Stephanie Glitter (nome d’arte di Francesco Mammone), classe 1994, nata a Pordenone e Milanese di adozione, è diventata in poco tempo un’icona di stile, un’influencer, un’artista a tutto tondo e un punto di riferimento per la comunità LGBT; il make-up, oltre a essere la sua passione in concomitanza con la moda, è in primis il suo lavoro. La spumeggiante Stephanie ha iniziato ad approcciarsi al mondo della moda e dei trucchi durante l’adolescenza, e col tempo ha preso sempre più confidenza con quel mondo diventando parte di esso, ma a modo suo.

Self confidence

Per Stephanie “bellezza” significa star bene con se stessi, indossare “i propri panni” al meglio, quindi accettarsi e volersi bene. Sul suo profilo Instagram si può notare come Stephanie sia una parte importante di Francesco (quella che lei stessa definisce come il suo Yin), infatti nei post delle foto mostra il suo lato più modaiolo che corrisponde in pieno a Stephanie, ma nelle stories si mostra struccata e al naturale (la sua parte Yang, più “razionale”); insomma, di giorno capelli biondi e occhiali rotondi, di sera paillettes e trucco mozzafiato. Ciò che colpisce di più della frizzante Stephanie non è il fatto che indossi tacchi alti e vestiti alla moda, ma è il suo carattere spumeggiante e il fatto che si mostri per ciò che è realmente, senza veli e senza pregiudizi.

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Nuova intervista su @grazia_it by @daniela_losini e @michelamarra” Il suo nome indica uno stile che – ci racconta – è frutto di una lunga ricerca d'immagine. Stephanie è una delle regine delle serate al Plastic (luogo della nightlife milanese, ndr): influencer e make-up artist, cura i dettagli in modo quasi maniacale. Labbra in evidenza – il rosso mat è il suo colore preferito – tonnellate di mascara e volume hair sono gli ingredienti di un look ispirato a un'icona che non ti aspetti, The Nanny, ovvero Francesca Cacace, «una frizzante tata di New York dagli outfit creati con pezzi da grandi magazzini» come minigonne, paillettes e tanta esagerazione, volutamente studiata. E poi c'è Anna Dello Russo, «la mia mentore – dice – con cui non solo condivido sogni ma anche il biondo cenere». Un po' The Countess, un po' Grace Jones negli anni Ottanta, Stephanie sceglie il suo beauty look lasciandosi ispirare ai mille editoriali che colleziona e che, spesso, ricorda a memoria. Pelle curatissima, – «non rinuncio mai alla mia skincare» – ha una passione per il trucco che risale a quando, da bambino, giocava con i griffatissimi prodotti della mamma. Oggi, invece, il make-up è una vera e propria terapia, un modo per prendersi cura di se stessi, coccolarsi e spegnere la mente: «Per me il trucco è un viaggio. Posso giocare a essere esotica, sexy o a impersonare qualcuno – conclude-. Tutti abbiamo svariate sfaccettature di noi stessi e io amo accoglierle, coltivarle e dar voce a ciascuna di esse».” Dress @the_attico photo @risunobushi

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Al di là delle etichette

Nella società odierna purtroppo siamo abituati a classificare ogni cosa, comprese le persone: uomo o donna? Etero, gay o bisex? Ebbene, dimentichiamoci di queste etichette. Per la nostra Stephanie queste definizioni non esistono, bensì le piace pensare di essere un’entità al confine fra i due mondi, quello femminile e quello maschile, in un continuo flusso di divenire; in effetti questa evoluzione la si può notare anche dalla sua personalità camaleontica e dal suo look poliedrico in costante cambiamento.

Energia a mille

Drag model, make-up artist e ballerina al Plastic (noto locale della movida milanese): in una parola, Stephanie. Ma la vera domanda è: come fa? Beh, difficile a dirsi ma sicuramente, qualsiasi sia il suo asso nella manica, funziona. La sua vita negli ultimi tempi è decollata nel vero senso della parola: Stephanie è stata la prima drag model a calcare il tappeto rosso di Venezia nel 2018, ha collaborato a moltissime campagne pubblicitarie di abiti e make-up, sia come modella che come make-up artist, nel 2019 ha vinto il titolo di influencer dell’anno, ha partecipato a video musicali della sua amica Miss Keta insieme ad altri volti celebri (tra cui le cantanti Elodie e Roshelle) ed infine ha collaborato al singolo “Blush Beat” in collaborazione con Club Domani, Emmanuelle ed Mtv. C’è qualcosa che Stephanie non abbia fatto? A quanto pare no.

Libertà e indipendenza

Guardando il suo profilo Instagram la prima parola che viene in mente è: wow. Colori, abiti, rossetti, il tutto contornato da spregiudicatezza ed emancipazione: ogni foto racchiude una parte di Stephanie, mostra il suo lato più libero e indipendente, il suo vero essere. Con oltre 69mila follower, la nostra drag queen vanta un seguito molto numeroso di fan: personaggi famosi ma anche gente comune, giovani ragazzi e ragazze che trovano in Stephanie un punto di riferimento, un esempio di self confidence ma anche un’icona di stile in grado di regalare molti consigli nell’ambito moda e make-up. Oltre a essere diventata un modello in fatto di stile, la Glitter è diventata anche un punto di riferimento per la comunità LGBT; ogni anno Stephanie si fa notare al Gay Pride di Milano (lo scorso anno era sul carro di NYX Professional) con indosso quei suoi abiti accattivanti ma allo stesso tempo eleganti, un trucco impeccabile e uno charme capace di ammaliare chiunque incontri con i suoi suoi occhi azzurri contornati da una linea di eyeliner nero. Essendo umana più di una volta ha detto di essersi abbattuta davanti agli haters, ma nessuno è mai riuscito ad eclissare la sua immagine.

La sua naturalezza, la spontaneità e l’ironia sono i suoi punti di forza, il motivo per cui i suoi fan la seguono giorno e notte tramite le sue stories in cui condivide attimi di vita quotidiana, aprendo una piccola finestra sul grande mondo che è Stephanie Glitter.


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