Metà giugno: via alla ripartenza dei teatri. Il Pacta Salone Milano accoglie per primo la proposta e a partire dal 16 giugno avvia una rassegna di Teatro a cielo aperto, destinata a grandi e piccini. L’iniziativa si compone di tre spettacoli produzione Pacta (Jukebox letterario. Ovvero il titolo lo scegli tu!, Venere & Adone – Shakespeare e musica e Madame Bovary) e tre spettacoli pomeridiani per bambini. L’idea è quella di riportare la cultura al centro dell’interesse del pubblico milanese. Ciò acquista valore in particolare in periferia, dove Pacta da decenni si distingue per essere un centro di conservazione teatrale e, più in generale, culturale. La riapertura avviene in piena sicurezza sfruttando il cortile del teatro in via Ulisse Dini 7, garantendo dunque il distanziamento adeguato tra gli spettatori.

Entrare in un teatro dopo quasi quattro mesi di totale chiusura è un sollievo e un dolce ricordo. Pacta ha saputo accogliere e coccolare al meglio gli spettatori affezionati, quel pubblico di Zona 5 che non ha mai smesso di sperare in una ripartenza. Si ha l’impressione di entrare in un mondo parallelo e respirare aria nuova. Lo spettatore è sgomento, avanza a passi incerti, è un po’ incredulo. Abbasso i brutti pensieri: l’atmosfera accogliente permette di accantonare per un attimo le difficoltà del periodo. La scenografia naturale si accompagna infatti a un ambiente festoso, che ricorda molto le fiere di paese o i festival popolari. Le luci colorate addobbano così lo spazio del teatro e numerose candele sono cosparse per rendere l’ambiente piuttosto suggestivo. Assistere al primo spettacolo dalla riapertura trasmette una gioia sottile e una felicità condivisa, una speranza di rinascita per una piccola comunità della periferia milanese.

Pacta sceglie di ripartire con Jukebox letterario. Ovvero il titolo lo scegli tu! Similmente al jukebox musicale, gli spettatori sono chiamati a scegliere nove brani (su quindici disponibili) che vengono poi letti e interpretati da un attore. L’ampia scelta (si alternano classici, racconti, poesie e prosa contemporanea) soddisfa i gusti variegati di un pubblico composito. Gli spettatori, estratti a sorte, sono infatti chiamati a scegliere il brano in lettura. Ciò consente di dare vita a uno spettacolo diverso di sera in sera, completamente dipendente dalla volontà del pubblico. Pacta sceglie dunque di ripartire con uno spettacolo che pone lo spettatore protagonista indiscusso. Ciò rappresenta un gesto di estrema umiltà: Pacta mette da parte infatti l’esigenza della messa in scena di uno spettacolo tradizionale con al centro un attore, spostandosi verso un’idea di teatro desueta e poco tradizionale.

L’attore in scena è ben distanziato dal tecnico teatrale e, di fatto, interpreta i brani a leggio. Il Coronavirus lascia infatti in eredità un diverso modo di concepire il teatro. Meno fisicità e distanza di sicurezza sembrano essere principi essenziali per lo sviluppo di uno spettacolo teatrale. Viene così inevitabilmente meno l’idea della messa in scena una spettacolo teatrale che presupponga un contatto diretto tra attori. Ci si avvia verso un filone di ricerca nuovo e interessante, un teatro di narrazione alla Paolini, che fa trasparire l’emozione e coinvolge il pubblico con il solo uso della vocalità. L’energia si trasferisce totalmente nelle parole e nella voce, mentre il corpo è statico, o al massimo mima attraverso una gestualità limitata. Si torna dunque ai cantastorie, a quell’antica tradizione dei giullari di corte che intrattenevano il pubblico attraverso virtuosismi retorici.

La scenografia di Jukebox letterario è minima, essenziale. Un solo attore sul palco legge e interpreta i brani della più grande letteratura. Sullo sfondo scorrono delle immagini, utili per contestualizzare il brano. Si alternano testi comici e tragici. Così il pubblico lascia trasparire una risata, poi una lacrima. Ecco che allora il teatro prende di nuovo forma, pur nella messa in scena non tradizionale. Il teatro, quello scambio continuo di emozioni tra spettatore e attore, vive di nuovo grazie a Pacta nella grande periferia milanese.

FONTI

pacta.org

CREDITS

Copertina fornita da Pacta