tribù ekonda. Il ragazzo, Isookanga, gran sostenitore della globalizzazione, alla scoperta di Internet e guidato dall’irrefrenabile voglia di vivere nella modernità, lascia la sua casa per andare nella grande Kinshasa.

Questo romanzo tratta, senza troppe censure, grandi tematiche che varrebbe la pena affrontare una ad una. In esso è magistrale l’ironia e il sarcasmo dell’autore, accompagnati da sofferenza e uno sguardo piuttosto critico sul Congo ricevuto in eredità da Bismarck.

Nella giungla urbana della capitale congolese, gli uomini continuano a dare prova di meschinità e cinismo, mentre nei posti di comando si fa a gara per accaparrarsi le ricchezze naturali del paese.

Congo Inc.: la dedica

Ancora prima dell’inizio delle vicende, si apre con una dedica:

Aux filles, aux fillettes, aux femmes du Congo

à l’ONU                                                                                                                  

au FMI                                                                                                                   

à l’OMC

Notiamo qui, prima di tutto, che viene data più importanza alle persone rispetto alle organizzazioni: le donne, infatti, vengono citate per prime. Alle ragazze, alle bambine, alle donne del Congo: a tutto l’universo femminile congolese, poste su uno stesso piano dall’uguaglianza a livello sociale.

A differenza della tripartizione delle associazioni, nelle quali c’è gerarchia: al primo posto un’istituzione che si occupa di politica e del mantenimento della pace mondiale (o almeno, dovrebbe, dato che durante alcune crisi il loro potere giuridico è venuto meno, come nel caso della crisi ruandese); il secondo organo (FMI) gestisce l’aspetto finanziario a livello internazionale e si occupa di stabilire la “salute” (stabilità economica) o la “non salute” degli stati. Il FMI, per quanto riguarda l’Africa, ha iniziato ad applicare politiche di controllo già a partire dal periodo delle indipendenze. I paesi africani hanno dovuto sottostare a dei tassi di cambio, per esempio con il franco CFA, che hanno contribuito al mancato o tardo decollo delle economie africane. Infine abbiamo l’OMC (WTO in inglese), il quale si occupa degli accordi commerciali. La dedica dell’autore è ironica e allo stesso tempo impegnata in ambito politico, finanziario e commerciale.

Il Congo, un paese collocato al centro dell’Africa, circondato da numerosi paesi, anglofoni, francofoni e in parte lusofoni, è uno stato importante dal punto di vista geo-politico, strategico, finanziario, e, come ben ricorda il titolo del libro dove troviamo la sigla “Inc”, dal punto di vista commerciale.

Proprio a livello commerciale, non è da dimenticare che il territorio congolese è territorio di scambi, anche illeciti, come, ad esempio, per quanto riguarda il commercio di diamanti ed altre pietre preziose. Questo romanzo racconterà di come il “progetto politico” per il Congo si sia rivelato in realtà un progetto economico.

FONTI

In Koli Jean Bofane, Congo Inc. Le testament de Bismarck, Actes Sud, 2014

Minimaetmoralia.it

Theguardian.com

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