Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.

Pablo Picasso

Vincent Van Gogh, Girasoli (1888)

Il 20 marzo arriva la Primavera, al posto di un Inverno che trascina con sé i ricordi dell’anno passato e i primi accenni di un anno nuovo che parte un po’ acciaccato. Così marzo ci prepara ai colori primaverili, alle fioriture e alle prime timide giornate di sole che si tingono di un colore in particolare: il giallo. Questa tinta racconta valori positivi e negativi. Simboleggia l’ottimismo, la vitalità, l’amicizia, ma è anche associato alla malattia, all’ansia e alla tensione. Un doppio volto, quindi, che l’arte non ha mai mancato di celebrare e narrare nella storia.

Partiamo quindi con la positività di un fiore molto caro a Vincent Van Gogh: il girasole. Viene seminato dalla fine di marzo ai primi giorni di aprile poiché predilige una temperatura calda, ottimale intorno ai 12-14 gradi. Il suo eliotropismo lo porta a seguire bramosamente il sole durante tutta la giornata. Ed è per questo che Van Gogh vuole conferire ai suoi fiori una lucentezza brillante, gioiosa, che racconti la vitalità e l’ottimismo di quel periodo ad Arles, iniziato nel 1888 nella famosa Casa Gialla.

Mimosa

Il giallo racconta così la bellezza di una natura che fiorisce e di uno spirito vitale che rinasce attraverso l’amicizia. Le undici tele di girasoli dipinte dall’artista, perciò, si rivolgono in particolare a Paul Gauguin, l’amico sfuggente che Van Gogh tentava di catturare con il suo colore preferito. Tuttavia la storia ha un celebre esito negativo e il giallo dei girasoli sembra appassire e sfiorire sotto il peso del tempo e della tristezza. Fino a quella dozzina di girasoli che, nel 1890, ricopriranno la tomba del pittore.

Ma il girasole non è l’unico fiore che colora marzo di giallo. Ci sono anche lo zafferano, la fresia, gialla nella sua variante spontanea in Italia, e la forsizia. Tutte piante i cui nomi sembrano giocare linguisticamente con la f e la z. E in ultimo, la più simbolica: la mimosa. Per la specie Acacia Dealbata, i fiori profumati sbocciano entro dicembre ed entro marzo. Giusto in tempo, quindi, per rappresentare la Giornata Internazionale della Donna.

Il fiore è stato scelto nel 1946 dall’Unione Donne Italiane (UDI), in relazione sia al periodo di fioritura, sia alla simbologia del colore giallo. La scelta cromatica deve comunicare forza, energia e rinascita progressiva da uno storico vortice di ingiustizie. Ma come la natura umana, anche la mimosa non è immortale. E nonostante resista alla siccità, soffre particolarmente le basse temperature, fino a morirne sotto i 10 gradi.

James Ensor, Entrata di Cristo a Bruxelles (1888)

C’è quindi un lato negativo del colore giallo, che si racconta attraverso il tradimento, la malattia e la morte. Nella teoria medica dei quattro umori il giallo è associato alla bile, secreta dagli invidiosi e dai collerici, tanto da essere il colore di riferimento della veste di Giuda Iscariota. Assume poi una valenza malsana se associato alla malattia, in particolar modo l’ittero, presente nei neonati, che, per una disfunzione di circolazione del sangue, rende la pelle di colore giallastro.

Marzo devia verso il lato malsano e smorto del giallo nella sua concretizzazione attuale, con il dilagare dell’epidemia del Coronavirus. La luce solare invade l’atmosfera intrecciandosi all’aura giallognola simbolica della malattia. Il giallo si ricollega però anche al sentimento collettivo di ansia e tensione che trasforma i volti delle persone nelle maschere orrorifiche che popolano il dipinto di James Ensor, L’entrata di Cristo a Bruxelles.

Paul Gauguin, Cristo Giallo (1889)

L’anno è il 1888, lo stesso dell’opera citata di Van Gogh, precedente di un solo anno al Cristo Giallo di Gauguin. Il pittore vuole rendere omaggio al Medioevo, in un contesto dove il giallo assumeva una poliedricità simbolica. Un colore così vicino all’oro, simbolo della divinità, ma che non era mai stato in grado di raggiungerlo. In quest’aspirazione si intravede la ricerca di un futuro più luminoso e positivo, rappresentato questa volta dal giallo del sole.

È quel sole che appare nell’opera Sole sul cavalletto (1973) di Giorgio De Chirico, in cui l’artista dipinge la dicotomia giorno/notte, astro acceso/astro spento, accostando il sole alla luna. C’è quindi il messaggio sotteso di una contemporaneità traballante, che media tra giorni bui e illuminati, tra negatività e positività.

L’invito è quindi quello di accogliere gli eventi come vengono, con la possibilità che possano mostrare un lato oscuro. Ma la negatività non è eterna, e così come il giorno si alterna alla notte anche il buio si apre alla luce. Il significato del colore giallo che vogliamo abbracciare, in relazione al mese di marzo e al futuro, è quindi quello più ottimista.