I giovani non possono sapere quello che i vecchi pensano e provano. Ma i vecchi sono colpevoli, se dimenticano che cosa significa essere giovani

J.K. Rowling 

In un fine settimana del maggio 1964 sulle spiagge di Brighton due fazioni di giovani ribelli si affrontano in uno scontro corpo a corpo. È la prova ultima della pericolosità della nuova generazione. Questo è quello che si trova scritto nella quasi totalità dei giornali dell’epoca. In realtà la “battaglia di Brighton” non è nulla di troppo diverso dalle frequenti risse nei pub londinesi.  La stampa strumentalizza l’evento per  avvalorare l’intramontabile tesi del disagio giovanile. Al di là dell’effettiva entità delle violenze dello scontro, è innegabile il grande fascino esercitato sulla memoria collettiva. La battaglia di Brighton e i suoi protagonisti sono diventati un mito.

Ma chi sono i due schieramenti? Si tratta di due subculture giovanili provenienti dalla working class londinese: i mods e i rockers. È la prima generazione a crescere nel benessere e nella piena occupazione, a non dover dipendere dai genitori per gli acquisti extra. 

I rockers non considerano altra musica se non il puro rock and roll americano. I mods (abbreviazione di modernists), al contrario, ascoltano musica afroamericana (jazz, soul,  rhythm and blues e ska) e band britanniche come i The Who e i Rolling Stones.
I primi girano in sella a Triumph e Norton, spesso modificate per sembrare moto da corsa, i secondi preferiscono Vespa e Lambretta, spesso con l’aggiunta di uno spropositato numero di specchietti e fanali.

Due mods su una Lambretta

Naturalmente, come in ogni guerra degna di questo nome, le due parti sono contraddistinte da un’uniforme. 

I rockers sono influenzati dai bikers statunitensi. È impossibile vederli senza la tipica giacca di pelle nera, spesso personalizzata con spille e toppe, in particolare quella del 59 club (ritrovo fisso dei rockers). Indossano jeans Levi’s o pantaloni di cuoio, abbinati a stivali da motociclista e scarpe anti infortunistiche. I capelli alla Pompadour, cosparsi di brillantina, sono ripresi da Elvis Presley, idolo del movimento. 

Tre rockers sul Chelsea Bridge

Se i rockers venerano la moda statunitense, i mods guardano all’Europa continentale. Sotto i parka militari, a cui applicano il target della R.A.F., indossano abiti su misura dal taglio italiano, con giacche a tre bottoni e pantaloni stretti. Ai piedi portano mocassini, stivali Chelsea e scarpe da bowling. Per i capelli la fonte di ispirazione sono gli attori della Nouvelle Vague francese. 

Target della Royal Air Force, simbolo dei mods

Provenienti dalla stessa classe, i mods e i rockers sono rappresentati di due modi diversi di approcciarsi al cambiamento in atto nella società britannica degli anni Sessanta.
I rockers si fanno paladini di un ideale di uomo virile e conservatore, legato ai valori rurali, che guarda con sospetto all’immigrazione di colore proveniente dalle ex colonie dell’impero.
I mods, al contrario, abbracciano la vita frenetica della città e accettano di buon grado l’importo della gioventù di colore, soprattutto per quanto riguarda la musica.
Considerano i rockers come rozzi esponenti della classe operaia, dalla quale i mods si considerano ormai emancipati. Di contro i rockers accusano i mods di essere effemminati e snob.

La rivalità tra i mods e i rockers è il primo di una serie di scontri tra subculture giovanili, basti pensare agli hippie e gli skinhead.
Nella cultura di massa i mods e i rocker sono diventati leggenda, anche grazie al film Quadrophenia (Francis Roddam, 1979) che ha contribuito a immortalare il contrasto tra i due, con una particolare simpatia per i mods.

Phil Daniels e Leslie Ash in una scena di Quadrophenia

Paradossalmente la rivalità tra mods e rocker si acuisce grazie alla risonanza mediatica della battaglia di Brighton.
Il panico morale scatenato dall’avvenimento è un’ulteriore prova del sempre attuale sospetto verso le nuove generazioni e la loro identità. I giovani sono sempre stati visti come qualcosa di alieno e in certa misura pericoloso. In fondo i mods e i rockers non erano diversi dai giovani che li avevano preceduti e da quelli che li hanno seguiti, alla ricerca di un proprio posto nel mondo che cambia.