Non tutti conoscono a fondo questa figura enigmatica. La notorietà di Henry Darger cresce quando, nell’aprile del 1973, alla sua morte, vengono scoperte nel suo piccolo appartamento di Chicago, 15000 pagine di un manoscritto fantastico. Una raccolta di illustrazioni realizzate con ritagli di giornale e acquarelli, accompagnate da una fitta narrazione “The story of the Vivian girls, in What is known as the Realms of the Unreal, of the Glandeco-Angelinnian War Storm, Caused by the Child Slave Rebellion”.

Henry Darger, infatti, fa parte della cerchia dei cosiddetti Outsider artist, pertanto non ebbe mai contatti con istituzioni del mondo tradizionale d’arte, ne frequentò scuole o accademie.

Figlio unico di quattro fratelli

Le principali notizie che abbiamo vengono dai suoi diari e dalla lunghissima biografia redatta nel 2002 da John MacGregor In The Realms of the UnrealDa quest’ultima viene fuori un dato interessante della biografia di questo personaggio: ha due sorelle, di cui non si sa nulla, nate prima di lui; una terza nata dopo che causerà la morte della madre, e che verrà data in adozione.

La madre muore quando il piccolo Henry ha appena 4 anni, il padre si prende cura del figlio fino al 1900, quando viene costretto a letto da una malattia degenerativa. Alla morte del padre nel 1905, Henry così viene mandato ad un istituto minorile, dove subisce severe punizioni ed è costretto ai lavori forzati. Episodi che dopo anni descrive ancora con foga, e che diventeranno cuore pulsante della sua opera. A sedici anni scappa dall’istituto e torna a Chicago, dove trova impiego in un ospedale cattolico. Henry conduce una vita semplice, va spesso in chiesa, fa lunghe passeggiate, si veste con abiti modesti e puliti.

The story of the Vivian Girls

Durante gli anni del ritorno a Chicago, Henry comincia a mettere insieme una complessa mitologia. Un gran numero di tavole, alcune lunghe anche più di settanta centimetri, dove racconta le avventure delle sette figlie di Robert Vivian, principesse della nazione cristiana di Abbiennia, intente a combattere il regime schiavistico nei confronti dei più piccoli da parte dei Glandeliniani.

Le tavole sono sviluppate secondo uno schema a volo d’uccello, attento all’uso del colore e al dettaglio ravvicinato. Il paesaggio è una grande veduta che accoglie epiche battaglie, torture cruenti e fughe interminabili, a ricordo del cinema contemporaneo e di pellicole come La nascita di una Nazione di Griffith.

Le figure umane di Darger sono calchi e ritagli di immagini da riviste e libri per bambini, sia collage che ingrandimenti fotografici ripresi da Coppertone Girl e Little Annie Rooney. Le anatomie di queste piccole sante martirizzate sono distorte, piccole bambine con attributi maschili. Secondo il suo biografo, Henry Darger era particolarmente turbato dalla sessualità femminile. Sapere che c’è una sorella nel mondo, di cui non conosce le sembianze, ha sicuramente contributo a complicare il profilo psicologico dell’artista.

That Darger’s sexual life, confined it would seem to fantasy, was characterized by extraordinarily violent sadistic drives cannot be doubted…. Nor do we know whether, at some point in his life, ‘he joined with the Glandelinians,’ acting on these impulses in reality.

Artista o serial killer?

Una teoria di MacGregor avanza l’ipotesi che Darger iniziò il progetto dopo la perdita di un frammento di foto ritagliata dal Chicago Daily News; questo riportava il volto di una bambina di cinque anni, Elsie Paroubek, strangolata il 9 maggio 1911, il cui caso rimase irrisolto.

E la troviamo nei panni di Anna Aronburg, una schiava ribelle che ha dato proprio l’inizio della guerra. Il suo assassinio è definito “il più scioccante omicidio infantile mai causato dal governo Glandeliniano”. Il biografo attribuisce quindi la morte di Elsie all’artista, ma ad oggi non abbiamo prove.

Scriverà nei suoi diari i diritti di ogni bambino “to play, to be happy, and to dream, the right to normal sleep of the night’s season, the right to an education, that we may have an equality of opportunity for developing all that are in us of mind and heart”.

Henry ha per tutta la vita il grande desiderio di adottare un bambino. Tuttavia per un uomo solo, a quei tempi non era possibile. I traumi che ha vissuto, dall’istituto alla perdita delle tre sorelle, della madre e del padre hanno sicuramente turbato molto l’animo dell’uomo, che è riuscito a salvarsi solo grazie alla religione e al suo piccolo mondo di eroine.