Lyra Belacqua, cresciuta tra le mura dell’Accademia, passa la sua vita supplicando gli adulti di spiegarle tutto ciò che le succede intorno. Guarda il mondo e quei suoi occhietti neri osservano territori inesplorati e mondi immaginari in cui vorrebbe scappare.

È lei la protagonista di His Dark Materials, la nuova serie tv, distribuita in Italia lo scorso gennaio, tratta dalla trilogia fantasy Queste Oscure Materie di Philip Pullman. Dopo il successo cinematografico de La bussola d’oro nel 2007, ideata da Jack Thorne, la co-produzione di BBC e HBO si concentra su Il libro della polvere, primo della trilogia.

Ambientata nell’Inghilterra degli anni Cinquanta, Lyra (Dafne Keen) è un’orfana cresciuta al Jordan College di Oxford, un’Accademia in cui gli esseri umani sono accompagnati dai daemon, animali mutanti legati alla loro anima. Per i bambini come Lyra, il daemon non ha una sembianza fissa, ma in continuo mutamento a seconda delle necessità. E sarà così fino al raggiungimento della maggiore età. 

A dettare le leggi è il Magisterium, l’ordine religioso che cerca di sopprimere ogni forma di diottria diversa. Quando lo zio Asriel (James McAvoy), si presenta al college con le sue scoperte su una sostanza paranormale chiamata Polvere, la facoltà reagisce come se le sue ricerche fossero scandalose ed eretiche. Lyra, invece, vorrebbe seguirlo e accompagnarlo in Antartide.

Nel frattempo, all’Accademia arriva una donna misteriosa: Marisa Coulter (Ruth Wilson), che desidera portare la ragazzina via con sé come sua assistente. Il mistero comincia proprio il giorno della partenza quando Lyra, alla ricerca del suo amichetto Roger, si accorge della sua scomparsa. Ed è lo stesso per la tribù dei gyziani, i quali non riescono a spiegarsi le misteriose sparizioni dei bambini.

Non è dipeso da noi,
Ma è accaduto proprio a noi.

Una serie tv divisa in otto episodi. Se nei primi risulta difficile farsi trasportare dalla trama, è altrettanto chiaro che non sia impossibile lasciarla a metà o abbandonarla del tutto. Raccontata dal punto di vista di Lyra, il fantasy diventa rappresentativo di una società in cui è difficile riconoscere il bene e il male, in cui gli orsi sono fieri combattenti e una strana polvere diventa protagonista misteriosa di innumerevoli conversazioni. 

Lyra, in questo viaggio, potrà fidarsi unicamente di una bussola d’oro, anch’essa misteriosa. Nessuno le spiega come usarla, come orientarsi tra tutti quei simboli sconosciuti, ma soprattutto come farsi guidare. Più che una bussola è una fonte di verità, un aletiometro. Lyra è l’unica persona in grado di interpretarne i segni senza l’uso libri che aiutano nella decifrazione. Proprio per questa sua dote, verrà considerata la protagonista di una profezia, l’unica in grado di salvare il mondo. Un mondo parallelo al nostro, ma che ci riguarda. 

Parte della serie è girata nella Oxford di oggi, perché la profezia riguarderà anche un misterioso ragazzino, Will Parry. Will vive con la madre, suo padre è scomparsa molti anni prima, morto in una misteriosa spedizione in Antartide. Che c’entri qualcosa la polvere? Questo è uno dei tanti misteri che, si spera, la serie ci svelerà in una prossima stagione.

Nonostante si possa pensare a un’opera indirizzata a un pubblico di millennials, His Dark Materials si trasforma in un prodotto adatto a tutta la famiglia.
Ciò che colpisce di più è l’ambientazione simile a Game of Thrones, ma avente una trama troppo colma di segreti per appassionare. A partire dal Magisterium, di cui non si comprende l’effettivo potere, per finire con i daemon. Per definizione, dovrebbero rappresentare quello che è lo spirito e la natura del loro padrone eppure risultano incomprensibili, fraintendibili.

Lyra non fa che dimostrare, in ogni episodio, la sua insofferenza verso un mondo degli adulti fatto di segreti e di protezione. Una storia di avventura, arricchita dai fenomenali effetti speciali, la storia di Lyra che di coraggio ne ha da vendere.

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