All’inizio del nuovo anno a Milano è nato il “muro della gentilezza”, un’iniziativa sociale a opera del collettivo Tempio del Futuro Perduto, in via Luigi IX. Quando si dice incominciare con il piede giusto. Da martedì 7 gennaio, infatti, una semplice parete è stata trasformata in un luogo di libera condivisione e aiuto, rendendo tanto semplice quanto efficace donare abiti, libri, sciarpe e spazzolini da denti a chi ne necessita.

Il muro della gentilezza è aperto e disponibile giorno e notte, senza alcun limite di orario, proprio per poter rispondere alle esigenze dei senzatetto e dei bisognosi in modo diretto, senza intermediari o attese. Questa lodevole iniziativa arriva a Milano seguendo l’esempio di pareti simili già esistenti per il globo: dal Pakistan alla Svezia, dalla Cina all’Iran, i “wall of kindness” nascono dal 2015 nei luoghi più disparati, testimoni di un’umanità attiva senza distinzioni geografiche. In Italia si trovano esperienze similari a Bologna e Roma, mentre l’idea continua a diffondersi lungo tutta la penisola. La neonata parete milanese ha accolto sin dal primo giorno un ampio numero di adesioni, tanto che dal mattino si sono susseguiti diversi cittadini pronti a donare cappotti, giacche e i più disparati oggetti possibili. Gli organizzatori, inoltre, hanno spiegato come il collettivo lavori da tempo al progetto, così come a diversi altri sempre incentrati sulla condivisione e l’empatia sociale, tanto che nell’eventualità che i vestiti finiscano hanno già raccolto diverse scorte pronte per essere donate.

Questa iniziativa encomiabile riporta l’attenzione verso una tematica importante e difficile, con cui tutte le grandi città, e tra queste naturalmente anche Milano, devono necessariamente confrontarsi, cioè quella dei senzatetto. Nel 2018 uno studio della Fondazione Rodolfo De Benedetti, condotto in collaborazione con l’Università Bocconi, aveva censito circa 2600 persone senza dimora nel capoluogo lombardo. Di questi, 600 vivevano per strada, mentre gli altri usufruivano dei servizi d’aiuto messi a disposizione da enti pubblici e privati, a testimonianza dell’enorme lavoro svolto dalle realtà caritatevoli attive in città. I dati raccolti dimostravano anche che le cifre erano pressoché stabili negli anni e nelle medie delle altre città europee.

Dietro ognuna di queste persone si celano le storie di vita più disparate, di cittadini italiani o meno, donne e uomini, giovani o anziani, tutti accomunati dal diritto a una vita dignitosa. Scopo delle molte iniziative di aiuto, infatti, è proprio la possibilità di donare, assieme con cibo, vestiti e posti letto caldi dove poter riposare, uno sguardo umano e dignitoso a chi si trova in una situazione di svantaggio. Specialmente durante il periodo invernale la vita dei senzatetto diventa difficoltosa, pericolosa e, tristemente, a volte anche tragica. Speranza e umanità devono essere pilastri fondativi e imprescindibili di una comunità, quale quella cittadina, anche attraverso progetti sociali spontanei e innovativi.

Il collettivo Tempio del Futuro Perduto ha voluto creare a Milano un luogo di condivisione, libero e aperto. La parete della spontaneità e della gentilezza che hanno creato è un luogo in cui chi ha bisogno può ricevere senza attese, anche senza essere visto e quindi in modo incondizionato. Un luogo dove donare un oggetto diventa un gesto artistico, che va a comporre un murales vivo, plastico e sempre diverso. Grazie a iniziative come questa la solidarietà diventa qualcosa di concreto e immediato, un piccolo tassello quotidiano nella vita di donatori e bisognosi, che unisce storie umane diverse e ceti sociali che, in questi anni, vedono aumentare sempre più la distanza tra ricchi e poveri. Il muro della gentilezza simboleggia anche questo, una mano tesa agli altri, lontano dai riflettori ma vicino ai bisogni delle persone.

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