Attraversati da un flusso incessante di pensieri che reclamano la nostra attenzione ed energia, facciamo fatica ad assaporare quanto di piacevole fa parte della nostra esperienza. Eppure, l’abitudine di assaporare è una delle più sane che possiamo coltivare per sentirci bene. Quantomeno per dare il giusto peso alla componente edonistica della felicità, quella che ha a che fare con il piacere.

Ne parla Sonja Lyubomirsky, docente di psicologia all’Università della California, nel suo The How of Happiness, best-seller negli Stati Uniti, tradotto in molti paesi ma non ancora in Italia. Lyubomirsky inserisce la capacità di assaporare tra le pratiche deliberate che possiamo coltivare per imparare a stare bene. In inglese si parla di savoring. Saper assaporare generando, intensificando o prolungando un piacere. Ciò è possibile rievocando esperienze positive del passato, apprezzando nel presente quanto di buono succede in tempo reale, immaginando scenari possibili che abbiano un esito favorevole. In tutti e tre i casi si parla comunque di essere pienamente consapevoli di ciò che accade nel momento presente.

Infatti uno degli aspetti più fraintesi dello stare nel qui ed ora è l’idea che esso debba per forza riguardare cose che i sensi percepiscono sul momento.

In realtà, viviamo nel presente anche quando, nel bel mezzo di una cena tra amici, ci immergiamo in un ricordo o in una fantasticheria, a patto di esserne pienamente consapevoli e di non farlo scivolandoci e standoci dentro senza rendercene conto. Ecco quindi che assaporare vivendo pienamente nel presente può includere anche un consapevole movimento verso il passato o il futuro.

Qualche esempio?

Ricordare di proposito una festa particolarmente divertente, la prima volta, le lodi di un professore o di un allenatore, il momento di una promozione (come modi di assaporare il passato). Gustare il pranzo che state mangiando, il libro che state divorando, la serie che aspettavate di vedere da un mese (come modi di assaporare il presente). Fantasticare deliberatamente sulla prossima vacanza (come modo di assaporare il futuro)… Ciascuna di queste esperienze può essere vissuta con pienezza, oppure distraendosi continuamente, tra una notifica sullo smartphone e una preoccupazione che si affaccia a catturare l’attenzione. Sta a noi allenarci a non perderci tra gli stimoli, e non è facile.

Fateci caso. Saper assaporare richiede proprio di focalizzarsi sull’oggetto del piacere. Troppo spesso ci concentriamo su problemi e preoccupazioni, lasciando scivolare via con superficialità, fuori dal campo della consapevolezza, le cose buone.

ASSAPORARE

Provate a dedicare la metà dell’energia che dedicate a stare concentrati su cosa vi rende insoddisfatti a ciò che nel frattempo vi sta accadendo di buono.

Diversi studi hanno sottolineato correlazioni tra capacità di assaporare e stati mentali positivi. La capacità di assaporare sembra essere correlata significativamente a self-confidence ed estroversione, e a bassi livelli di sfiducia nel futuro. Le persone che riescono ad assaporare meglio il momento presente provano minori livelli di depressione, vergogna e senso di colpa. Chi immagina eventi futuri favorevoli ha una particolare inclinazione a provare emozioni molto intense e a essere ottimista. Le persone abili a rievocare nel presente momenti piacevoli del passato sono molto abili a non farsi sovrastare dallo stress.

E quindi, cosa si può fare per assaporare di più?

Come ogni nuova abitudine, serve innanzitutto la motivazione a coltivarla, nella consapevolezza che sarà necessario all’inizio uno sforzo non da poco. La nostra mente è costantemente portata via da pensieri che si susseguono (problemi irrisolti, cose da fare, conversazioni avute o imminenti, progetti…) di default, e all’inizio riportarla ad assaporare significherà aggiungere un ulteriore compito giornaliero.

Perciò, è importante ricordare a se stessi che gli effetti benefici e duraturi arriveranno dopo una fatica iniziale considerevole, un po’come quando si ricomincia ad andare in palestra dopo un lungo periodo di inattività. Sapendo che nel lungo periodo staremo molto meglio, accettiamo di stare un po’ peggio all’inizio.

Inoltre, se la nostra vita ruota intorno a routine collaudate, tutto ciò che ne fa parte, anche di piacevole, avrà perso inevitabilmente un po’ di appeal (per effetto dell’adattamento edonico, che è la tendenza ad abituarci col tempo a ciò che ci da piacere), per cui ricominciare ad assaporare potrebbe essere più difficile.

In che modo possiamo allora tornare ad assaporare? Nella seconda parte dell’articolo vedremo alcune strategie che si sono rivelate efficaci.


FONTI
Lyubomirsky, S. (2007). The How of Happiness, New York (NY), Penguin-Pearson