Le problematiche ambientali hanno da sempre coinvolto i personaggi dello show business. Personaggi del cinema, della televisione e della musica hanno sempre avuto a cuore queste tematiche. Che sia per una questione etica o per altri motivi, in un modo o nell’altro se n’è sempre parlato.

Dal punto di vista musicale c’è un lungo elenco di brani e album che hanno trattato queste problematiche. Il caso più recente è quello dei Coldplay (dei quali abbiamo già parlato in questo articolo) che hanno rinunciato al tour promozionale per il loro nuovo album poiché ritenuto troppo inquinante. In passato, invece, uno dei brani che ha trattato queste problematiche è stato Náttúra (2008) di Björk e Thom Yorke.

Le tematiche

Famosi per il loro essere eclettici, i due artisti lavorano a questo brano per promuovere il rispetto per l’ambiente in Islanda, paese d’origine della cantante. Le tematiche ambientali sono sempre state al centro della musica di Björk. Si può dire che tutti i suoi album sono incentrati su temi eco-frendly. La stessa cosa vale per Thom Yorke, leader dei Radiohead: convinto vegetariano e sostenitore dei diritti degli animali, per lui la carne non è un cibo essenziale per l’essere umano.
I ricavi del brano sono stati donati alla Náttúra Foundation, una fondazione che si occupa di campagne a sostegno della salvaguardia dell’ambiente.

Il brano

Come dice il titolo stesso, il brano è stato dedicato alla natura. Inizialmente il pezzo è stato pubblicato solo per gli abbonati a iTunes. L’esclusività, però, è durata solo una settimana. Successivamente, la canzone è stata pubblicata anche su altre piattaforme per lo streaming online.

Il brano è in lingua islandese e il testo parla del fatto che ogni cosa che facciamo è guidata dalla natura. La natura è colei che ci ha creato e che ci guida nei processi vitali.

Allt sem hann leiðir (tutto ciò che guida)
Allt sem hann Fleygði (tutto ciò che ha scartato)
Allt sem hann Fleygði (tutto ciò che ha scartato)
Náttúra (Natura).

Per natura, ovviamente, non si intende solo il concetto dal punto di vista ambientale. La natura è il fondamento dell’esistenza e questa va intesa anche dal punto di vista vitale. Il testo del brano non parla strettamente di natura dal punto di vista della salvaguardia ambientale ma, principalmente, di natura come fonte di vita. Ecco come la cantante islandese ne enfatizza l’importanza:

Virka (funzione)
Aftast (fine)
Heldur (ma)
Upp Vitund (consapevolezza)
Tilraunina (esperimento).

Secondo Björk il problema climatico è collegato anche alla crisi finanziaria. Naturalmente, se vi sono dei problemi finanziari ai piani alti, questi influiranno sui fondi destinati alla salvaguardia della natura. La cantante islandese parla di questo portando alla luce esempi che sono presenti nella sua terra natale.

La collaborazione con Thom Yorke

Anche il cantante dei Radiohead è un ambientalista convinto. Inizialmente si diceva che il musicista non avesse partecipato direttamente al brano. Questo perché non era presente durante l’incisione della canzone ma ha partecipato da lontano, inviando la sua parte attraverso una rete di file sharing. In ogni caso, il nome di Yorke è presente nei diritti, quindi il brano appartiene ufficialmente anche a lui.

Canzoni contro la disinformazione

Anche se il brano risale al 2008 può essere tranquillamente collocato ai giorni nostri. Se le problematiche erano serie dodici anni fa, oggi sono raddoppiate. Basti pensare come alle problematiche ambientali si sono aggiunte quelle sociali. Con la disinformazione che circola online le fake news arrivano prima.

Cosa c’entra la disinformazione con la musica? Si sa che la musica, insieme al cinema, è tra le forme di comunicazione più potenti che esistano e, proprio grazie a questo tipo di comunicazione, si possono combattere problematiche come le fake news. Il panorama italiano, sfortunatamente, non ha un grande repertorio musicale che riguarda di queste tematiche, ma possiamo affacciarci sull’industria musicale globale.

Il brano di Björk e Thom Yorke non è un brano di denuncia ma promuove uno dei posti più belli del mondo, l’Islanda. Forse il lato più politico del brano è la lotta dell’artista contro la privatizzazione delle risorse nazionali.

Il progetto della cantante islandese non è del tutto nuovo: si era già preoccupata in passato dell’argomento e continua a farlo anche adesso. In Italia, forse, abbiamo bisogno proprio di questi artisti, quelli che usano la propria musica per mandare un messaggio non futile ma che possa cambiare davvero qualcosa. A volte basta un minimo sforzo per avere tanto.