Riapre al pubblico la mostra A nostra immagine. Scultura in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio. Era stata chiusa a febbraio, ma è stata riaperta subito dopo l’emergenza. La ospitano le Gallerie di Palazzo Vescovile di Padova, sede delle esposizioni temporanee del Museo Diocesano. Fino al 27 settembre i visitatori potranno tornare ad ammirare i gioielli in terracotta rinascimentali del territorio padovano, nel rispetto di un protocollo apposito.

Questo prevede l’accesso contingentato, la sicurezza dei locali, la necessità di indossare mascherina e guanti e di sottomettersi al controllo della temperatura corporea. A differenza di molte altre retrospettive riaperte sul territorio spicca la possibilità di organizzare delle visite guidate in piccoli gruppi, garantendo il distanziamento sociale. Il titolo della mostra – A nostra immagine – richiama la creazione dell’Uomo da parte di Dio e coglie l’essenza dell’attività artistica, mediante la quale l’artista infonde vita alla sua opera, usando la stessa materia che Dio ha trasformato in essere vivente.

Un viaggio tra le botteghe padovane del ‘400
A nostra immagine
Andrea Riccio, Pietà (fine ‘400)

Ventuno sculture in terracotta ci riportano indietro nel tempo, facendoci respirare il clima delle botteghe artistiche tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento. Secoli di furti e vandalismi hanno disperso un patrimonio d’arte unico al mondo. Ma grazie a un’intensa campagna di ricerca il Museo è riuscito a riportarlo alla luce.

Così il direttore del Museo Diocesano Andrea Nante, ideatore dell’esposizione insieme al conservatore Carlo Cavalli, racconta la mostra.

La mostra che siamo felici di poter finalmente riaprire dopo questa chiusura forzata è il momento conclusivo di un progetto durato oltre due anni, durante il quale, con il sostegno della campagna “Mi sta a cuore”, sono state restaurate quattro opere del territorio diocesano, ora inserite nel percorso espositivo (escluso il Compianto di San Pietro conservato nella chiesa di San Pietro). Oltre che operazioni di recupero e valorizzazione, i restauri sono stati un’importante occasione di studio e conoscenza delle opere, uno studio che durante tutto il periodo del progetto si è allargato, per quanto possibile, all’intero patrimonio diocesano di terrecotte rinascimentali, con l’apporto fondamentale del lavoro di specialisti e di giovani studiosi. Il catalogo scientifico raccoglie gli esiti di questa ricerca storico artistica, e la mostra li rende visibili, facendo parlare direttamente le opere.

La bottega di Giovanni De Fondulis

Immagini del nostro passato si rivelano straordinarie opere d’arte. E se un tempo popolavano le chiese, gli incroci delle strade e le abitazioni private, oggi sopravvivono spesso in collezioni private o nelle sale più prestigiose dei musei internazionali. A nostra immagine è il frutto di un lungo progetto di restauro, che ha fatto emergere interessanti novità. Una su tutte, il ruolo centrale di un plasticatore di origine cremasca, Giovanni de Fondulis e la vivacità della sua bottega padovana, rimasta attiva per oltre vent’anni nella seconda metà del Quattrocento.

Giovanni de Fondulis, Madonna con il Bambino in trono (1468-70 ca)

È alla Madonna con Bambino di Donatello che de Fondulis e gli altri allievi del maestro fiorentino guardano come icona di riferimento. Primo esemplare di una lunga lista di modelli che vengono copiati, cercando di conservare, per quanto possibile nella loro ripetizione, quei tratti di grazia ed eleganza che li caratterizzano. Madonne giovanissime dai visi dolcissimi e asciutti, insieme a bambini dalle carni tenere e paffute regaleranno all’osservatore un’esperienza ricca di pathos.

Perché proprio a Padova?

Ma come si giustifica una diffusione capillare della scultura in terracotta proprio in questo territorio? Ce lo spiega ancora Andrea Nante.

A Padova ha lavorato per anni Donatello: la sua bottega era proprio a ridosso della Basilica di Sant’Antonio. Donatello ha fatto scuola in città e dopo di lui altri artisti come Bellano, Giovanni De Fondulis, Andrea Riccio, arrivarono e diedero vita a capolavori in pietra, marmo, bronzo e terracotta. Lavorare a questa mostra ci ha permesso di recuperare storie che non conoscevamo, alcune ricche di aneddoti, altre che ancora ci incuriosiscono.

Il ricco catalogo della mostra A nostra immagine testimonia il viaggio alla scoperta dei protagonisti della scultura quattrocentesca a Padova, con l’opportunità di osservare da vicino capolavori troppo spesso dimenticati. Il suo acquisto presso il Museo Diocesano è un modo per sostenere sia il percorso di recupero di opere del territorio, sia la mostra, tanto penalizzata da questi due mesi di chiusura forzata.

 

Informazioni e prenotazioni:

Museo Diocesano Padova, Piazza Duomo, 12

Tel: 0498226159 www.museodiocesanopadova.it

Biglietti: 8 euro intero, 6 euro ridotto

giovedì e venerdì 15-19 / sabato e domenica 10-13; 15-19 / chiuso il 15 agosto


FONTI

Comunicato stampa

museodiocesanopadova.it

Padovaoggi.it