La Cina è un paese che si evolve in maniera molto rapida da tutti i punti di vista: politico, economico e anche nel settore della moda. Oggi è la prima nazione con il più alto tasso di consumatori di beni di lusso al mondo. Questa situazione rappresenta un ostacolo per l’economia del paese, poiché i cinesi sono più propensi ad acquistare beni di lusso in paesi esteri, attirati dalla moda occidentale, e non all’interno della loro patria: scelta dovuta al fatto che all’estero i costi sono inferiori.

La moda cinese intesa non come tradizione, ma come tendenza su cui creare un business, è un fenomeno molto recente.

Per quanto riguarda il settore della moda, rispetto ai paesi europei, la Cina è in ritardo, nonostante i passi da gigante! Infatti, negli ultimi anni si è tentata la costruzione di un proprio percorso con lo scopo di diventare un competitor pericoloso per i grandi brand internazionali. In questo senso, l’abbigliamento, o più in generale la moda, sono dei punti molto importanti per la popolazione cinese. Lo possiamo comprendere, per esempio, dall’attenzione che il governo ha dato abbassando i costi sui grandi marchi, per indurre i cinesi ad acquistare all’interno del proprio paese e non all’estero, incrementando così le vendite l’economia interna.

La moda, si sa, nasce all’interno di un determinato contesto e con esso subisce delle mutazioni nel tempo. Sicuramente i cambiamenti a livello socio-culturale e politico di questa zona hanno avuto un forte impatto nella creazione di un proprio stile. La storia ci racconta che la Cina in qualche modo ha preso parte alla moda occidentale sin dal passato, attraverso l’importazione dei tessuti, soprattutto la seta. In relazione a ciò, tra il 1740 e il 1750 si è sviluppato quel fenomeno conosciuto oggi come “cineseria”. A partire dal XVIII secolo è cresciuto in Europa questo interesse per tutto il mondo esotico: lo stile orientale rappresenta una fonte d’ispirazione per gli europei, per la loro fantasia e creatività. Questa moda delle “cineserie” viene oggi considerata come un fondamentale risultato dello scambio culturale tra il mondo orientale e occidentale.

Ancora adesso la Cina predilige l’utilizzo di abiti realizzati con tessuti di qualità. A tal proposito, nel 1900 è stato lanciato sul mercato un abito di seta chiamato “Quipao”, caratterizzato da decorazioni fantasiose e da un lungo spacco sulla gamba. Intorno gli anni ’90, le cose sono cambiate ulteriormente: dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, Mao Zedong ha nazionalizzato tutto il mercato della moda, imponendo uno stile idoneo alle regole della Cina comunista. La situazione rimarrà così fino a quando il nuovo presidente, Deng Xiaping, negli anni ’70 aprirà i mercati cinesi all’Occidente, nutrendo di nuovo l’interesse verso il mondo della moda estera.

Un altro tassello importante, e da non sottovalutare, è il tema della contraffazione, che ha preso piede da questo momento in poi. Questo tipo di  mercato nasce dall’interesse per i grandi brand occidentali. Attualmente la situazione si sta risolvendo, attraverso numerosi controlli. Inoltre, a partire dagli anni 2000, il governo cinese ha iniziato a limitare l’attività dei grandi magazzini e negozi di contraffazione. Da questo momento in poi si aprono le strade verso il design e la creatività.

I giovani stilisti cinesi cercano, attraverso la propria arte e la propria creatività, di superare l’immagine stereotipata del “cinese bravo a imitare”, che negli anni si è andata a creare. L’obiettivo è quello di creare un’identità propria e autentica. Per un lungo periodo la moda cinese ha concentrato la sua attenzione sul mondo e sullo stile occidentale, ma ultimamente sembra abbia invertito rotta, investendo molto sul proprio territorio. Si registra anche un aumento delle scuole di design sul territorio: questo dato emblematico conferma l’attenzione conferita al settore moda. Lo scopo del governo cinese è quello di trasformare il mercato legato a questo settore da leader della produzione di abiti a leader nella produzione di moda.

Alla moda cinese si deve la capacità di riuscire a creare, attraverso colori, decorazioni e ricami, un forte connubio tra la tradizione e la modernità.  La stilista cinese Zhao Huizhou cerca di proteggere il patrimonio e le tecniche artigianali del mondo tessile e della moda cinese. In un’intervista, la stilista afferma:

L’Occidente ha una forte atmosfera artistica, mentre l’Oriente e la cultura cinese è ampia e profonda. Entrambi hanno i loro vantaggi. Se vogliamo integrare le due culture, dobbiamo farlo sulla base della nostra comprensione.

Zaho Huizhou è stata abile nel creare questo mix di culture diverse e ad ampliare le prospettive. Così, la moda cinese ha trovato un proprio modo di comunicare, soprattutto attraverso le riviste e i mass media. L’uso di questi mezzi di comunicazione punta ad una diffusione delle informazioni rapida e tempestiva. L’industria della moda si sta inserendo in una realtà nuova piena di colori, culture diverse e idee innovative.