Alessandro Michele è uno stilista italiano e direttore creativo di Gucci dal 2015. Il suo stile è unico e ricercato e questo lo ha reso uno degli stilisti più influenti a livello internazionale; inoltre, grazie a ciò, è riuscito in breve tempo a rilanciare l’immagine del brand in seguito alla grave crisi che ha colpito la casa di moda.

Durante il lockdown abbiamo tutti avuto modo di fermarci e riflettere su molte cose: lavoro, cambiamenti, “rivoluzioni”, relazioni e così via. Ebbene anche il direttore creativo di Gucci lo ha fatto, anticipando su Instagram i suoi pensieri intitolati “appunti dal silenzio”, l’obiettivo è quello di “restituire giustizia al tempo creativo”.

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*DIARIO*

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A tal proposito Alessandro Michele in un’intervista ha affermato:

Non sono un disertore, ma un cospiratore.

Che cosa intende lo stilista per cospirazione?

L’idea è quella di non fare più 5 sfilate, ovvero 2 per l’uomo, 2 per la donna e 1 cruise ndr, ma di rallentare. Michele spera che il suo intervento e la sua collaborazione con Marco Bizzarri siano un punto di partenza per l’apertura di una nuova conversazione, una nuova era. La cosa importante che tutti devono comprendere è che, rallentare potrebbe essere utile anche per i piccoli perché il sistema in cui il mondo della moda è immerso permette di correre solo ai più grandi. Quello che il direttore creativo tende a precisare spesso, anche nelle sue interviste è che i suoi pensieri e le sue idee non sono una diserzione, piuttosto un invito per gli altri marchi e non solo.

Non ne ho parlato con gli altri grandi brand, nel mondo della moda purtroppo non c’è grande dialogo, ma c’è rispetto, io ho detto ciò che farò aspettandomi un’aggregazione virtuosa.

Lo schema è il seguente: ci saranno due appuntamenti l’anno, qualcosa verrà mostrato a breve, nel mese di luglio sul sito del brand che non si chiamerà cruise ma epilogo, e conterrà segni per il futuro prossimo. L’epilogo si riferisce alla chiusura dell’ultimo show, dove sono stati presentati i preparativi di una sfilata, il tutto sarà raccontato dai ragazzi che lavorano con lo stilista e non dai modelli. Michele è sempre più deciso: niente sfilate nel mese di settembre.

Non posso fare una corsa per essere pronto e per questo motivo saremo dopo, si spera in spazi reali e non quando pare a me perché questo è un sistema enorme.

Queste parole non hanno di certo lasciato indifferenti altri grandi brand come Armani, infatti anche lui ha affermato a inizio pandemia che avrebbe rallentato per ritornare alla vera creatività. È utile precisare che Gucci non ha deciso di uscire dal sistema, ma di rallentare “per costruire un futuro dove le cose abbiano più tempo”, per questo motivo a luglio non vedremo solo cose nuove ma anche oggetti e abiti che si trovano in negozio dove prima rimanevano, se andava bene, una settimana.

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“UBIQUITY” LA November 3th 2019

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La parola chiave è STOP: basta alle corse contro il tempo per rispettare le scadenze, basta prendere aerei per essere presenti ad uno show in tempo e basta schiacciare la creatività, ci vuole tempo. Tempo per pensare, agire, conoscere, capire, reinventarsi e scoprire. Se la voce di Alessandro Michele è arrivata ad altri brand i suoi pensieri racchiusi in “appunti dal silenzio”, potranno essere letti e condivisi e così dare vita a una nuova epoca per la moda dove la creatività e i suoi valori rappresentano il cuore dell’intero sistema.

I principali punti di forza della rivoluzione di Gucci sono: il rilancio social del brand e il nuovo impulso conferito allo street wear. Molti personaggi dello spettacolo, infatti, collaborano con il grande marchio come: Harry Styles, Lana del Rey, Achille Lauro per citarne alcuni.

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“Last Time I Met The Met”

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Insomma, la quarantena ci è servita per riflettere sulla nostra vita prima del lockdown, quanti si sono resi conto della vita frenetica che ormai tutti stavamo conducendo? Ed è proprio questo il punto, Michele non ha più dubbi sul fatto che non vuole più vivere col fiatone come se non avesse altra scelta. Rallentare però è allo stesso tempo un rischio: meno sfilate significa avere meno prodotti da vendere nei negozi e questo causerebbe un calo dei profitti, ma restare nella propria confort zone a volte può rilevarsi molto peggio del previsto, l’invito è quello di rischiare in modo conscio e intelligente ovvio!


FONTI

www.ansa.it

d.repubblica.it

 

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