Ci sono tanti modi per passare il tempo durante questa quarantena e uno dei migliori è sicuramente guardare serie tv. Rispetto alla nostra ormai passata quotidianità, però, si ha un po’ più voglia di scegliere cosa vedere in base al proprio stato d’animo. Qui abbiamo messo insieme un po’ di idee, sentiate il bisogno di un grande classico, di ridere, di andarvene virtualmente a spasso per il mondo oppure di  guardare qualcosa di catastrofico.

Pan Am

Vorrei viaggiare con la mente, dove posso andare?

The Marvelous Mrs. Maisel

Prima tappa: la New York anni Cinquanta dove Midge Maisel (Rachel Brosnahan), casalinga fresca di separazione, cerca di farsi strada nel mondo molto maschilista della stand-up comedy. Le immagini vibranti e pastellose riempiono gli occhi. A riempire la mente sono invece le nevrosi dei personaggi, i dialoghi serrati e i monologhi comici. Non si viaggia soltanto, quindi: gli episodi infondono anche buon umore e spensieratezza. In totale sono tre stagioni (26 puntate lunghe circa un’ora), da vedere su Amazon Prime Video.

Pan Am

Londra, Berlino, Rio de Janeiro, Caracas, Mosca: qui si viaggia parecchio. Siamo negli anni Sessanta, all’inizio della Guerra fredda, al seguito di un gruppo di hostess della Pan Am, all’epoca la compagnia aerea più rinomata al mondo. La serie, del 2011, fu apprezzata per la ricostruzione delle ambientazioni; un po’ meno invece per il racconto romanticizzato del periodo storico, dello spionaggio e dell’evoluzione femminista. Tuttavia, la sua unica stagione (14 episodi da circa 43 minuti) resta un confortevole diversivo. È disponibile su TIMvision.

Master of None

In teoria questa sarebbe una commedia sulle abitudini di vita dei millennial newyorkesi. Vista oggi sembra più un nostalgico insieme di “cose” che non si possono fare – almeno non di persona – tipo bere del vino con uno sconosciuto incontrato su Tinder. I suoi piccoli ritratti sono un atto d’amore del suo creatore e interprete Aziz Ansari nei confronti di New York e anche dell’Italia. La cosa si respira al punto che vedere di nuovo movimento, siano gli stradoni newyorkesi o i vicoli modenesi, trasmette speranza. Le 2 stagioni (20 episodi da mezz’ora) sono su Netflix.

Trapped

Se soffrite a guardare dalla finestra la primavera che avanza, potreste provare a trasferirvi per qualche ora in un posto molto freddo. In Islanda ad esempio, dove si svolge questa serie thriller con protagonista un poliziotto che tra una tempesta di neve e l’altra cerca di risolvere dei casi di omicidio nel paesino sperduto in cui vive. Si tratta della più ambiziosa produzione islandese e le prime due stagioni (20 episodi da circa 50 minuti) si possono vedere su TIMvision.

Mythic Quest Raven's Banquet

Vorrei risollevarmi il morale, c’è qualcosa che faccia ridere?

Mythic Quest: Raven’s Banquet

Visto il diffuso bisogno di svago dovuto alla quarantena, il web pullula di consigli sulle serie tv comiche da vedere. The Office ricorre spesso, ma se l’avete già vista e vi è piaciuta, questa sitcom la ricorda abbastanza. Gli episodi seguono le giornate lavorative di un gruppo di sviluppatori di un noto videogioco specializzati nell’ingigantire problemi su cose piccole – tipo una pala. La prima stagione (9 episodi da mezz’ora) è uscita da poco su Apple TV+.

Russian Doll

Questa è una delle serie più popolari dell’anno scorso: un’informatica è costretta a rivivere in loop il giorno del suo trentaseiesimo compleanno, e per lei è una scocciatura, perché sua madre si suicidò alla stessa età. Si tratta di un dramedy, ma l’interpretazione di Natasha Lyonne, che impreca, interpella il suo spacciatore e ruzzola spesso per le scale, eleva la frequenza di risata, anche se vista e rivista. Per ora c’è solo una stagione (8 episodi da mezz’ora) ed è su Netflix.

