Mettete un brano un po’ indie, mettete un artista simpatico e talentoso, mettete dei riferimenti a Lucio Battisti: ecco la ricetta perfetta per dare quel tocco in più alle canzoni. È il caso di Inigo, il cantautore pugliese che lo scorso 13 dicembre ha lanciato il suo nuovo singolo, Lucio, per Matilde Dischi.

Il pezzo ha un sapore romantico e un po’ nostalgico: è il cantautore stesso a dedicare il brano agli ultimi romantici e a chi ascoltava Battisti anche prima che arrivasse su Spotify.
Battisti è quel grande nome che unisce diverse generazioni, sembra esserci una sua canzone adatta a ogni situazione, tanto che troviamo i suoi brani in centinaia e centinaia di playlist. Lo troviamo sempre più spesso accanto ai big della scena indie e rap italiana, come Calcutta o Gemitaiz. D’ora in poi, lo troveremo anche affiancato a Inigo.

Chi è Inigo?

Inigo è il classico ragazzo che sta simpatico a pelle. Mostra una grande vocazione musicale, il tutto condito da una forte passione per il cantautorato italiano e una predisposizione verso la scena indie odierna. All’anagrafe è Inigo Giancaspro e viene dalla Puglia.
Si è diplomato al C.E.T. (Centro Europeo di Toscolano) di Mogol, la prestigiosa scuola che prepara giovani compositori, cantanti e autori. Forse, è proprio in questa fase della sua vita che si è consolidata la sua passione per Battisti.

Prima di Lucio, Inigo ha pubblicato altri lavori. Nell’ambito del progetto Inigo & Grigiolimpido, il cantautore pugliese ha pubblicato due dischi: l’omonimo Inigo & Grigiolimpido (2009) e ControindiCanzoni (2013). Nel giugno 2014 poi, in occasione dei mondiali di calcio in Brasile, ha pubblicato il singolo L’almanacco dei Mondiali.

Dopo prestigiosi riconoscimenti – come il Premio per la migliore canzone d’amore indipendente per Tutta un’altra guerra, ricevuto dal Meeting delle etichette indipendenti nel 2012 – nel 2015 riesce a calcare anche il palco di Sanremo Giovani arrivando in finale con il brano Di me e di te.

Oltre che per le sue doti musicali, Inigo ha successo anche grazie ai suoi testi: nel maggio 2016 ha ottenuto un premio al Salone del libro di Torino per il testo del suo brano inedito La tesi del coraggio.
Nel marzo 2018, ecco che arriva il suo T3rzo disco d’esordio: terzo disco della sua carriera musicale ma primo da solista, che contiene anche alcuni dei brani sopracitati. Con l’album, arriva anche il tour promozionale che porta il cantautore a suonare in giro per l’Italia.

Bene, Inigo di premi ne ha vinti parecchi e di singoli ne ha scritti altrettanti. Ma, a quando un nuovo album?

Lucio

Dopo aver fatto un piccolo excursus della sua carriera, torniamo a Lucio, il nuovo brano uscito lo scorso 13 dicembre. Come abbiamo già accennato, il pezzo ha un sapore un po’ indie. Le parole scritte da Inigo, in qualche modo, toccano e rattristano l’ascoltatore.

Che poi, c’è da dire che quasi tutte le canzoni indie sono tristi. Forse perché vendono di più o perché spingono l’ascoltatore a un’attenzione maggiore nei confronti del brano, in modo che lo ascolti in maniera più profonda. Questa caratteristica, però, non fa sì che il brano suoni male, anzi. Il testo descrive appieno la quotidianità di chi, suo malgrado, vede la fine di un amore durato a lungo.

Lucio parla di apatia e di sofferenza. Racconta di un continuo sperare in un ritorno e del senso di vuoto che esso provoca. In una similitudine azzeccata, Inigo paragona questo vuoto alla desolazione che sarebbe Spotify senza i brani di Battisti.

Il brano ha una sonorità e un ritmo che entrano subito in testa. Sicuramente fa molto anche il testo, nulla di complicato, ma che racchiude al meglio l’umore e i pensieri di un ragazzo che si sente frustrato e che sente di avere un vuoto dentro che cerca disperatamente di riempire.

Vedi di tornare presto. Sanno tutto e di tutti gli analisti.
Sanno quello che mi fai, sono come Spotify senza le canzoni di Battisti.

Inigo non ha paura di parlare dei suoi sentimenti e non si vergogna di ammettere quello che prova. Il più delle volte un uomo, forse per orgoglio personale, non vuole ammettere con se stesso e con gli altri di sentire la mancanza della persona che ha amato. Il cantautore, invece, lo urla a squarciagola, senza provare nessun imbarazzo.

La Lucio che cita Lucio

Oltre all’omaggio nel titolo e nel ritornello, Inigo cita il cantautore laziale anche nel bridge, nella seconda parte del brano:

I Giardini di Marzo hanno cambiato colore,
Sono in piena confusione fra pensieri e parole.
Penso a te, insieme a te sto bene.
Però amarsi un po’ non è mai stata la soluzione.
Dio mio, non prenderla così.
Io vorrei, non vorrei ma se vuoi, sono qui.

Un bel gioco di parole che ancora una volta descrive l’umore del giovane. Questa parte del brano sembra esprimere al meglio tutto l’andamento della relazione, e non solo la parte finale. In questo momento preciso, però, Inigo sembra prendere una decisione definitiva: quella di lasciare perdere tutto, di non continuare a cercare quell’amore ormai finito. Ma l’autore lascia spazio a un cambiamento perché, se mai lei decidesse di tornare, fa sapere che sarebbe lì ad accoglierla.

Ci sono canzoni allegre e canzoni tristi. Lucio è una di queste ultime. Nelle playlist non possono esserci solo canzoni che vi fanno saltare da una parte all’altra della stanza, ma devono esserci anche quelle che vi fanno restare seduti su un letto, con le cuffie nelle orecchie e, in questo caso, con la voce di Inigo nella testa.

FONTI

Materiale gentilmente fornito da Conza

CREDITS

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