È entrata in vigore il 25 Marzo 2020 la nuova legge per la promozione e il sostegno della lettura, redatta dal senatore Francesco Verducci (PD). Questo provvedimento ha fatto parlare di sé sin da quando, il 16 luglio, è stato approvato dalla Camera dei Deputati ed è passato al Senato per l’ultima fase dell’iter legislativo. Le preoccupazioni dei lettori si sono incentrate, in particolare, sulla riduzione della percentuale di sconto massima applicabile ai libri, che oggi passa al 5%. La legge è in realtà parte di un disegno più ampio di interventi volti «a sostenere e a incentivare la produzione, la conservazione, la circolazione e la fruizione dei libri come strumenti preferenziali per l’accesso ai contenuti e per la loro diffusione, nonché per il miglioramento degli indicatori del benessere equo e sostenibile».

La nuova legge sulla lettura, punto per punto

Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura

La legge prevede un’azione congiunta del Ministero per i beni e le attività culturali e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca finalizzata all’adozione di un piano d’azione, da rinnovare ogni tre anni, nell’ambito della promozione della lettura. L’attenzione è rivolta alle diverse modalità di fruizione della lettura, con un occhio di riguardo per le biblioteche, la valorizzazione della diversità della produzione editoriale e l’ecosistema digitale.

Altrettanto importante è il focus sulla dimensione sociale della lettura: l’articolo prevede  infatti interventi mirati a favorire l’abitudine alla lettura sin dalla prima infanzia e anche da parte di persone con disabilità o disturbi del linguaggio e dell’apprendimento. Oltre a collaborazioni con teatri, strutture penitenziarie e socio-assistenziali, la legge decreta l’istituzione di un circuito culturale integrato per la promozione della lettura, “Ad alta voce”, che si avvarrà della partecipazione di scuole, biblioteche e altre istituzioni culturali.

Iniziative sul territorio: Patti locali per la lettura e Capitale italiana del libro

I Comuni e le Regioni aderiscono al Patto d’azione stipulando Patti locali per la lettura che coinvolgono biblioteche, scuole e soggetti privati operanti sul territorio nell’ambito della promozione culturale. Tali patti locali prevedono interventi finalizzati ad aumentare il numero dei lettori abituali nelle aree di riferimento. Per attuare i suddetti patti, gli enti in questione possono richiedere specifici finanziamenti.

Compatibilmente con questa iniziativa, il Consiglio dei ministri assegna ogni anno a partire dal 2020 il titolo di “Capitale italiana del libro” a una città italiana, i cui progetti verranno finanziati entro un limite di 500.000€ annui.

Promozione della lettura a scuola

La legge prevede un rinnovo nell’organizzazione interna delle iniziative scolastiche legate alla lettura: gli uffici scolastici regionali nomineranno infatti attraverso appositi bandi una “scuola polo“, che sarà responsabile del servizio bibliotecario scolastico di riferimento e istituirà collaborazioni con le biblioteche di pubblica lettura e altre istituzioni culturali, come le Teche RAI. I fondi stanziati per questa iniziativa ammontano a un milione di euro ciascuno per i prossimi due anni.

Contro la povertà educativa e culturale: Carta per la cultura e donazioni librarie

Al fine di favorire una diffusione capillare dell’abitudine alla lettura come collante sociale dell’Italia, lo Stato istituisce la cosiddetta “Carta della cultura“, «una carta elettronica di importo nominale pari a euro 100» rilasciata ai residenti sul territorio nazionale appartenenti a famiglie economicamente svantaggiate, «utilizzabile dal titolare, entro un anno dal suo rilascio, nei pagamenti per l’acquisto di libri, anche digitali, muniti di codice ISBN». I libri acquistati con la Carta della cultura sono destinati all’uso personale dei destinatari e non ne è concessa la rivendita.

I libri fuori commercio o non idonei alla vendita per via di imperfezioni o alterazioni minori vengono inoltre aggiunti alle categorie che, ai sensi dell’articolo 16 della legge 166/2016, possono essere oggetto di donazioni a fini di solidarietà sociale e di limitazione degli sprechi.