Fleabag

In 5 ore Phoebe Waller-Bridge ha racchiuso la disgrazie tragicomiche di una venti-e-qualcosa-enne istrionica. Ci sono imbarazzi, traumi, cinismo, trucco che cola, nasi che sanguinano, Olivia Colman e un prete sexy. Se la quarantena vi rende particolarmente sensibili alle riflessioni esistenziali non è la serie tv più indicata. Oppure, ai primi segnali di cedimento emotivo, potete riprendervi con la scena del “Sembro una matita?” (stagione 2, episodio 5). Si guarda su Amazon Prime Video e il monologo teatrale da cui è tratta è ora online per beneficienza.

The Hot Zone serie tv quarantena

Sono a corto di contenuti catastrofici, consigli?

The Hot Zone

Innanzitutto, state tranquilli: secondo alcuni esperti le storie catastrofiche servono a cercare una spiegazione al problema, ridimensionarlo e trovare rassicurazione nella resilienza dei protagonisti. Questa miniserie di National Geographic, tratta dal libro omonimo del giornalista Richard Preston, si basa su fatti realmente accaduti. Siamo nel 1989 e un incidente di laboratorio potrebbe causare un’epidemia di Ebola negli Stati Uniti, mentre alcuni flashback spiegano come il virus si diffuse in Africa un decennio prima. Per ora gli episodi non sono disponibili da nessuna parte, ma se non l’avete vista conviene segnarvela.

The Rain

In questa serie di fantascienza danese le mascherine non servirebbero a molto: il suo virus è contenuto nella pioggia e perciò in poco tempo ha quasi sterminato la popolazione scandinava. Qualche sopravvissuto però c’è, come due fratelli che sono rimasti chiusi per sei anni in un bunker e ora vogliono ritrovare il padre scienziato. Lo scenario post-apocalittico ricorda The Walking Dead. Le prime due stagioni (14 episodi) sono su Netflix, che rilascerà la terza a fine maggio.

Unorthodox serie tv quarantena

Il mio umore è a posto e non voglio rimanere indietro con le nuove uscite

Unorthodox

Di questo dramma tedesco-americano di Netflix si sta parlando parecchio. In 4 episodi segue la storia di Esty, una giovane newyorkese che scappa da una comunità ebrea ortodossa e da un matrimonio combinato per trasferirsi a Berlino. La miniserie è stata molto apprezzata, soprattutto per l’interpretazione dell’attrice israeliana Shiri Haas, ed è ispirata all’autobiografia della scrittrice Deborah Feldman. Inoltre racconta un fenomeno interessante: negli ultimi anni tanti giovani ebrei provenienti da famiglie sopravvissute all’Olocausto stanno tornando a vivere in Germania.

Feel Good

Una comica inizia una relazione con una ragazza che non ha mai frequentato altre donne. Ma sul loro legame influiscono due fantasmi ingombranti da elaborare: il suo passato da tossicodipendente e il rapporto faticoso con sua madre. Si tratta di una semi-autobiografia scritta e interpretata dalla comica Mae Martin, ed è forse una delle serie tragicomiche più appaganti a livello psicologico dopo Fleabag. Gli episodi, su Netflix, si finiscono in 3 ore e hanno ottenuto recensioni ottime.

Le serie di Quibi

Per chi non volesse impegnare la sua quarantena in lunghe maratone di serie tv, l’uscita di Quibi (unione di “quick” e “bites”) capita a fagiolo: questo servizio streaming americano offre solo episodi non più lunghi di 10 minuti e pensati per essere visti su smartphone. Molte delle sue serie – o meglio, “film in capitoli” – coinvolgono nomi piuttosto noti, da Christoph Waltz a Sophie Turner. Le opinioni sulla piattaforma le hanno definite godibili, ma non molto memorabili. Comunque si può approfittare della prova gratuita di 90 giorni per dare un’occhiata.

The Good Fight

 

Avrei bisogno di una dose di motivazione e ottimismo

The Good Fight

Qualsiasi cosa stiate facendo in quarantena, nello spin-off di The Good Wife c’è tutta la spinta motivazionale che possiate trovare in una serie tv. Specie nel personaggio di Diane Lockhart (Christine Baranski), avvocata dagli ideali democratici che battaglia contro il sistema trumpiano, cadendo spesso in dilemmi etici. La serie è considerata uno dei racconti più brillanti e concreti sulle contraddizioni che accomunano un po’ tutti in quest’epoca politica. Purtroppo, il network CBS l’ha rilasciata solo sulla sua piattaforma streaming, penalizzandola parecchio. In Italia le prime tre stagioni si trovano su TIMvision, mentre la quarta è appena uscita negli Stati Uniti.

