Le mie fotografie sono state descritte come fantasiose, curiose, insolite e un po’ inquietanti. Alcune sono influenzate da una miriade di sogni e desideri di come potrebbe essere la vita… se non altro, mentre altri sono commenti sulla condizione umana, influenzati da una prospettiva che onora e abbraccia i beni e i deficit che tutti condividiamo come esseri umani, conditi da un tocco di stranezza e ironia.

Sono queste le parole di Hugh Kretschmer, fotografo surrealista da più di 25 anni. La sua peculiarità? Basterà guardare solo alcune delle sue foto per poterlo capire.

Chi è Hugh Kretschmer?

HughHugh Kretschmer è cresciuto a Los Angeles ed è uno dei sette figli di una coppia di artisti. All’età di 13 anni entra per la prima volta nel mondo della fotografia grazie a suo padre, un ingegnere di foto-strumentazione per MacDonnell Douglas, dal Mercurio attraverso le missioni Apollo. Dieci anni dopo, Hugh consegue una laurea in Belle Arti presso l’Art Center College of Design, laureandosi con il massimo dei voti.

Decide quindi di trasferirsi a New York City per iniziare la sua carriera, collaborando con clienti editoriali, di design e pubblicitari, come Vanity Fair, New York Times Magazine, National Geographic, GQ, Penn & Teller, Old Spice, Huggies, Toyota e Sony. Le sue immagini sono state riconosciute dagli International Photography Awards, American Photography, Communication Arts, PDN Photo Annual, Graphis Publications e Society of Publication Designers.

Il suo lavoro, inoltre, è stato profilato in molte pubblicazioni del settore, come libri, podcast e blog, tra cui Graphis, Communication Arts, Juxtapoz, Plastik, VisIon Magazine, Pechino. Molte sue opere sono state selezionate all’asta attraverso Sotheby’s Vienna ed esposte in gallerie a Los Angeles, New York e Parigi, mentre è esposto permanentemente al 911 Memorial di New York City.

Hugh ha tenuto moltissime conferenze e ha condotto diversi seminari a Jeffersonville, New York, Gulf Photo Plus, Dubai e Fotorama, in Serbia. Ad oggi, insegna fotografia presso l’Art Center College of Design, UCLA Extension e Los Angeles Center of Photography.

Di che fotografie parliamo?

Guardando per la prima volta le foto di Hugh si potrebbe pensare di aver qualche tipo di allucinazione. Ma basterà uno sguardo più profondo per capir meglio di cosa si tratta. Grottesche, fantasiose, provocatorie e a tratti anche un po’ inquietanti: sono queste le immagini di Hugh Kretschmer,  che nei suoi scatti ricrea insolite situazioni.

Sono immagini costruite in studio, senza l’uso di Photoshop. Una donna in posa con un treppiedi al posto delle gambe, un uomo che al posto del viso ha gli addominali, un altro seduto scomposto in pezzi e inscatolato come un robot, una donna con capelli tanto lunghi da avvolgere tutto il corpo. In queste idee e molte altre si plasma la creatività di Hugh.

Come crearle senza l’uso di Photoshop?

HughLe immagini di Hugh sono tanto surrealistiche da sfidare anche le leggi della fisica. Ma come riesce a fare tutto ciò senza usare Photoshop? In queste fotografie c’è ben poco di digitale. La cosa sorprendente è che tutte le sue ambientazioni, anche le più assurde e surreali, sono vere e vengono riprodotte in studio grazie all’aiuto di artigiani.

Per ogni sua opera, Kretschmer parte da un disegno, uno schizzo, che diventa l’anteprima della fotografia. Il lavoro si struttura in più fasi: nella prima decide la composizione e le proporzioni. Successivamente realizza un set fotografico, spesso costruito ad hoc con l’aiuto degli strani oggetti e manovalanza qualificata di varia natura. Infine, monta le sue fotografie con la tecnica del collage.

Sono immagini straordinariamente realistiche, perfette in ogni dettaglio, definite e con colori vivaci , capaci di trarre in inganno lo spettatore, proprio come i trucchi di un illusionista.

Mirage: il problema naturale

Tuttavia, Hugh non si occupa solo di queste fantasiose immagini. Mirage, ad esempio, è un commento visivo il cui soggetto è l’acqua, da sempre al centro di tante problematiche in tutto il mondo. Tale progetto si basa sulle conseguenze dell’agire umano Hughsul sistema idrico. All’interno di queste foto, Hugh riporta l’acqua dove un tempo scorreva libera, senza limiti, e nella sua forma più pura. Non solo fotografie surrealiste quindi, ma anche foto impegnate, che ci ricordano i problemi reali su cui dovremmo focalizzarci maggiormente.

Il lavoro di Kretschmer celebra quindi l’immaginazione e, allo stesso tempo, la realtà. Unisce elementi surreali ad altrettanti reali e tratta questi ultimi in modo intenzionalmente artificiale. Viceversa, quando affronta soggetti reali, gestisce la parte concreta con un’esecuzione volutamente stravagante. Le sue immagini riguardano, quindi, tutti quei desideri e quelle fantasie che vorremmo realizzare nella vita, le nostre manie e distorsioni in quanto esseri umani. Il suo merito? Condire il tutto solo con un tocco di capriccio e ironia.