Vasilij Kandinskij

Vasilij Kandinskij nasce il 4 dicembre 1866 a Mosca. Il padre è un mercante siberiano e la madre è moscovita di origini tedesche. Si laurea in Giurisprudenza ma rifiuta la cattedra per dedicarsi alla sua passione: la pittura. Allo stesso tempo si dedica anche allo studio della musica, in particolare del violoncello e del pianoforte. Questo particolare si rivelerà fondamentale per la sua produzione artistica e il suo sviluppo. Nel 1889 compie un viaggio per una ricerca etnografica nella regione di Vologda, a est di Mosca. Trovarsi in questo luogo gli fa capire che non continuerà la carriera da giurista. A Vologda compila un taccuino dove fissa immagini di case e decorazioni. All’università, essendo bilingue e tedesco da parte di madre, approfondisce la cultura germanica e il romanticismo tedesco.

Nel 1899 Kandinskij giunge a Monaco. Inizia a frequentare l’Accademia a 30 anni, ma subito gli dicono che è troppo colorista, che il suo cromatismo è troppo forte e gli viene consigliato di seguire delle lezioni di disegno. Uno dei suoi maestri sarà Franz von Stuck. Kandinskij rimane nell’atelier di von Stuck per un anno, ma si discosta dalle sue tecniche.

Phalanx

Phalanx 1902

Nel 1902 mette insieme a Schwabing un gruppo di artisti, chiamato Phalanx.

Il suo intento è quello di diventare insegnante d’arte e organizzatore di mostre. Ne sarà in grado grazie alle sue capacità editoriali ed economiche. La società organizza diverse attività espositive coinvolgendo anche artisti provenienti dall’estero e creando grande coinvolgimento e fermento tra gli artisti del luogo. La prima esposizione ha luogo nell’agosto del 1901: autoprodotta, coinvolge tutte le forme di espressione artistica e riscuote grande successo.

Gabriele Münter

Tra più importanti allievi di Kandinskij vi sarà Gabriele Münter.

Nata nel 1877 da genitori che avevano abitato a lungo negli Stati Uniti, trascorre la sua giovinezza in Germania, studia in una scuola privata di disegno a Düsseldorf. Interrompe gli studi in seguito alla morte dei genitori, e parte con la sorella per raggiungere gli zii negli Stati Uniti, dove vivrà da settembre del 1898 a ottobre 1900.

Diventa una fotografa di una certa importanza in seguito a un regalo da parte degli zii, che inconsapevolmente contribuiscono alla sua carriera: una macchina fotografica. Nei primi anni scatta almeno 400 foto, molte delle quali proprio negli Stati Uniti. In seguito diventerà la fotografa delle mostre di Kandinskij e del Blaue Reiter, lasciandoci preziose testimonianze delle opere e delle esposizioni.

Il rapporto tra Gabriele e Kandinksij

Kandinskij e Gabriele Munter

Nel 1902 inizia a prendere lezioni presso la scuola Phalanx di Monaco, dove studia scultura, pittura e incisione. Fin da subito inizia a frequentare i corsi di Kandinskij. Il loro rapporto matura molto in fretta e Kandinskij la invita a unirsi a lui nei suoi corsi di pittura sulle Alpi. La relazione diviene sempre più personale, fino a sfociare in una relazione che durerà 12 anni.

Nel 1909 prendono casa insieme a Murnau. Progettano insieme l’arredamento e il giardino e decorano la casa secondo la loro sensibilità artistica. L’abitazione, caratterizzata da colori sgargianti e simile a un quadro, divenne polo culturale del sud della Baviera. Gabriele conserverà qui tutti i dipinti di La casa di Murnau, Gabriele e KandinskijKandinskij prima di donarli alla Stadische Galerie im Lenbachhaus di Monaco.

La Münter deve sempre lottare per farsi strada tra gli artisti che circondano Kandinskij. Viene considerata solo come la compagna dell’artista e i suoi lavori non sono mai veramente presi in considerazione. Anche Marianne von Werefkin, compagna di Alexej von Jawlensky, non prende mai sul serio il lavoro di Gabriele e la indica sempre e solo come la “fidanzata” di Vasilij. Gabriele dichiara:

Nessuno ha riconosciuto il mio ruolo determinante… Tutti hanno visto in me la signora del gruppo. Che io dipingessi era un fatto secondario. Agli occhi di molti, annotò dopo anni, sono stata solo un’appendice insignificante di Kandinskij. Che una donna possa avere un talento autonomo e sia un essere creativo, lo si dimentica volentieri.

