Con l’uscita di Clorofilla, il primo EP di Lobina, il 12 giugno ci siamo avvicinati al mondo della cantautrice genovese. Dopo un dolore così da grande dal sentirsi persa e dal non vedere più una luce abbastanza luminosa, Chiara Lobina incontra Fulvio Masini, con il quale imbocca una nuova via musicale. Dalla perpetua ricerca di sé nascono infatti cinque brani all’insegna della consapevolezza e della rinascita. Vi presentiamo oggi il videoclip del brano Molecole.

Molecole: il singolo…

Tra i pezzi dell’EP, Molecole è il singolo promozionale, con grande entusiasmo della cantautrice. Si tratta di una speranza vana, una richiesta inesaudita affinché ogni cosa torni come era in precedenza.

Lo si intuisce dalle prime parole: fingeranno che va tutto bene, ma non chiederanno a te quello che hai dentro – è un brano dedicato ai più deboli, un inno all’empatia, mezzo indispensabile per essere umani. I deboli, secondo Lobina, sono coloro i quali vivono in un corpo che non riesce ad esprimere quello che sente, che si muove come condotto da fili, non conforme a quello che invece prova, dando così l’impressione di essere apatico, di non sentire nulla. Sono forse queste, però, le persone che più hanno sofferto, perché più hanno sentito.

L’invito però si rinnova:

Non ritornare piccolo
Non rinunciare ad un battito
Non soffocare il dolore.

Per rinascere è fondamentale accettare il proprio dolore, saperlo affrontare e, se non si può dimenticare e lasciare indietro, imparare a conviverci. Tutto questo per “non ridurre in polvere le nostre molecole.

…e il videoclip

Non serve ricordare la situazione folle in cui il mondo si è trovato negli ultimi mesi. È proprio in questo tempo che si colloca l’esordio musicale di Lobina che, sicuramente, lo immaginava in un altro modo. Tuttavia, non si è fatta mancare niente.

Nei mesi di quarantena, infatti, la cantante ha registrato il videoclip di Molecole, un vero e proprio lockdown edition. Il video, non a caso, raffigura unicamente l’autrice del brano nella monotonia casalinga a cui siamo stati costretti a causa dell’emergenza sanitaria. È una quotidianità semplice e spoglia, spezzata ed alterata da un evento imprevedibile e non contenibile.

Quando ho scritto “Molecole” ho trovato nella mia casa di allora il mio rifugio, ho imparato a prendermi cura di me creando il mio ambiente a mia immagine e somiglianza, per sentirmi protetta in qualche modo. Oggi non vivo più in quella casa, ma ogni posto in cui vivi se lo rendi tuo saprà rassicurarti soprattutto nei momenti più difficili.

Vengono così messi in risalto i dettagli a cui tutti noi abbiamo iniziato a prestare attenzione: ogni nostra angolazione allo specchio, i cereali nel latte, il frigorifero non abbastanza pieno, i nostri posti preferiti in casa, il letto condiviso con l’animale domestico.

FONTI

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Copertina gentilmente fornita da Fleisch Agency