Sandro Veronesi, con il suo Il Colibrì (La nave di Teseo, 2019), è il vincitore del Premio Strega 2020. Lo scrittore aveva già ottenuto l’ambito riconoscimento nel 2006 con il romanzo Caos calmoIl Colibrì ha ottenuto 200 voti tondi da parte dei 605 giurati; di seguito il posizionamento degli altri libri nella sestina.Il colibrì

  • Gianrico Carofiglio, La misura del tempo (Einaudi) 132 voti;
  • Valeria Parrella, Almarina (Einaudi), 86 voti;
  • Gian Arturo Ferrari, Ragazzo italiano (Feltrinelli), 70 voti;
  • Daniele Mencarelli, Tutto chiede salvezza (Mondadori), 67 voti;
  • Jonathan Bazzi, Febbre (Fandango Libri), 50 voti.

La cerimonia finale del Premio Strega 2020 si è svolta la sera del 2 luglio 2020 nella consueta cornice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Le disposizioni governative relative all’emergenza sanitaria in corso hanno permesso la premiazione in presenza degli autori finalisti (al contrario dell‘annuncio dei dodici candidati al premio trasmesso in streaming nel mese di marzo), ma senza la consueta partecipazione del pubblico di giurati e appassionati. Ad ogni modo, la cerimonia è stata trasmessa in diretta su RaiTre con la conduzione di Giorgio Zanchini, ospite speciale Corrado Augias.

È anomala in più di un senso, questa LXXIV edizione del Premio Strega. Per le modifiche alla prassi della cerimonia dovute alla pandemia, per la doppietta di Sandro Veronesi — un’occorrenza all’estero insolita ma non troppo, come dimostra il recente secondo premio Pulitzer assegnato a Colson Whitehead — e per la presenza di una sestina finale al posto della tradizionale cinquina. Certo, ci sono già state altre sette sestine nella storia del Premio Strega, per via di votazioni ex aequo; quello che è avvenuto quest’anno invece è più complesso, e merita una spiegazione aggiuntiva. Ai sensi dell’articolo 7 del regolamento per la votazione, infatti,

Se nella graduatoria dei primi cinque non è compreso almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo (così definito secondo la classificazione delle associazioni di categoria e le conseguenti valutazioni del comitato direttivo), accede alla seconda votazione il/i libro/i con il punteggio maggiore, dando luogo a una finale a sei (o più) candidati.

La casa editrice de Il Colibrì, La nave di Teseo, ha alle spalle solo cinque anni di attività, ma è già riuscita a conquistare una posizione di rilievo nella produzione della narrativa italiana. Per questa ragione, spiega il presidente della Fondazione Bellonci Giovanni Solimine, si è deciso di non considerarla più alla stregua di un editore medio-piccolo, accogliendo quindi nella rosa dei finalisti Febbre di Jonathan Bazzi, edito da Fandango.

Per quanto anomalo, tuttavia, il Premio Strega 2020 si è rivelato anche prevedibile sotto troppi aspetti. Risulta quasi scontata la vittoria stessa de Il Colibrì, anticipata da esperti e voci di corridoio già da marzo. Altrettanto scontata è la bassa “quota rosa”, con Valeria Parrella unica autrice tra i finalisti ed Helena Janeczek (La ragazza con la Leica, Premio Strega 2018) unica vincitrice donna negli ultimi dieci anni. La ventata di aria fresca e diversità, sebbene così necessaria nel panorama italiano, viene da Jonathan Bazzi e dal suo ripescaggio burocratico più che da una reale volontà di ricambio negli ambienti culturali italiani. L’appuntamento ora è nel 2021, con la consapevolezza che c’è ancora tanta strada da fare.