Modifiche in materia di sconti sul prezzo di vendita dei libri

La modifica alla percentuale di sconto sui libri è senza dubbio il provvedimento più discusso della nuova legge sulla lettura. L’articolo 8 prevede infatti le modifiche alla legge 128/2011, che regola la disciplina del prezzo dei libri; fino al 25 marzo, la percentuale massima di sconto applicabile ai libri, sia nelle librerie che nei siti di e-commerce, era del 15%, a cui si aggiungeva la possibilità di realizzare al massimo tre campagne promozionali all’anno in cui la percentuale poteva raggiungere il 20%.

Oggi invece la percentuale massima di sconto consentita è ridotta al 5%, con la possibilità di raggiungere il 20% in occasione di una singola campagna promozionale all’anno; tale sconto non sarà inoltre applicabile ai titoli pubblicati nei sei mesi precedenti alla promozione. La percentuale di sconto applicabile sui libri scolastici resta invece fissa al 15%. Sempre al 15% è fissato lo sconto che il punto vendita potrà offrire per un solo mese all’anno.

Il provvedimento, promosso in tutto l’iter legislativo dalle associazioni ADEI (Associazione degli editori indipendenti), ALI (Associazione Librai Italiani) e SIL (Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai), è stato varato con l’obiettivo di sostenere e promuovere le pratiche di lettura «anche attraverso il contrasto di pratiche limitative della concorrenza» e in difesa del pluralismo dell’informazione e dell’offerta editoriale.

Qualifica di “libreria di qualità”

Sempre nell’ambito del pluralismo dell’offerta editoriale, la nuova legge sulla lettura prevede l’istituzione di un “albo delle librerie di qualità” presso il Ministero per i beni e le attività culturali. L’iscrizione di un punto vendita all’albo ha durata triennale e risponde a requisiti di assortimento diversificato dell’offerta, qualità del servizio, attività di proposta di eventi culturali e adesione ai patti locali per la lettura.

Ancora una volta risulta preponderante il taglio dato all’intero provvedimento di legge, quello dell’importanza a livello sociale della lettura. Le librerie, particolarmente quelle indipendenti, sono messe sempre più in difficoltà dai canali di vendita online, che coprono oggi più di quarto delle vendite, ma hanno dalla loro parte un radicamento nel territorio e un legame con la comunità di lettori pressoché impossibile da replicare nell’alternativa digitale.

L’entrata in vigore: tempi difficili

La nuova legge sulla lettura è stata sin dalla sua proposta oggetto di controversie, riguardanti nello specifico la modifica al ribasso delle percentuali di sconto. Il presidente dell’Associazione Italiana Editori Franco Levi si è dichiarato da subito scettico riguardo all’impatto che la riduzione degli sconti avrà sul mercato e gli operatori della lettura. Su questa linea si colloca anche la posizione presa da una buona parte dei lettori forti che, attraverso i social network, hanno espresso il loro disappunto in qualità di consumatori. Diversamente la pensa l’Associazione degli editori indipendenti italiani,presieduta da Marco Zapparoli, secondo il quale il prezzo elevato dei libri sugli scaffali delle librerie italiane sarebbe dovuto proprio al bisogno di compensare la pratica degli sconti “selvaggi”.

Inoltre, è imprescindibile considerare il contesto in cui questa legge è stata approvata: quello dell’emergenza sanitaria da Coronavirus che, bloccando le attività di vendita di beni non di prima necessità, ha fatto subire una battuta d’arresto all’intero sistema editoriale. In questo particolare momento storico sta conoscendo invece una crescita degna di nota l’editoria digitale; una congiuntura quanto mai sfavorevole, considerando anche che la Commissione Bilancio della Camera ha cancellato dal disegno di legge proprio l’articolo 5, che avrebbe previsto misure proprio sulla digitalizzazione della lettura. Dopo aver richiesto, senza frutti, un rinvio dell’entrata in vigore, in un comunicato stampa rilasciato proprio il 25 marzo l’ADEI ha ribadito (pur non ritraendo la sua posizione) la necessità di “un sostegno robusto alle librerie” senza il quale gli effetti della nuova legge sulla lettura rischieranno di essere vanificati.


 

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