Nel 1920, Cesare Andrea Bixio ha fonda la prima casa di edizioni musicali in quel di Milano, per la precisione in galleria del Corso. Tutto era ancora all’inizio, ma Bixio stava già componendo alcune delle canzoni e delle colonne sonore più famose del tempo. Per esempio, Il tango delle capinere e Parlami d’amore Mariù, tanto per citarne alcune. Nel 1960, quella realtà diventa Cinevox Record, un’etichetta discografica definita successivamente come “La voce del cinema”. La specializzazione, scelta a discapito dell’omologazione, nell’ambito ben circoscritto delle colonne sonore sarà, in seguito, il suo autentico punto di forza.

I primi passi della Cinevox Record

Tra le prime pubblicazioni d’esordio, è decisamente particolare l’album Vaticano II. Consiste nella trasposizione su disco delle voci di due papi, Giovanni XXIII e Paolo VI, con la musica di sottofondo di Angelo Francesco Lavagnino. Tuttavia, ben presto la Casa si distingue per gli artisti che ne entrano a far parte e che ne segnano il successo. Si tratta di alcuni dei più grandi compositori di musiche per i film: Keith Emerson, Nino Rota, Piero Piccioni, Nicola Piovani, Andrea Guerra e molti altri.

Ognuno di loro ha contribuito a creare il vasto catalogo discografico, che spazia tra generi molto diversi, anche grazie alla caleidoscopica serie di pellicole per cui sono state realizzate le colonne sonore. Si va, infatti, dal jazz di Giorgio Gaslini alla classicità di Achille Togliani, fino all’eurodisco della voce di Amanda Lear sul riff di Riz Ortolani. Tra tutti questi grandi nomi, ce ne sono due che hanno segnato in maniera indelebile la storia di Cinevox: quelli di Ennio Morricone e dei Goblin.

Il caso Ennio Morricone

La prima volta in cui il nome di Ennio Morricone viene associato a quello della casa discografica Cinevox risale al 1969. In quell’anno, infatti, esce Metti, una sera a cena, celebre commedia di Giuseppe Patroni Griffi, di cui un appena quarantenne Morricone compone la colonna sonora. Le sue musiche vengono rilasciate su 33 e 45 giri proprio dall’etichetta di Bixio. È l’inizio di una collaborazione che durerà anni. In occasione del centenario di Cinevox, Franco, figlio del fondatore Cesare Andrea, ha rivelato a «Robinson» come sin dai primi momenti fosse tangibile il talento e il genio del musicista e compositore premio Oscar:

Era un predestinato, non serve altro. Era il più attento alla scrittura e all’interpretazione della colonna sonora in maniera molto personale. Le sue intenzioni erano perfette, nulla veniva lasciato al caso.

Cinevox e MorriconeCon Cinevox, Morricone ha pubblicato molte altre musiche che costituiscono autentiche gemme della storia della casa discografica. Ogni spartito e, in generale, l’intero repertorio dimostrano la sua poliedricità nella variazione dei registri musicali. Infatti, l’arrangiatore romano, è riuscito a passare dalla composizione di colonne sonore per commedie, come l’irriverente Bianco, rosso e verdone, a quella per pellicole drammatiche di vari generi, come il thriller L’ultimo treno della notte o l’erotico Così come sei, alternando e modellando le sue note alle tematiche dei film.

Un esperimento riuscito: la collaborazione tra i Goblin e Dario Argento

I Goblin sono uno dei più importanti gruppi di rock progressive della storia della musica. La loro carriera inizia nel 1973, con i due membri fondatori della band, prima chiamata Oliver: Claudio Simonetti e Massimo Morante. L’anno successivo, al duo si aggiungono Fabio Pignatelli al basso e Carlo Bordini alla batteria, con cui incidono diversi demo. Il 1974 si rivela l’annata della svolta grazie alla firma di un contratto con la Cinevox Record. Infatti, viene loro assegnata la composizione della colonna sonora di Profondo Rosso, film horror di culto di Dario Argento. È in quella occasione che gli Oliver diventano i Goblin, imponendosi sul panorama musicale – non solo italiano – e dando vita a un fortunato sodalizio artistico con il celebre regista.

Cinevox e GoblinCon le musiche di Profondo Rosso riescono a vendere in un anno un milione di copie Nonostante le numerose rotture all’interno del gruppo, i Goblin rappresentano l’altra punta di diamante della casa discografica e del suo pregiato catalogo. Sempre Franco Bixio ha dichiarato:

Hanno sicuramente fatto una parte importante della storia delle colonne sonore e della musica “prog” italiana e internazionale. Tanto che sono stati presi molti sample loro da vari artisti di oggi.

Cent’anni di Cinevox

Successo dopo successo, il Gruppo Editoriale Bixio giunge al suo primo Centenario. Per celebrarlo, Cinevox Record pubblica, il 20 febbraio, un autentico gioiello in doppio CD, dal titolo Tidbeats. Il nome della raccolta nasce dal gioco di parole tibids, “leccornie”, e beat, “ritmo”: una serie sorprendente di 161 battute musicali, ovvero di tracce inedite scoperte, restaurate e sgranate da Alessio Santoni, risalenti agli anni Sessanta e Settanta. Quest’opera riunisce take mai ascoltati prima di nomi illustri nel mondo della musica cinematografica, da Stelvio Cipriani e Piero Umiliani a Francesco De Masi e Piero Piccioni, intervallati da perle rare e da veri intenditori, come le indicazioni date ai musicisti direttamente dagli autori. Ascoltare Tidbeats significa fare un autentico tuffo nel passato, nell’epoca in cui la grande musica supportava e diventava parte integrante dei film supercult.