Tutti gli album raccontano delle storie. Delusioni, amori, vittorie e sconfitte. Alcuni sono più complessi, altri più superficiali. Ci sono stati album che sono stati soggetto di studio da parte di musicologi ed esperti del settore. Uno tra questi è stato The Wall dei Pink Floyd. L’album, pubblicato nel 1979, non solo è uno dei capolavori della band, ma è stato uno degli album più importanti del secondo Novecento. Nel 1980 è l’album più venduto degli Stati Uniti, il che gli vale un posto nella classifica dei doppi album più venduti nella storia. Di forte impatto musicale e mediatico, l’album racconta le vicende della rockstar Pink il quale, dove varie vicende personali, tende a chiudersi dietro un muro che lo isola da tutto e da tutti. Della storia dell’album ve ne abbiamo parlato tempo fa (qui trovate l’articolo). Questa volta vi vogliamo parlare di uno dei momenti clou del percorso che compie Pink per abbattere il muro, con il brano Hey You.

Tutto partì da uno sputo

Esatto, tutto partì da uno sputo: può sembrare strano, ma è così. Partendo dal principio si sa che per scrivere una canzone o un album bisogna essere ispirati da qualcosa. Così è stato anche per The Wall. Era il 1977 e i Pink Floyd si stavano esibendo allo Stadio Olimpico di Montreal con il tour In the Flesh. Durante il concerto un gruppo di giovani irritò Roger Waters, il bassista, cosicché questo sputò addosso a questi. Tutti i membri della band erano intimoriti dal grande pubblico, ma quello che ne ha sofferto maggiormente è stato proprio Waters. Da quel momento si accorse di avere un problema con il pubblico, e che tentava a creare una barriera con questo. Da qui nasce il concept di The Wall. La band accettò l’idea di Waters, forse per la sua genialità o forse perché era un periodo difficile – dal punto di vista economico – per il gruppo.

“Can you feel me?”

Con il suo inconfondibile arpeggio iniziale, Hey You è il brano di apertura del secondo disco. La canzone, come il resto dell’album, racconta il punto di vista da parte di Pink. A differenza degli altri brani qui il protagonista si rende conto che, se continua in questo modo, non riuscirà ad abbattere il muro. Nonostante la sua chiusura interiore non sia scaturita in primis da se stesso, capisce che questo non è il modo migliore di reagire per riuscire a combattere con le problematiche che lo affliggono.

Hey you, standing in the aisles
With itchy feet and fading smiles
Can you feel me?

In questa prima parte si capisce subito come dietro a Pink ci sia la figura di Waters, e che sia lui in prima persona a soffrire di questi problemi. Si rivolge a “chi è tra le file ed è stanco”. Si può pensare che questi in realtà siano gli spettatori i quali sono in piedi davanti a lui, con i piedi dolenti, senza nessuna espressione. Questa mancanza di espressione è il riassunto di una società che si è spogliata della propria individualità. Un po’ quello che ha cercato di rappresentare nelle sue opere Munch.

La consapevolezza

Tra tutti i traumi che Pink ha dovuto sopportare vi è uno che particolarmente lo ha scosso: il rapporto concluso con la moglie.

Hey you, out there on your own
Sitting naked by the phone,
Would you touch me?

Nonostante Pink si senta a disagio e abbia problemi con il contatto in questa parte del brano si vede come, in qualche modo, cerchi di ritrovare fiducia in un atto così semplice per tutti, ma non per lui. In queste righe ci sono due parti importanti che ci fanno capire ancora meglio la psiche del protagonista: nella prima ci riporta alla scena in cui telefona a sua moglie e nella seconda parla del suo problema e di come, grazie a questo, vede il mondo.

“Would you touch me?”

Il muro si è creato nel momento in cui Pink si è accorto di avere un problema con l’altro. Ha paura di comunicare con questo, di osservarlo e di ascoltarlo. Cerca di evitare il tutto, soprattutto il contatto. Ed è proprio qui che Pink ci sorprende.

Hey you, with you ear against the wall
Waiting for someone to call out,
Would you touch me?

La richiesta di contatto appare per alcuni in chiave ironica. Come può una persona tale cercare un contatto con un suo tale visto il suo stato psichico?

Un muro troppo alto

A quanto pare quella di Pink era solo immaginazione. Aveva immaginato la via di fuga da questa situazione ma a quanto pare questa è ancora lontana.

But it was only fantasy.
The wall was too high, as you can see
No matter how he tried,
He could not break free
And the worms ate
Into his brain.

C’è ancora la speranza. Pink è convinto che, nonostante il muro sia troppo alto, qualcuno lo ascolterà e riuscirà ad abbatterlo e che non saranno i vermi, metafora che rappresentano il degrado, a fargli perdere ogni speranza.

Questa parte dell’album è uno dei punti focali delle problematiche con cui ha dovuto convivere Pink. The Wall descrive l’essenza della pazzia e di come questa possa cambiare la vita di una persona. Hey You ci parla di timori ma soprattutto di speranza, ed è proprio grazie a questa che possiamo sconfiggere il muro che ci creiamo davanti quando abbiamo paura.

CREDITS

Copertina