Quando pensiamo alla nozione di forma, qualsiasi essa sia, quel che ci balza subito in mente è l’idea di elementarità e linearità. Una semplicità senza vie d’uscita. A dire il vero, una forma non è solo questo. Soprattutto se ci si approccia al termine in ambito artistico e filosofico. La questione è molto complessa.

La linea, e ciò che ne concerne, fa parte di una delle più influenti correnti del Novecento, quella che tutti conoscono come Astrattismo. Quest’ultima è di facile comprensione visiva: linee, curve, cerchi, quadrati – a volte colorati a volte in bianco e nero – sembrano fluttuare nelle composizioni. Questa banalità solo apparente, in realtà, nasconde un’intricata comprensione introspettiva, alla quale persino studiosi affermati si sono avvicinati con grande ostilità.

Il punto geometrico è il più alto e assolutamente l’unico legame fra silenzio e parola. Esso mi appartiene al linguaggio e significa silenzio. È  un’entità invisibile, immateriale.

Vasilij Kandinskij

L’astrattismo porta con sé molti interrogativi, che nel corso degli anni non hanno sempre dato delle risposte chiare. È noto, e frequente, l’atteggiamento di chi non comprende questa forma d’arte. Il risultato di questa diffidenza porta a non considerare affatto il suo messaggio ricco di suggestione.

Il maggior esponente dell’astrattismo è il pittore russo Vasilij Kandinskij. Sarà lui, insieme al collega tedesco Franz Marc, a dar vita, nel 1912, al Blaue Reiter, conosciuto come “Cavaliere Azzurro”. Quest’ultimo non era altro che un almanacco, che vincolava le loro idee tramite una trattato scritto nero su bianco.

astrattismo
 Vasilij Kandinskij, Composizione X

Ciò che emerge è che l’astrattismo si discosta completamente dal mondo reale. Invece, al contrario, cerca di dar vita a composizioni indipendenti dalla concretezza e dalla materialità. Nelle composizioni astratte – che prendono il loro nome dal posizionamento delle forme che le compongono – nulla, o quasi, è mai riconoscibile.

Eppure i sostenitori di questa corrente hanno sempre affermato la presenza di una forte emotività al suo interno. Questa non è immediata per tutti e, anzi, va continuamente ricercata. I pittori astrattisti ponevano al centro della propria ricerca la costruzione di una realtà altra, in cui potersi sempre identificare.

astrattismo
Vasilij Kandinskij, Improvisation 26

Senza dubbio si tratta di un’arte all’avanguardia capace, da una parte, di scardinare fondati preconcetti e, dall’altra, di utilizzarli a proprio favore per intraprendere una ricostruzione visiva. Oltre alle forme, che la caratterizzano a pieno, l’astrattismo fa largo uso di colori, principalmente primari e puri. Il significato di ognuno fa parte della ricerca stessa. Il rosso, ad esempio, viene visto come ardente e aggressivo. Il verde, al contrario, emana tranquillità e pacatezza.

La mescolanza di queste tonalità fa emergere un’altra caratteristica: la coesistenza di più sensazioni all’interno di una stessa composizione. Ancora una volta, vi è connessione con il mondo reale, seppur in maniera particolare. È evidente che nella nostra quotidianità, paura, tristezza e serenità si concatenano in un perfetto equilibrio che ci permette di vivere in modo sano e coerente.

All’epoca della sua fondazione, l’astrattismo ha destato scalpore e atteggiamenti controversi. Non è stato visto di buon occhio da coloro che avevano vissuto l’arte, prima di allora, in maniera tradizionale. Agli inizi del Novecento si fondarono, infatti, gradualmente le avanguardie artistiche, viste spesso con criticità a causa dei loro obiettivi controcorrente.

Prima fra tutte il Cubismo, seguita dal Futurismo. Entrambe mettevano in risalto le forme, ma in un’ottica ancora realistica e quotidiana. È con l’astrattismo che tutto cambia, e che la ricerca volta pagina. Proprio perché questo aveva l’intento di arrivare dritto all’anima del suo pubblico, ma tramite un percorso alternativo, quello filosofico e poetico. Non più, quindi, attraverso lo stupore visivo, ma attraverso un’emozione profonda e razionale. Legata all’inconscio e alla psiche umana.

Non capisco perché non sono mai diventato un espressionista astratto, perché con la mia mano tremolante mi sarebbe venuto spontaneo. L’arte è sempre più astratta di quanto noi immaginiamo. La forma e il colore ci parlano della forma e del colore, e tutto finisce lì.

Andy Warhol 


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