La coppia Marianne Werefkin e Alexej Jawlensky

Marianne Werefkin e Alexej Jawlensky si incontrano nel 1891 e insieme si trasferiscono a Monaco. Qui dal 1908 al 1914 condividono le esperienze e la carriera con Kandinskij e Gabriele. Nel 1909 vi è un clima di cooperazione tra i quattro artisti, che sfocia in un soggiorno a Murnau che proseguirà fino all’inverno dello stesso anno. Allo scoppio della Prima guerra mondiale la coppia si trasferisce in Svizzera. All’inizio degli anni Venti Marianne si separa da Alexei.

La Neue Künstlervereinigung

Nel gennaio 1909, a Monaco, le due coppie fondano l’associazione artistica Neue Künstlervereinigung (Nuova Associazione degli Artisti di Monaco). Ne fanno parte pittori, scultori, due storici dell’arte e anche il famoso ballerino Alexander Sakharoff.

Nata a gennaio, espone per la prima volta a dicembre del 1909. La produzione è molto lontana dal gusto per la secessione che impera a Monaco. Kandinskij viene nominato subito presidente dell’associazione, e in seguito ideerà e disegnerà i manifesti delle esposizioni. A Mosca aveva già praticato l’incisione e la litografia, ed è questo che gli permette di dedicarsi alla grafica.

La mostra del 1909 ha luogo nella galleria Thannhauser, e la successiva avviene 9 mesi dopo nello stesso luogo.

Franz Marc, artista espressionista, aderente alla Neue Künstlervereinigung, scrive a riguardo:

A Monaco, i primi e gli unici seri rappresentanti delle nuove idee furono due russi, residenti da anni in quella città, dove avevano operato in solitudine e in silenzio, sino a quando si unirono a loro alcuni tedeschi. Con la fondazione della Neue Vereinigung ebbero inizio quelle singolari, bellissime mostre che erano destinate a diventare la disperazione dei critici.

La seconda mostra cresce molto per successo e contenuti rispetto alla prima. È caratterizzata da un’impronta internazionale e sono esposte anche opere di artisti di successo operanti fuori dai confini tedeschi. Sono presenti opere di Braque, Picasso e Derrain, opere di artisti appartenenti ai Fauves e di alcuni artisti russi come i fratelli Burljuk.

Dopo la seconda esposizione del 1910 iniziano ad esserci i primi diverbi tra i partecipanti, e Kandinskij e Marc ne uscirono. Kandinskij abbandonò in seguito alla bocciatura dell’opera “Compassione V”. Nel 1912 vi è la rottura anche di Jawlensky e Marianne von Werefkin, che si aggregheranno all’esperienza del Blaue Reiter. Le difficoltà del gruppo derivavano dall’eterogeneità degli stili.

Il Cavaliere Azzurro e l’almanacco der Blaue Reiter

Der Blaue Reiter (il Cavaliere Azzurro) fu una corrente che segnò una svolta decisiva dell’Espressionismo tedesco.

Nel 1912 Kandinskij e Marc si impegnano nella stesura di un documento: l’almanacco Der Blaue Reiter.
Franz Marc è una presenza fondamentale per lo sviluppo di questo progetto. Egli realizza la sua esperienza più importante assieme a Kandinskij nella fondazione di Der Blaue Reiter. Marc sostiene Kandinskij e gli altri artisti nelle loro scelte dopo la fine dell’esperienza nella Neue Künstlervereinigung. Fa la loro conoscenza a una festa di Capodanno, e da quel momento entra nel gruppo e collabora con loro per i progetti futuri. Nato negli anni ’80 a Monaco, figlio di padre pittore e madre dedita alla lettura, inizialmente si dimostra interessato alla teologia e alla filosofia, ma intraprende poi la carriera pittorica e studia all’Accademia di Monaco.der Blaue Reiter, Kandinskij

Nell’almanacco appare il programma descritto in quattordici saggi. Racchiude 141 opere riguardanti l’arte primitiva, medievale e contemporanea. I testi ruotano attorno al tema della pittura e della musica come mezzi per avvicinarsi alla spiritualità. Sulla copertina dell’almanacco è rappresentato un cavaliere azzurro disegnato da Kandinskij, soggetto spesso rappresentato sia dallo stesso Kandinskij che da Marc.

Gli artisti del Blaue Reiter non presentavano omogeneità negli stili e nei generi. Ciò che li accomuna è comunque la tendenza verso lo spirituale e l’astrazione.

Per quanto riguarda il loro scopo come gruppo, particolarmente esplicativa è questa affermazione contenuta nel catalogo della loro prima esposizione:

semplicemente giustapporre le più varie manifestazioni della nuova pittura su una base internazionale … e mostrare, tramite le differenti forme rappresentate, le molteplici vie in cui l’artista manifesta i suoi desideri interiori.

