Tra i più colpiti dalle misure di confinamento indette per far fronte all’emergenza Coronavirus rientrano gli studenti. Centinaia di migliaia di ragazzi che, ormai da due mesi, sono lontani dai banchi di scuola e che con ogni probabilità non potranno ritornarci fino all’inizio del prossimo anno scolastico. Come sappiamo, solamente i maturandi potranno svolgere il colloquio orale in presenza quest’estate.

Parola d’ordine: creatività

Da qui l’esigenza di sfoderare sul campo le risorse tecnologiche a disposizione per rendere applicabile nel minor tempo possibile il progetto della didattica a distanza. Certo è che di fronte a un cambiamento repentino dei metodi d’insegnamento, la prossemica – lo studio dello spazio e della gestualità nella comunicazione – ci insegna che è ancora più indispensabile stimolare i ragazzi in questo inevitabile momento di transizione e di incertezza.

Ecco che la patata bollente passa agli insegnanti che, con la passione e la creatività che li contraddistingue, si dilettano a proporre ai ragazzi iniziative entusiasmanti che stuzzicano la loro curiosità. L’intento è quello di alleggerire il peso di una mancata interazione fisica tra i docenti e gli studenti, conservando una parvenza di normalità.

Tra i progetti più brillanti emerge quello ideato da Marina Colombo, professoressa di Storie dell’Arte del Liceo Giuseppe Parini di Seregno (MB) – con classi sia di indirizzo linguistico che di scienze umane – che ha chiesto ai suoi studenti di riprodurre un dipinto, non necessariamente famoso, utilizzando oggetti recuperati in casa.

Una sfida inusuale ma accattivante, accolta subito con grande entusiasmo dai ragazzi, che si sono messi in posa come dei veri modelli ricreando un’ambientazione e un’atmosfera il più possibile fedeli all’originale al quale si sono ispirati. Dei veri e propri quadri viventi, insomma.

Il progetto è nato dalla necessità di trovare metodi didattici alternativi, di motivare, di alleggerire con un’alternativa la fatica che le lezioni a distanza fanno sentire, di stupire, di divertire. In questo frangente gli studenti sono preoccupati e stanchi, manca loro energia per far fronte alle richieste di concentrazione e impegno. Questo progetto dà nutrimento, gratifica e distrae, sia nella fase di progettazione che di esecuzione.

Così ha dichiarato la professoressa Colombo in merito al progetto sui quadri viventi.

Le testimonianze degli studenti

Quadri viventiGli studenti si sono completamente sbizzarriti nella scelta del quadro. Una scelta motivata diversamente da ciascuno. C’è chi ha optato per un’opera alla quale è molto caro. Chi si è lasciato coinvolgere dalle vicende personali degli artisti. Oppure chi, molto più semplicemente, ha scelto la sua fonte di ispirazione in base a quello che aveva in casa.

Ho scelto questo quadro perché la Pop Art mi ha sempre interessata, in quanto rivolge una critica alla società dei consumi. In questo periodo di emergenza sanitaria, restrizioni e austerità, siamo tutti chiamati a riflettere su ciò che è veramente essenziale e che conta. Infatti, molti di noi si sono resi conto di quanto sia inutile quello che ci viene fatto credere sia indispensabile.

Commenta Beatrice della 3AL, che ha scelto le raffigurazioni seriali di Marilyn Monroe ad opera di Andy Warhol.

Quadri viventiMolto più pratiche invece le ragioni che hanno portato la sua compagna di classe Alice a scegliere La ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer:

Ho scelto l’opera cercando di trovare un quadro con un soggetto, uno sfondo e una luce simile a quelli che potevo trovare io in casa. Ho coinvolto anche la mia famiglia, facendomi aiutare con trucco e parrucco ed è stato molto divertente! Mi sono focalizzata molto sull’espressione della ragazza, in modo tale da rendere la mia riproduzione il più fedele possibile all’originale.

Altrettanto interessante è il coinvolgimento nei quadri viventi dei propri animali domestici. È il caso di Giorgia della 5AL, la cui scelta è ricaduta su un capolavoro di Giacomo Balla, Dinamismo di un cane al guinzaglio:

Quando la prof ci ha proposto l’iniziativa, mi sono subito buttata, soprattutto dopo aver letto l’idea di poter far partecipare anche il proprio animale domestico. Così ho scelto il mio cane, un bassotto. Ero sicura che la sua particolare forma si sarebbe adattata benissimo ad un quadro. Infatti così è stato. Penso sia stata una giusta occasione per distrarci in qualche modo da ciò che stiamo passando e, perché no, ad un modo diverso per avvicinarci al campo artistico.

Il risultato finale è un catalogo eterogeneo dei dipinti più comunicativi nella storia dell’arte. Si spazia dai grandi classici, come Leonardo da Vinci, presente all’appello con la Dama con l’Ermellino, alle grandi personalità dell’arte novecentesca, da René Magritte a Frida Kahlo. Non mancano nomi forse meno noti ai più, che strizzano l’occhio agli artisti sempre presenti sui manuali di scuola, come Jean-Honoré Fragonard, figura chiave del Rococò, e Anne Marie Zilberman, pittrice contemporanea francese di cui non si hanno che poche informazioni.

I ragazzi mi scrivono che si divertono e lo stesso vale per i genitori, che spesso vengono coinvolti” conclude la professoressa Colombo. I quadri viventi degli studenti sono promossi sia sul sito ufficiale che sui canali social dell’Istituto. L’auspicio è che un progetto così alternativo e coinvolgente possa far riflettere sull’evoluzione della didattica – quella tradizionale in presenza – quando tutto sarà tornato alla normalità. Ci auguriamo il prima possibile.

 

Fonti

Liceo Parini Seregno

 

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