Capita a volte che la prima canzone pubblicata da un artista risulti il suo più grande successo. Tra i tanti esempi, questo è il caso di Tracy Chapman e della sua Fast Car. Il brano, uscito nel 1988, ancora oggi risulta uno dei più amati. È il classico pezzo musicale da ascoltare in macchina, con il vento tra i capelli e magari la prospettiva di un lungo viaggio. Tuttavia, Fast Car va al di là di questo. È una storia in musica dei diversi percorsi che la vita ci pone di fronte. Imboccarne uno piuttosto che un altro cambia irrimediabilmente l’esistenza, ma quell’auto che corre veloce continua a rimanere un simbolo di speranza.

Prima tappa: l’infanzia

Pur procedendo per tappe della vita, Fast Car non segue uno sviluppo lineare. Nel testo della canzone, si rintraccia la parte relativa all’infanzia della protagonista solo alla quinta strofa.

See my old man’s got a problem
He live with the bottle that’s the way it is
He says his body’s too old for working
His body’s too young to look like his
My mama went off and left him
She wanted more from life than he could.

Si trova un flashback, di quando da bambina vedeva il padre sempre alcolizzato. La madre, estenuata dalla situazione, lascia la figlia e il marito partendo alla ricerca di una vita migliore. Un’azione decisiva, presa apparentemente all’improvviso e in maniera egoista. La partenza della donna stravolge l’esistenza della narratrice che si ritrova a dover accelerare il suo percorso di crescita.

Seconda tappa: l’adolescenza

Così, costretta dalle nuove responsabilità, la voce narrante di Fast Car decide di prendersi cura di quel padre dal “corpo troppo giovane”. Lascia la scuola e riesce a trovare un lavoro come cassiera in un negozio di alimentari.

I said somebody’s got to take care of him
So I quit school and that’s what I did.

Dopo qualche tempo, però, incontra qualcuno che le restituisce la sua effettiva giovinezza. Lavora, mantiene il padre, ma tutto ciò non può impedirle di sognare un futuro migliore e di sperare di poterlo condividere con un’altra persona.

I been working at the convenience store
Managed to save just a little bit of money
Won’t have to drive too far
Just ‘cross the border and into the city
You and I can both get jobs
And finally see what it means to be living.

È proprio l’entrata in scena di questa nuova presenza della sua vita che segna inevitabilmente un’altra svolta della sua esistenza. Questa volta a partire è lei, con un ragazzo al suo fianco. Le si apre una nuova prospettiva, non ambiziosa, ma che prova meravigliosamente ad attaccarsi a quel briciolo di normalità che non ha mai avuto.

Terza tappa: i sogni della prima età adulta

 fast carUna volta lasciata la sua città natale, la protagonista e il suo compagno iniziano il loro percorso di vita insieme. Questa nuova fase, però, sembra sempre più simile a quella che la giovane viveva già a casa con il padre.

We go cruising, entertain ourselves
You still ain’t got a job
And I work in a market as a checkout girl.

Il suo partner non ha un lavoro, lei sì: è di nuovo una cassiera presso un supermercato. L’unico cambiamento consiste di non avere più accanto la figura paterna, ma l’uomo su cui ha costruito i suoi nuovi sogni. Tuttavia, non le importa. La speranza non l’ha ancora abbandonata: fantastica che tutto andrà per il verso giusto, che potrà lasciare il suo “rifugio” e abitare in quartiere tranquillo, come molte altre famiglie già fanno.

I know things will get better
You’ll find work and I’ll get promoted
We’ll move out of the shelter
Buy a bigger house and live in the suburbs.

Quarta tappa: la scoperta della realtà

Questa svolta positiva, però, non si verifica. Proprio come un racconto circolare, la ragazza si ritrova nei panni della madre. Allora quella scelta che sembrava così egoista e sprovveduta prende finalmente senso. L’abbandono della donna trova dopo anni una giustificazione.

You got a fast car
I got a job that pays all our bills
You stay out drinking late at the bar
See more of your friends than you do of your kids
I’d always hoped for better
Thought maybe together you and me would find it.

La vita migliore sperata non si concretizza, mentre emergono le frustrazioni e le delusioni. Ancora una volta, paga i conti di famiglia, si trova accanto un uomo alcolizzato che trascura lei e i suoi figli. Quel sogno a occhi aperti di serenità che ha sempre voluto condividere con qualcuno viene meno. Arriva a maturare una nuova consapevolezza e una diversa prospettiva attraverso cui filtrare le cose. Il ritornello del brano, che per tutta la durata della canzone era contraddistinto dal “noi”, nell’ultima parte cambia soggetto. Si alternano I, “io”, e you, “tu”.

I got no plans I ain’t going nowhere
So take your fast car and keep on driving.
You got a fast car,
But is it fast enough so you can fly away
You gotta make a decision,
You leave tonight or live and die this way.

Il successo di Fast Car

Il brano venne suonato durante il concerto il settantesimo compleanno di Nelson Mandela, l’11 giugno 1988. Da lì iniziò il grande tracy chapmansuccesso di Fast Car e di Tracy Chapman. La cantautrice ottenne un Grammy Award come Miglior performance femminile Pop e venne inserita nella top 5 statunitense. Ancora oggi, la canzone risulta al 165° posto della lista delle 500 migliori canzoni della storia stilata da «Rolling Stone».

Quando ho scritto il brano, non sapevo su chi lo stessi scrivendo. Pensandoci ora, […] credo che fosse una canzone sui miei genitori, su come si siano incontrati da giovani e abbiano voluto iniziare una nuova vita insieme. I miei genitori sono sposati, sono usciti nel mondo vero per cercare di trovare un posto per loro ed è stato un percorso molto difficile.

 Fast Car piace perché sembra raccontare la vita di molti. Senza conoscere tutti i retroscena del brano, partendo soltanto dalla melodia, è capace di trasportare l’ascoltatore lontano. L’atmosfera che lo circonda è caratterizzata da una sottile malinconia e, al tempo stesso, di speranza.  Speranza che a un certo punto il percorso della vita diventi più semplice e favorevole. Mentre si aspetta questa svolta, non rimane altro che sfrecciare velocemente per strade deserte, godendo di quell’illusione di poter spiccare il volo.