Oggetti trovati casualmente in situazioni di disordine o di ordine vengono fissati al loro supporto esattamente nella posizione in cui si trovano. L’unica cosa che cambia è la posizione rispetto all’osservatore: il risultato viene dichiarato un quadro, l’orizzontale diventa verticale. Esempio: i resti di una colazione vengono attaccati al tavolo, appesi al muro. Ho esposto per la prima volta un quadro di questo genere al Festival d’Art d’Avantgarde di Parigi nel 1960.

Tra il dicembre 1960 e gennaio 1963, Daniel Spoerri scrive Lo Spoerri di Spoerri, dando una prima definizione di tableau-piège: oggetti prelevati dal loro status originale e inseriti in un contesto tradizionale, a differenza di come invece usavano fare dadaisti e surrealisti. 

Aderendo da subito al movimento del Nuveau Rèalisme, contribuendo in particolare anche al Manifesto, Spoerri si discosta dagli altri esponenti, in particolare da Tinguely e Arman per un’utilizzo della materia nel segno della qualità, piuttosto che della quantità.

Daniel Spoerri, Tableau piege, 1974 | BM . | Flickr

Esecutore del caso

Indagando l’originale banalità del quotidiano, di quel giornaliero di cui spesso vogliamo disfarci per riporlo nelle soffitte per poi ritrovarlo nei mercati delle pulci dà vita ai Quadri Trappola. 

Spoerri spiega quanto le sue tavole siano lavoro di poca creatività, date al caso, di cui lui è mero esecutore. Asserisce inoltre di non considerare i Quadri-trappola come arte ma piuttosto come una provocazione, un nuovo modo di indirizzare il nostro sguardo.

“E l’arte che cos’è? È forse una forma di vita? In questo caso “trappola” forse?” 

L’interesse per il cibo nasce qualche anno dopo la realizzazione dei Tableaux-piegés. Infatti, dopo aver assunto i tavoli come base operativa del suo lavoro, Spoerri rivolge la sua attenzione sul protagonista principale delle opere: l’alimentazione. L’avventura artistica di Spoerri è inserita nel pieno degli anni del boom economico; il suo non è un’interesse alla gastronomia e nemmeno all’arte culinaria. Nè questa ricerca si inserisce nel progetto utopico dei Futuristi con la loro rivoluzionaria cucina. Spoerri studia la materia e aspira alla creazione di un’arte totalmente nuova. L’obiettivo è quello di estendere le frontiere dell’arte contemporanea e far sì che questa ci avvicini sempre più alla vita ed al quotidiano.

Stare a tavola diventa un momento di creazione

La principale differenza che vi è tra gli altri artisti, come Piero Manzoni, Joseph Beuys, Allan Kaprow, per citarne alcuni, è il reale interesse che Spoerri aveva per la fattura del cibo. Nel 1963, presenterà un progetto bizzarro “Le restaurant de la Galerie J.“, in concomitanza alla mostra inaugurata il 14 Marzo del 1963 presso la galleria, dal titolo “Menu-piège”.

Lo spazio espositivo parigino, sede anche delle mostre del gruppo legato a Pierre Restany, fu trasformato da Spoerri in un temporaneo ristorante dove l’artista ogni sera cucinò per una trentina di commensali. A servire in sala importanti e conosciuti critici d’arte come Alain Jouffroy, Michel Ragon o lo stesso Pierre Restany. I tavoli lasciati dai commensali venivano trasformati in Quadri-trappola, per essere poi presentati come opere nella mostra che avrebbe seguito; trasformando per pochi giorni la galleria in atelier d’artista.

Un anno dopo, per l’esposizione presso la Allan Stone Gallery di New York, Spoerri invitò un gruppo di artisti tra cui Marcel Duchamp, Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Allan Kaprow. Il progetto, che nella sua elaborazione toccava i limiti della performance venne realizzato in questo modo: in ambienti diversi della città furono preparati dei tavoli dai colori diversi (blu, rossi, gialli) ma apparecchiati in maniera perfettamente identica. E, in giorni diversi, fu invitato a prendere il suo pranzo uno solo tra gli artisti. Questi ultimi decisero a loro piacimento la conclusione del pasto e quindi lo stato finale del bloccaggio degli oggetti sul piano, realizzato da Spoerri.

In questo modo la solitudine di un pasto si aprì a una vera e propria collaborazione con l’artista e ci ricorda, in un certo senso, la bellezza dello stare a tavola insieme. La performance creò delle tavole uniche nel loro genere, chiamate in seguito “Eaten by … – 31 Variations on a Meal”.

Eat Gallery

Al suo rientro in Europa, il 17 giugno 1968 a Burgplatz 19 di Düsseldorf aprì l’ormai celebre Restaurant Spoerri. Al di là della facciata che fu ornata dalle frasi palindrome di André Thomkins, l’ambiente era quello di un normale locale di ristorazione ma con in cucina uno chef artista. Oltre alle proposte culinarie stravaganti, Spoerri realizzava i Quadri-trappola su ordinazione. Era possibile dopo aver consumato il pasto, immortalarlo e di conseguenza acquistarlo.

Al piano di sopra, aprirà qualche anno dopo la Eat Gallery, uno sviluppo del progetto iniziato nel ristorante. La galleria, inaugurata il 18 Settembre del 1970, raccoglierà oggetti di artisti celebri, tra cui Joseph Beuys, Karl Gerstner, André Thomkins, César e Roy Lichtenstein.