Mondovì, provincia di Cuneo, è stata la prima protagonista di questa sfilata di pessimo gusto e antisemitismo: la scritta “qui ebrei” è comparsa sulla porta del figlio della partigiana Lidia Beccaria Rolfi.

Torino, la scritta “crepa sporca ebrea” è apparsa su corso Casale, di fronte all’abitazione di una donna di origini ebraiche.

Monza, vandali in azione nel “Bosco della Memoria”, che hanno distrutto le installazioni in memoria delle vittime dei lager nazisti.

Roma, svastiche e scritte offensive comparse sulle mura di una scuola in un municipio della capitale. Vandalizzata anche l’installazione in memoria di tutte le vittime dell’Olocausto situata in zona Piramide.

Casale Monferrato, vandalizzata la lapide in ricordo delle vittime italiane delle foibe: un gruppo di persone non ben identificate ha disegnato una falce e un martello in corrispondenza del monumento.

Pomezia, sui muri di un liceo cittadino è comparsa la scritta “calpesta l’ebreo”, unita alla croce celtica e alla stella di David, nel giorno in cui un testimone della Shoah era chiamato a raccontare la propria testimonianza. La stessa città è stata teatro anche di un altro atto vandalico, questa volta a danno di una lapide dedicata ai martiri delle foibe: “fasci appesi”, falce e martello e il simbolo anarchico erano stati disegnati sul luogo.

Vicenza, ventiquattr’ore dopo la celebrazione della Giornata della Memoria compare un cartello: “27 gennaio giornata della memoria, ricordiamoci di riaprire i forni: ebrei, rom, sinti, froci, negri, comunisti ingresso libero”. La firma è della milizia speciale tedesca di Verona, riconoscibile dalla sigla “SS VI” e accompagnata da una svastica.

Nei giorni precedenti la celebrazione della Giornata della Memoria si sono moltiplicati gli atti vandalici e gli episodi di antisemitismo. Svastiche disegnate e pietre d’inciampo divelte si sono susseguiti, l’elenco completo sarebbe troppo lungo da fare e andrebbe quotidianamente aggiornato.

Giornata della memoria

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso delle celebrazioni del Giorno della Memoria ha sottolineato come il “virus della discriminazione, dell’odio e del razzismo non è confinato in una isolata dimensione storica”. Inoltre ha evidenziato come sia indispensabile un impegno concreto e di tutti contro l’antisemitismo, “di vecchio e nuovo conio”. Il Presidente ribadisce come il vero male da estirpare sia l’indifferenza, tale concetto riemerge anche il 10 febbraio, nella giornata del ricordo per le vittime delle foibe: “Il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza”.

Non si tratta di goliardia: vandalismo e antisemitismo

Per mesi e mesi si sono bollati come “atti goliardici” fatti di questo tipo, frutto di pochi individui mossi da noia e ignari della più basilare nozione di storia. Posto che questo potrebbe essere vero in determinati casi, non bastano queste definizioni per archiviare quello che a tutti gli effetti è da considerarsi un problema. Il fatto che atti vandalici ed episodi di questo stampo si stiano moltiplicando sempre di più negli ultimi tempi è innegabile. Come ha ricordato il Presidente della Repubblica nel suo discorso, l’antisemitismo non è finito con la fine del nazismo. Era anzi presente in Europa già da secoli, ben prima che il partito nazista lo facesse proprio. Si tratta di un fenomeno capace di ritornare ciclicamente ed è dovere di chi rappresenta e opera nelle istituzioni fare in modo che ciò non avvenga.

Atti vandalici del genere non possono e non devono essere giustificati, è necessario che scuola e famiglie cooperino concretamente, non basta una settimana di sospensione per far comprendere la gravità dell’atto compiuto. D’altronde il confine tra goliardata e atto vandalico vero e proprio, con conseguenze penali, è confuso. Sicuramente non è possibile classificare il vandalismo come novità di questi ultimi anni, nonostante ci siano molte persone che addossano la colpa a una sovraesposizione tecnologica.

Il vandalismo è un comportamento deviante; le sue cause possono essere differenti, come esistono diverse tipologie di atto vandalico, ma se è possibile trovare un punto in comune lo si trova nella mancanza di riferimenti. Una definizione univoca di devianza non esiste nemmeno ricercandola in sociologia: è un dato di fatto conseguente all’esistenza della società strutturata secondo regole. La devianza include perciò tutti i comportamenti che si distanziano dalle regole e norme previste. La devianza e i motivi che inducono un soggetto a un comportamento deviante sono tuttora oggetto di studio, e lo saranno negli anni a venire.