Scordatevi NCIS, CSI o i vecchi Magnum P.I. e Miami Vice. Perché Brooklyn Nine-Nine, serie televisiva statunitense trasmessa prima su Fox e poi su NBC, è qualcosa di totalmente diverso.
Ideata dal genio di Dan Goor e Michael Schur e trasmessa a partire dal 17 settembre 2013, Brooklyn Nine-Nine è ambientata nel 99° distretto di polizia di New York e grazie alla simpatia travolgente dei suoi personaggi ha conquistato fin da subito il cuore del pubblico e della critica. La serie, infatti, si è aggiudicata ben due Golden Globe nel 2014 e, dopo sei stagioni, sembra comunque non voler arrestare la sua corsa.
Le vicende ruotano attorno a una squadra di poliziotti composita e davvero unica: in particolare, la figura del detective Jake Peralta, la cui brillante idiozia deve ben presto far fronte alla guida del nuovo e severo Capitano Raymond Holt.

Bianco-etero, nero-gay: il diverso che unisce

Interpretato da un fantastico Andy Samberg, Jake Peralta è l’indiscusso protagonista della serie. Jake è un ottimo detective, sagace e coraggioso, ma le sue abilità investigative sono meravigliosamente “corrotte” da un carattere a dir poco infantile, in grado di mescolare con freschezza intuizioni geniali e trovate demenziali. Indimenticabile è la sua ossessione per il film Die Hard e la sua incessante voglia di riprodurre movenze e battute del cast durante le operazioni nel suo distretto. Così come indimenticabili sono le innumerevoli citazioni a sfondo nerd con cui Jake arricchisce i suoi spesso sconclusionati interventi, spaziando dai classici Disney – come Aladdin o il Re leone – alle saghe fantasy di Harry Potter e Game of Thrones.

JAKE: Immagino che ora sia il tuo nuovo migliore amico Santiago. E sottolineo Iago, il traditore.
AMY: Non sapevo avessi letto l’Otello…
JAKE: Cos’è l’Otello? Iago è il pappagallo di Jafar.

Fin dal primissimo episodio però, Jake e il suo bagaglio di idiozia si ritrovano ad affrontare il nuovo e severo capitano Ray Holt, interpretato magistralmente da Andre Braughter.
Raymond, omosessuale di colore, è uno dei personaggi di maggior carisma della serie, ma la sua durezza, il tono di voce freddo e la mancanza di espressività quasi robotica che lo contraddistinguono e lo rendono ben presto un’icona comica del distretto, sono adeguatamente compensate dall’affetto che il capitano prova per i suoi agenti e dal grande senso di solidarietà che Ray si sforza di trasmettere all’intera squadra. Proprio il contrasto tra la spensieratezza frivola di Jake e il rigore inflessibile del capitano Holt è uno dei tormentoni meglio riusciti di Brooklyn Nine-Nine, nonché simbolo della squadra investigativa, che fa dell’unione tra le diversità il suo maggiore punto di forza.

Lavorare insieme significa vincere insieme

A fianco di Jake e del capitano si muovono infatti comprimari di tutto rispetto, risultato di un’ottima scrittura e della capacità degli autori di “mixare” con saggezza alcuni stereotipi con una buona dose di originalità.

A capo della squadra abbiamo il muscoloso gigante buono Terry Jeffords,  tenente dal cuore tenero e padre di famiglia straordinariamente affettuoso. Innamorato follemente del suo yogurt al mango, Terry ama parlare di sé in terza persona e sembra geneticamente incapace di arrabbiarsi. Il personaggio interpretato da Terry Crews è un papà preoccupato e un marito attento, ma anche un poliziotto molto esperto e capace, sempre pronto a intervenire per assicurare l’incolumità dei suoi agenti o per offrire saggi consigli.

Ai suoi ordini, ma non sempre, operano Jake Peralta e altri tre detective: Rosa Diaz (Stephanie Beatriz), misteriosa poliziotta bisex dal carattere rude ma dolce, amante delle moto e della sua giacca di pelle nera; Amy Santiago (Melissa Fumero), partner di Jake, ossessionata da una maniacale cura dell’organizzazione e da un tanto ossequioso quanto comico rispetto delle regole e del capitano Holt. E naturalmente Charles Boyle (Joe Lo Truglio), migliore amico di Jake (dettaglio che Charles non dimentica di sottolineare), innamorato del cibo e autore di un blog di cucina, sempre alle prese con nuove terrificanti delizie da proporre e consigliare ai compagni.

A completamento di questo magnifico quadro troviamo i detective Michael Hitchcock (Dirk Blocker) e Norman Scully (Joel McKinnon Miller), storici poliziotti del distretto, imbattibili nelle arti del rimanere seduti per ore, dormire e fiutare qualsiasi traccia di cibo attraversi il 99°. Elementi favolosamente comici della serie, eppure stranamente risolutivi in più di un’occasione, specialmente quando le loro particolari “abilità da segugi” sono richieste.

Una speciale menzione va infine alla straordinaria Chelsea Peretti e alla sua fantastica Regina ‘Gina’ Linetti, vero colpo di genio degli autori. La segretaria di Holt infatti, pur non facendo parte della squadra investigativa, è spesso parte integrante delle operazioni di polizia e chiave di risoluzione di situazioni complicate. Armata di un irresistibile e graffiante sarcasmo, di un amore sconfinato per la danza e di una considerevole autostima, Gina Linetti rappresenta a pieno la follia surreale che aleggia sull’intero distretto e che rende senza dubbio Brooklyn Nine-Nine una delle migliori comedy degli ultimi anni.

Spenderei cinquemila dollari per comprare un pass per il backstage di Britney [Spears] e poi le farei una domanda: “Pensi di essere una ballerina migliore di me?”

Una serie fresca e intelligente, capace di recuperare quella comicità che fece la fortuna di Scrubs, ma riuscendo a donare carattere e originalità a personaggi davvero unici, amalgamati in un piacevole mix senza sbavature.
Una serie che “costringe” lo spettatore a empatizzare perfino con i nemici dichiarati dei protagonisti, tra sospettati trasformati in coristi, leggendari ladri di macchine e antipatici poliziotti rivali.
Una serie che odia terribilmente prendersi sul serio e, pur toccando tematiche come razzismo, omofobia o relazioni intime, non manca mai di smorzare i toni con una buona dose di comicità, spesso affidata ad assurde frasi di Jake e colleghi.

Brooklyn Nine-Nine ha saputo conquistare tutti. E, in attesa di una nuova stagione che promette di essere folle quanto le precedenti, non resta che unire le nostre voci a quelle della squadra…

NOVANTANOVESIMO!