Birra ed elettro-folk sono state le protagoniste della tappa milanese di Wrongonyou svoltasi lo scorso 13 febbraio alla Santeria di viale Toscana 31 a Milano. Noi de «Lo Sbuffo» eravamo presenti e ci siamo goduti ogni momento. La voce di Wrongonyou è particolare, diversa da quelle che siamo abituati ad ascoltare. È pop, è indie ma soprattutto è folk. Quella della Santeria è stata una serata tra amici che si godevano buona musica. Questa è la sensazione che ci ha lasciato il giovane artista romano.

Chi è Wrongonyou?

Wrongonyou è il classico artista che piace a pelle. Viene quasi voglia di abbracciarlo mentre lo si ascolta. Ha una voce calda e ricorda quegli artisti stranieri che vanno di moda e che piacciono tanto in questo periodo. Il suo timbro ricorda quello di Jack Garratt: rilassante, sensuale e dolce.

Il nome di battesimo del giovane artista è Marco Zitelli, viene da Roma ed è nato nel 1990. Come la maggior parte degli artisti emergenti, Wrongonyou ha iniziato a pubblicare i suoi primi brani su SoundCloud verso il 2013. Questo lo ha aiutato a ottenere popolarità, tant’è che i suoi brani sono arrivati all’orecchio di un professore di Sound Technology dell’Università di Oxford che lo ha invitato a incidere alcuni pezzi negli studi dell’università. Grazie a questa opportunità, è riuscito a ottenere popolarità non solo in Italia ma anche in altre parti dell’Europa.

Dopo aver girato l’Europa, è arrivato il contratto con l’etichetta discografica Carosello Records, con la quale ha pubblicato uno dei suoi brani più famosi: Killer. Nel 2018 è uscito Rebirth, sempre con Carosello Records. Con questo album ha aperto i concerti di alcuni artisti nazionali, come Levante e Daniele Silvestri, e internazionali, come i The Lumineers e gli Austra.

Il nuovo album

Quella della Santeria è stata solo una delle tante tappe organizzate dall’artista romano per presentare il nuovo album: Milano parla piano, uscito lo scorso 18 ottobre. Per il suo secondo album, l’artista ha deciso di lasciare la capitale per approdare nella città meneghina, tant’è che ha incentrato il concept dell’album proprio sul capoluogo lombardo. In passato, Wrongonyou aveva sempre scritto e cantato in inglese mentre per il nuovo album ha deciso di cambiare del tutto e ha iniziato a cantare in italiano. Il suo timbro vocale si addice molto bene all’inglese, ma anche con l’italiano non suona per niente male.

Sarà un cambiamento definitivo o semplicemente una fase? Chi può saperlo. Sta di fatto che questo è un disco da ascoltare di sera, con le cuffie mentre si cammina senza meta in giro per Milano. Milano parla piano è un album da ascoltare in solitaria per capire bene l’essenza delle canzoni. Sicuramente è diverso dai lavori precedenti anche musicalmente poiché, oltre al folk, sono presenti anche toni elettronici. L’album si apre con il brano Atlante che è tutt’altro che un brano folk, eppure sta bene con l’atmosfera che si viene a creare.

Oggigiorno, gli album vengono ascoltati su piattaforme come Spotify, contribuendo a fare grandi numeri. Facendo un piccolo bilancio, il brano che ha ottenuto più successo di tutto l’album è Mi sbaglio da un po’. Musicalmente è la canzone che resta più impressa. La si impara dal primo ascolto e subito dopo la si canta sotto la doccia imitando i cori che accompagnano il brano.

È così forte il vento stanotte,
Ma noi siamo montagne stanche, indivisibili e selvagge.
Se fossi qui non te lo direi che mi fa ancora male
Vederti salutare quando vai via.
E io che mi chiedo ancora come stai.

L’amore è un tema che funziona sempre nella musica. Molti artisti portano in musica le proprie vicende personali. Non si sa se questo sia il caso di Wrongonyou ma poco importa perché sembra che le sue canzoni parlino di noi. Chissà, invece, a chi dedica davvero i suoi brani il cantautore romano.

In tutte le canzoni si sente il “tocco americano”. Chissà che impatto avrebbero avuto i suoi brani se fossero stati eseguiti in inglese. Siamo sicuri che se Milano parla piano arrivasse negli States o nel Regno Unito avrebbe un grande successo.

Il live

Wrongonyou e Zibba

Il live alla Santeria è sembrato un concerto per pochi. Questo non per una scarsa affluenza di pubblico ma per quella complicità tipica delle serate fra pochi intimi che si è venuta a creare. Wrongonyou sa interagire con il pubblico senza essere invadente e banale. La scenografia non aveva niente di esagerato e non c’era nemmeno un’orchestra che lo accompagnasse. Sul palco erano solo in tre a eseguire i brani del nuovo album, dedicando comunque un piccolo momento della serata a una delle canzoni più iconiche della musica italiana: Il cielo in una stanza del grande Gino Paoli.

Gli ospiti

Wrongonyou e i Legno

La serata è sembrata un evento tra amici non solo per la situazione ma anche perché Wrongonyou ha deciso di regalare al pubblico la presenza di due suoi collaboratori e amici. Il primo ospite è stato il cantautore Zibba, con il quale ha eseguito alcuni brani. Subito dopo, sono saliti sul palco il duo toscano Legno, riconoscibilissimi grazie al loro travestimento, la famosa scatola in testa.

Il pubblico

Il pubblico partecipava direttamente al concerto. Alcuni erano lì per caso, altri per curiosità e altri ancora perché conoscevano i brani dell’artista. Wrongonyou è stato capace di coinvolgere anche chi non lo conosceva. L’hype del pubblico sicuramente era alto e lui ci ha saputo giocare.

Qual è il giudizio finale della serata? Sicuramente positivo. L’esperimento dell’album in italiano è certamente riuscito e il suo timbro, che non è il solito che si sente nel panorama musicale italiano, a noi è piaciuto molto. Wrongonyou, per noi, è il classico ragazzone al quale non si può che volere bene.


CREDITS

Copertina

Immagini di Lucrezia Costantino