Scrive Franz Marc a proposito delle opere che verranno esposte e al clima da loro generato:

Ogni cosa ha il suo involucro e il suo nocciolo, apparenza ed essenza, maschera e verità…… Che cosa ci ripromettiamo dall’arte astratta? E’ il tentativo di far parlare, invece della nostra anima eccitata dall’immagine del mondo, il mondo stesso…… L’apparenza è sempre piatta, ma allontanatela, allontanatela completamente dal vostro spirito – immaginate che né voi, né la vostra immagine del mondo esistano più – e il mondo rimane nella sua vera forma, e noi artisti intuiamo questa forma; un demone ci concede di vedere tra le fessure del mondo, e ci conduce in sogno dietro la sua variopinta scena.

In tutto ciò, Gabriele ebbe il merito di far riconoscere e recuperare il valore dell’arte popolare come fonte d’ispirazione all’interno del Blaue Reiter. Inoltre è grazie a lei e alla sua macchina fotografica se ancora oggi abbiamo delle testimonianze visive dell’esposizione. Alla base di questo movimento vi era inoltre l’influenza del folklore russo, la stilizzazione dello Jugendstijl e la contaminazione dei Fauves.

La prima esposizione e l’omaggio a Rousseau il Doganiere

La prima mostra del gruppo Der Blaue Reiter si tiene a Monaco, presso la Galleria Tannhäuser, nel dicembre del 1911. La mostra comprende 43 opere, e tra gli artisti vanno ricordati, oltre a Kandinskij, Marc e Gabriele, anche Jean Bloé Niestlé, Robert Delaunay, August Macke, Erma Bossi, Albert Bloch e Rousseau il Doganiere.

Almanacco der Blaue Reiter, KandinskijIl catalogo è redatto seguendo l’ordine alfabetico. Viene fatta un’eccezione per il primo artista presentato: Rousseau il Doganiere. Egli infatti era morto nel 1911, ovvero l’anno precedente alla prima mostra; per omaggiarlo viene presentato come primo artista nel catalogo. Marc esegue un ritratto di Rousseau e presenta l’opera alla mostra del Blaue Reiter: è un omaggio all’autoritratto che Rousseau si era fatto anni prima (oggi al museo Picasso di Parigi).

Rousseau fu un pittore autodidatta. Fin dal 1870 e durante tutta la guerra prussiana lavorò alle dogane di Parigi. Si esercitò prima come dilettante e riuscì in seguito ad essere riconosciuto dal mercato dell’arte alla fine dell’Ottocento. Venne visto con tanto sarcasmo da suoi contemporanei perché considerato “fuori dalla realtà”, ma allo stesso tempo venne capito e apprezzato da molti artisti come Picasso e Felix Vallotton (pittore svizzero).

La seconda esposizione si tiene a Monaco tra il febbraio e l’aprile del 1912. Questa è composta solamente da acquarelli, disegni e stampe ed è più ampia rispetto alla prima in quanto accoglie 315 opere di 31 artisti. Tra questi ricordiamo Braque, Derain, Klee, Picasso e Vlaminck. Il gruppo si scioglie nel 1914, con lo scoppio della Grande Guerra.

Le ulteriori esperienze di Kandinskij

Kandinskij tiene poi una mostra personale alla galleria Sturm di Berlino. Nel 1913 Vasilij tenta una seconda edizione del Blaue Reiter, che però fallisce. Inoltre intraprende il progetto di illustrare la Bibbia insieme ad altri artisti, ma anche questo non andò a buon fine. Nel 1913 espose all’Armory Show di New York e prende parte all’Esposizione del primo salone d’autunno tedesco, che sarà poi replicato tutti gli anni e che si prenderà il nome di Deutscher Herbstsalon.

La rottura con Gabriele e la donazione alla Lenbachhaus

Gabriele e Vasilij rompono nel 1916: lui si innamora di Nina Andreevskaja e la sposa l’11 febbraio 1917. Gabriele lo scoprirà molto tempo dopo, e sarà un brutto colpo. La separazione tra i due diviene subito anche artistica. La Münter scriverà poi di lui

Ho lasciato che mi si mentisse e mi si imbrogliasse… Ora penso che perfino quello che ho guadagnato da lui come artista è stata una metà, un quarto, niente di completo, non la totalità.

Dopo che Kandinskij lascia Gabriele, non torna più a Monaco e lascia a lei (dopo qualche discussione) tutte le sue opere. Rimasta in possesso di queste e dei lavori di altri artisti del Blaue Reiter, all’età di ottanta anni Gabriele decide di donarne una gran parte  alla Lenbachhaus di Monaco, una villa di fine Ottocento costruita per il principe e pittore Franz von Lenbach. Nel 1929 la villa viene aperta al pubblico, e le sue sale adibite a spazio espositivo.

Nel 19 febbraio 1957 Lenbachhaus riceve dunque in dono 90 dipinti ad olio, più di 330 acquerelli e disegni, taccuini con bozze e schizzi, dipinti su vetro, l’intera opera grafica di Kandinskij e opere di esponenti del Blaue Reiter come Marc e Jawlensky.