Uno dei punti forti dell’economia italiana è sicuramente il mondo della moda e della produzione tessile. Numerose sono le aziende che vantano una lunga storia in produzioni specifiche e tra queste c’è il brand Dalle Piane Cashmere, un’azienda a conduzione famigliare che si occupa della produzione della famosa lana e di prodotti di maglieria. A gestirla da anni è la famiglia Dondini: di generazione in generazione, vengono tramandati i segreti per lavorare questo pregiato materiale.

L’azienda ha sede a Prato, città della toscana celebre in tutto il mondo appunto per il suo distretto tessile. Queste zone vantano una lontana tradizione: già nel 1200 si realizzavano prodotti di alta manifattura esportati poi in tutta Europa.

Dalle Piane Cashmere è la storia di una tradizione cominciata da Valter, che in principio si occupava di trasformare la lana in filati e rocche. I figli hanno continuato la carriera paterna e grazie alle loro mogli hanno deciso di aprire il maglificio. Inizialmente, era un gioco e la produzione di maglie doveva essere temporanea. Il successo fu però strepitoso tanto che i fratelli, Roberto e Massimo, sistemarono gli spazi e comprarono i macchinari necessari: così nel 1988 nacque il maglificio Angorelle.

È solo nel 2001 che la famiglia Dondini decide di fondare il marchio Dalle Piane Cashmere. Negli anni il brand ha ottenuto importanti riconoscimenti, anche da rinomate griffe del lusso, aumentando il suo successo. Alla base dell’azienda c’è l’idea di offrire ai clienti un prodotto di qualità ad un prezzo di fabbrica.

Il brand possiede la certificazione 100% Made in Italy. Dietro ogni maglione c’è un lavoro enorme, fatto di un’attenta ricerca delle migliori materie prime accuratamente selezionate e di una lavorazione artigianale tramite tecniche tramandate di famiglia in famiglia.

La capra da cui si ottiene il cashmere

Oggi l’azienda è gestita da Leonardo, nipote di Valter, che con l’aiuto della sua famiglia porta avanti la produzione dei pregiati maglioni. Il cashmere è una fibra naturale ottenuta dalla omonima capra. Questo animale proviene dall’Asia, nello specifico da zone caratterizzate da temperature molto rigide. Madre natura lo ha dotato di un doppio manto protettivo: una pelliccia esterna caratterizzata da un pelo lungo e resistente e sotto un secondo strato composto da fibre altamente isolanti, finissime e morbidissime, che mantengono la temperatura corporea dell’animale. Questo secondo strato è appunto il cashmere.

Per ottenere un filato di cashmere sono necessari cinque fondamentali passaggi: raccolta, smistamento, tosatura, filatura e infine la tessitura. A primavera inoltrata avviene la muta stagionale dell’animale e questo è il momento per raccogliere la fibra attraverso l’uso di un pettine. Successivamente si procede allo smistamento e alla classificazione del pelo: un lavoro minuzioso e preciso che deve essere eseguito da mani esperte e delicate, in modo da non rovinare la materia prima. Successivamente la fibra viene lavata e igienizzata per eliminare ogni traccia di sporco e di grasso. A questo punto si può procedere con la tessitura. Da ogni capra si ricavano circa solo 300 grammi di puro cashmere, il materiale a stento necessario per la produzione di un solo maglione.

Più la fibra è fine, più sottile e resistente sarà il filato. La materia prima può essere marrone, grigia o bianca. Ovviamente la fibra più pregiata è quella che già al momento della prima lavorazione risulta essere bianca.

La famiglia Dondini utilizza il cashmere reperito nei distretti tessili di Prato, Carpi e Biella. I capi che vendono sono completamente prodotti e disegnati all’interno del maglificio. Ogni indumento è il perfetto mix tra qualità e tendenze del momento. Inoltre, i prodotti sono sottoposti a trattamenti per ottenere maglioni di tutti i colori.

Una parola che caratterizza il brand è sicuramente passione. Ogni capo è prodotto con l’ausilio delle più avanzate tecnologie, sapientemente usate da esperti artigiani che ne controllano la lavorazione della maglia, la cucitura, il lavaggio, lo stiraggio e l’imballaggio.

Il marchio è anche attento alla sostenibilità. Ha avviato infatti un programma per il recupero e riutilizzo del cashmere. Il processo di rigenerazione si avvia recuperando e selezionando i tessuti, che possono essere riutilizzati per creare un nuovo filato. Il risultato è un filo con le stesse qualità del cashmere vergine, ma ottenuto con un uso ridotto di energia e di acqua, una produzione sicuramente ecologica che permette di mettere di nuovo in circolo vecchi indumenti.

 

 


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