“Blinky doo, Blinky doo ce l’ho io, ce l’hai tu. Blinky doo, blinky doo puoi suonarle anche tu”, con queste parole Franklin, nella serie TV americana Tutto in famiglia presenta le sue nuove blinky shoes. Che cosa sono queste scarpe?

La storia delle Blinky risale agli anni Novanta, il periodo in cui tra “noi” bambini impazziva la moda delle scarpe con le luci. I ragazzini ne erano assolutamente affascinati e pregavano i propri genitori per averle, spesso, con un risultato positivo.

Le Blinky shoes erano diventate una vera e propria moda tra i bambini e i giovanissimi: al parco, a scuola, in oratorio o altri centri di aggregazione, si faceva a gara per decretare la scarpa più bella. Quando si è piccoli si tende a guardare le cose in modo diverso, si entra in rapporto con il mistero delle cose;  questo è il motivo per cui le Blinky venivano viste come qualcosa di assolutamente magico.

I passaggi erano semplici: dopo l’acquisto le scarpe venivano fatte vedere a chiunque e ci si sentiva quasi come dei supereroi, ovviamente, ne esistevano di diversi tipi: per le ragazze, ad esempio, si usavano molto le Lelli Kelly e per i ragazzi le Bull Boys.

Cenni storici

Nel 1970, l’azienda italiana di scarpe da bambino Stefania Shoes, si trasforma in Stefcom Spa, affiancando alla sua produzione l’attività commerciale del marchio Snoppy. Qualche anno dopo, nel 1992, nasce il brand Lelli Kelly e l’anno successivo il marchio Bull Boys. Stefcom Spa in questo periodo compie delle importanti e attente ricerche sul mercato, attuando delle strategie significative che la porteranno a diventare leader del mercato delle calzature per bambini. Una delle tattiche che veniva utilizzata dall’azienda per attirare la clientela era quella di regalare dei giocattoli insieme agli articoli che si acquistavano. Venivano donati ad esempio trucchi, videogiochi, collane e per i più fortunati, addirittura degli articoli autografati da calciatori e altri sportivi del periodo.

Oltre ai vari gadget, per persuadere i più piccoli si utilizzava molto la pubblicità, questa, infatti era costantemente sotto gli occhi dei bambini che tormentavano i genitori “costretti” a compiere l’acquisto. Le scarpe con le lucine erano presenti ovunque, nelle stampe per bambini e persino in televisione su Canale 5 quando venivano trasmessi i cartoni animati.

Gli anni seguenti, sono stati testimoni di una forte espansione dei marchi Lelli Kelly e Bull Boys in altri paesi d’Europa e non solo. Nel 2004 i due grandi marchi oltrepassano l’oceano e arrivano negli Stati Uniti con un contratto di licenza con La ATSCO FOOTWEAR GROUP, inoltre, nel 2005 Stefcom spa muta nuovamente il suo nome in LELLI KELLY SPA.

Come già detto le Lelli Kelly e le Bull Boys erano dei brand molto amati dai bambini, ma non tutti i modelli avevano incorporate le lucine, ovvero delle piccole lampadine situate nella parte posteriore della scarpa che si accendevano tutte le volte che ci si muoveva.

Le batterie e le luci di queste calzature non duravano granché, essendo sempre accese si consumavano e si rovinavano con molta facilità. Anche se per un periodo limitato camminare con quelle scarpe ci rendeva felicissimi, ci faceva star bene e ci rallegrava la giornata.

Le Lelli Kelly e le Bull boys esistono ancora, ma non se ne vedono molto in giro, forse, perché attualmente ci sono altri oggetti molto più innovativi su cui focalizzare l’attenzione e, di certo le scarpe con le lucine sono gran poca cosa a confronto.

Come sempre il tempo cambia le circostanze, ma ogni tanto è bello fare un tuffo nel passato. Marcel Proust lo aveva fatto assaggiando una madeleine dopo averla inzuppata nel thè, “noi” possiamo farlo riguardando delle vecchie foto e col senno di poi chiederci: ma veramente abbiamo indossato certe cose?

Ebbene sì, ma la gioia che si provava quando i nostri genitori ci dicevano che ci avrebbero acquistato quelle scarpe non regge il confronto con nessun apparecchio tecnologico avanzato di questa nuova generazione, in pochi possono comprendere quella sensazione di felicità. Solo chi è stato bambino negli anni Novanta può capire fino in fondo quel sentimento di gioia e di soddisfazione quando finalmente le Blinky sohes arrivavano ai nostri pedi.


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