Da Supreme a Balenciaga, i brand streetwear di lusso hanno saputo influenzare le ultime tendenze: Off-White c/o Virgil Abloh rientra nella hall of fame dei marchi dello street style. Le sue linee hanno conquistato sia i più giovani, avvicinati a questa moda dai loro artisti preferiti, sia le fashion victims.

Virgil Abloh

Off-White, nonostante sia noto a livello globale, è un marchio di moda italiano: la società è stata costituita nel 2012 a Milano; il suo fondatore è Virgil Abloh, un imprenditore e designer statunitense: durante gli studi di architettura si avvicina al mondo della moda, scrivendo per il noto blog «The Brilliance» e disegnando le sue prime t-shirt. Grazie all’incontro con John Monopoly, il manager del rapper Kanye West, gli viene affidato il design del merchandising dell’artista, fino ad arrivare alla direzione creativa dell’agenzia DONDA. A partire dal 2009 si trasferisce in Italia, a Roma, per iniziare uno stage da Fendi. Allo stesso tempo, insieme a Kanye West e Don C, fonda una sua attività: RSVP Gallery, un negozio di moda al dettaglio con sede a Chicago.

Virgil però non si accontenta: dopo la collaborazione con Fendi, aver aperto un’attività in proprio e aver apportato il suo contributo nel mondo della musica con Kanye West prima e con Jay-Z dopo, nel 2012 lancia la sua prima azienda. Con Pyrex Vision ha avuto la possibilità di esprimere al meglio la propria vena creativa; infatti acquistava, a meno di 40 dollari, degli stock di giacenze firmate Ralph Lauren e ne creava dei pezzi unici dipingendoli e rivendendoli ad un prezzo decuplicato. Il suo obiettivo era quello di introdurre nella cultura giovanile dei capi d’abbigliamento che tutti avrebbero notato e che sviluppavano al meglio l’idea di presente. La Pyrex Vision non era un’impresa commerciale, ma un vero e proprio esperimento artistico: infatti la società è stata liquidata un anno dopo.

Off-White

Dopo aver chiuso questo progetto, Virgil apre la sua prima casa di moda, sotto un marchio di streetwear di lusso: Off-White. L’intento del brand è di definire “l’area grigia tra bianco e nero, come il colore bianco sporco” soprattutto agli occhi dei critici e degli investitori. Questa idea si manifesta a partire dal logo: un semplicissimo riquadro con linee orizzontali bianche e nere. Nulla di nuovo, si potrebbe pensare, ma l’obiettivo del designer va oltre l’originalità; infatti i tratti elementari del logo caratterizzano tutti i capi della collezione, rendendoli riconoscibili anche a diversi metri di distanza, aumentando la consapevolezza del brand. Inoltre, tutti i fan di Off-White, alla vista di qualsiasi grafica a strisce orizzontali, ne riconoscono il logo del loro brand preferito, percependolo come totalizzante.

Le linee del marchio, composte essenzialmente da capi ready to wear, rappresentano un mix perfetto tra cultura street style e abbigliamento premium, tra sportivo e chic. Scegliendo Milano come suo quartier generale, Virgil Alboh mira a mantenere la cultura del Made in Italy, sinonimo di qualità; d’altra parte però, l’estetica è prettamente statunitense: in questo modo riesce a conquistare sia il cuore dei giovani, divisi tra millennial e generazione z, ma anche quello degli appassionati di moda attenti alla qualità.

In gran parte lo streetwear è considerato economico. Il mio obiettivo è stato quello di aggiungere un livello intellettuale e renderlo credibile.

Le collaborazioni

Attraverso la sua creatività, Alboh è sempre riuscito a farsi notare ed apprezzare dalla critica: nel 2014, a soli due anni dalla nascita del brand, è stato selezionato come finalista del LVMH Prize. Negli anni attira l’attenzione di altri marchi, ottenendo diverse collaborazioni: nel 2017 ha progettato una nuova collezione per Nike, The Ten, modernizzando dei modelli già conosciuti dal pubblico. Nel 2019 ha invece rispolverato i suoi studi universitari di design, collaborando con l’azienda svedese IKEA: con la collezione Markerad, ha proposto mobili pratici, ma con un tocco della sua estetica. L’intento principale di questa collezione era quello di aggiungere una qualità artistica ad oggetti anonimi: un anonimo tappeto bianco diventa uno scontrino IKEA gigante, una semplice borsa portatutto un pezzo di moda grazie alle iconiche virgolette che contraddistinguono l’estetica di Virgil Abloh.

Il 25 marzo del 2018 il designer di Off-White ha raggiunto l’apice della sua carriera, diventando il primo il primo direttore artistico di origine africana della linea maschile di Louis Vuitton. Grazie a questa occasione si è fatto conoscere al grande pubblico, ampliando ancora di più il suo raggio d’azione: a partire dal mondo della musica, collaborando con Rihanna, fino ad arrivare al mondo dello sport, disegnando un abito originale per Serena Williams in occasione degli US Open 2018.

Nel giro di pochi anni Virgil Abloh è stato capace di affermarsi nel mondo della moda e del design, con uno stile pulito e giovanile, tanto da rientrare, nel 2019, nel consiglio d’amministrazione di The Council of Fashion Designers of America, un’associazione composta dai più grandi designer statunitensi.