I Topi

A volte l’ottimismo rinvigorisce anche guardando chi sta peggio di noi. Tipo Sebastiano, un latitante che vive recluso insieme alla sua famiglia che lo opprime correggendogli i congiuntivi. A differenza di noi quarantenati, però, Sebastiano può “svagarsi” scivolando in una rete di cunicoli. In questa comedy Antonio Albanese si prende gioco della figura temibile del mafioso e anche di certe derive ignorantistiche tipiche di questi tempi. Dura 12 episodi da 30 minuti ciascuno e la seconda stagione è appena uscita in anteprima su RaiPlay.

Modern Love

Otto mini-commedie romantiche tratte da otto storie vere compongono questa serie, che prende titolo e contenuti dalla famosa rubrica del “New York Times” che dal 2004 raccoglie e pubblica racconti personali sulle diverse forme dell’amore. Alcune critiche hanno trovato gli episodi piuttosto stucchevoli. Ma il pregio confortante, invece, è proprio il fatto che le loro vicende siano realmente accadute, e nonostante abbiano dell’incredibile finiscono sempre bene. Per vederle bisogna andare su Amazon Prime Video.

Vorrei recuperare qualche classico, idee?

The Good Wife

Ossia, un legal drama e una delle serie tv di culto più apprezzate. Julianna Margulies interpreta Alicia Florrick, un’ex avvocata che riprende in mano la sua carriera dopo l’arresto del marito, un noto procuratore di stato coinvolto in uno scandalo di sesso e corruzione. La serie è diventata nota soprattutto per i molti casi tratti dalla realtà e per l’interessante evoluzione della sua protagonista. Solo, vedere tutte le 7 stagioni (156 episodi da 40 minuti, su Amazon Prime Video) è piuttosto impegnativo.

Scrubs

La serie medical più maldestra e più fedele alla realtà – parola di dottori veri – è un buon passatempo se volete crogiolarvi nella nostalgia. Inoltre, a vederla adesso sembra molto attuale: c’è una puntata che spiega come avviene un contagio e un’altra su come i medici affrontano la morte dei pazienti. Anche qui gli episodi sono tanti: 182 distribuiti su nove stagioni, disponibili su Amazon Prime Video. I protagonisti Zach Braff e Donald Faison li commentano in un podcast creato apposta per allietare questo periodo di reclusione.

I Soprano

Il drama di HBO sulla vita familiare e criminale di Tony Soprano (James Gandolfini), boss italoamericano che soffre di attacchi di panico, è considerata una delle serie tv meglio scritte di tutti i tempi. Eppure, non sempre la si trova disponibile in streaming legale. Al momento tutte le sei stagioni della serie sono su SkyGo e Now TV, e la quarantena è un’ottima occasione per prepararsi all’uscita del film prequel, The Many Saints of Newark, prevista per settembre.

Basta finzione, c’è qualche documentario da vedere?

Indomite

Questo non è proprio un documentario, bensì una serie di 30 corti animati da cui si imparano un sacco di cose. Ognuno racconta la vita di una donna che a modo suo ha cambiato il mondo. Ma si parli di autismo o spionaggio antinazista, il taglio resta leggero e spassoso. La serie è tratta dai due libri omonimi dell’illustratrice francese Pénélope Bagieu ed è interamente doppiata da Isabella Ragonese. La si trova su RaiPlay dallo scorso 8 marzo.

Il mondo secondo Jeff Goldblum

Stare in casa per molto tempo implica che prima o poi si inizi a interrogarsi sul significato delle cose più piccole che ci circondano. Nel caso, questo documentario dà qualche risposta, ad esempio, sul gelato, le scarpe da ginnastica, le piscine e i jeans. A raccontare gli aneddoti storici e scientifici su queste cose date spesso per scontate è l’attore Jeff Goldblum. Gli episodi durano mezz’ora ed escono ogni venerdì su Disney+.

CREDITS

Copertina – Media Center Netflix

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