STORIA DI UN BACIO
Luisa Spagnoli, da nubile Sargentini, nasce a Perugia il 30 ottobre 1877 da una famiglia modesta. A vent’anni si sposa con Annibale Spagnoli, con cui prende in gestione una drogheria in città, iniziando a produrre confetti.
Nel 1907 i coniugi aprono una piccola azienda in società con Buitoni Francesco, Ascoli Leone e Andreani Francesco in centro a Perugia, quella che poi diverrà la Perugina.

Dai resti delle nocciole che solitamente venivano buttati, Luisa, piena di creatività, trova l’idea per creare un nuovo cioccolatino, che inizialmente prende il nome di “cazzotto”, perché sembrava avere la forma simile alla nocca di una mano. Successivamente, cambia nome, diventando il “bacio”, con granella di nocciole e gianduia.

Quando scoppia la Prima Guerra Mondiale, Annibale è chiamato a combattere al fronte, di conseguenza parte, lasciando Luisa e i tre figli.

Alla fine della guerra, la Perugina ha più di cento dipendenti. Luisa ha svolto, con la sua azienda un ruolo importantissimo nell’industrializzazione della regione Umbria, ma anche dell’Italia. Mentre gli uomini erano a combattere per il paese, lei ha permesso alle mogli e alle figlie di questi di lavorare nella sua azienda.
Il bacio sul mercato ha tantissimo successo, anche per un’idea innovativa della Spagnoli: mettere all’interno del rivestimento di carta colorata del cioccolatino un piccolo foglio con frasi celebri, d’amore soprattutto, di grandi poeti e letterati.

I VESTITI
A fianco della Perugina, lo spirito d’iniziativa della Spagnoli non si ferma. Durante la guerra decide di dedicarsi anche all’allevamento di pollame e di conigli, nello specifico quelli d’Angora. Da questi ebbe l’idea ottenere dal loro pelo, a seguito della tosatura, la lana d’angora, adatta alla creazione di vestiti, materiale che in Italia ancora nessuno utilizzava.
Nel 1928 iniziò la sua avventura nell’industria tessile. Nel sobborgo di Santa Lucia, nasce l’Angora Spagnoli per la creazione di indumenti della moda. L’azienda decollerà però dopo, sotto il figlio Mario.

Luisa s’impegna anche nella costruzione di strutture sociali per migliorare le condizioni di vita dei dipendenti.

Poco più che cinquantenne, le venne diagnosticato un tumore alla gola, così decise di trasferirsi a Parigi per avere migliori cure, dove però morirà nel 1935.
Dopo la sua morte, con il figlio Mario nel 1937, l’azienda tessile Spagnoli passa da artigianale ad industriale nel giro di una decina d’anni. Aprì nel 1940 il primo negozio “Luisa Spagnoli” a Perugia.
Nel 1942 invece brevetta due oggetti per il lavoro della lana: un pettine per la raccolta della lana e una pinza per segnare i conigli. Mentre nel 1947, crea il nuovo stabilimento Città dell’angora, con una comunità autosufficiente fondata sul soddisfacimento dei bisogni dei lavoratori, con case, strutture sportive, doposcuola.

Con Mario e Annibale, imprenditori, la produzione si diversifica dalla moda di massa e nasce la rete commerciale dei negozi Luisa Spagnoli e outlet store, oggi presente in Italia e nel mondo.

Tutta la vita di Luisa è stata dedicata al lavoro, infatti fin da bambina dovette smettere di studiare per aiutare la famiglia a portare in tavola il pane.  Oltre che al lavoro, parte essenziale della sua vita è stato l’amore, prima con suo marito Annibale Spagnoli, e poi con Giovanni Buitoni, figlio del socio della Perugina, con cui ebbe una relazione duratura, ma con cui non andò mai a vivere insieme.

Fonti

graphofeel.it

wikipedia.org

tpi.it

Credits

Copertina

immagine 1

immagine 2