Back in the 90’s I was in a very famous TV Show.
(Sigla iniziale)

BoJack Horseman, la celebre ex-star di Horsin’ Around, è un cavallo alcolizzato, con tendenze autodistruttive, che riflette tutti quelli che sono i difetti umani e gli sforzi di chi cerca di migliorarsi. Un cartone dove il vero protagonista è il realismo.

Ebbene, pochi giorni fa Netflix ha rilasciato i primi episodi della sesta e ultima stagione. Per conoscere la definitiva conclusione della storia di Bojack, Princess Carolyn, Diane, Mr. Peanutbutter, Todd e degli altri abitanti di Hollywoo, dovremo aspettare il 31 gennaio 2020. 

Per i non addetti ai lavori, la serie creata da Raphael Bob-Waksberg è ambientata in un mondo abitato da esseri umani e animali antropomorfi e, nello specifico, segue le vicende del suo star system, nel quale troviamo celebrità reali e altre totalmente inventate. Tra queste c’è BoJack Horseman, un uomo-cavallo che negli anni Novanta era il protagonista di un famoso show televisivo, adesso in balia della sua dipendenza da alcool e droga, vittima di se stesso e delle circostanze.

Alla fine della quinta stagione, la salute mentale di BoJack era quasi al capolinea. Lo avevamo lasciato (noi e Diane) davanti a una clinica di riabilitazione, pronto a ricominciare da capo, e da qui riparte la sesta stagione.

È tempo di fare cambiamenti. A partire da ora. 

*Spoiler*

Bojack si sta ripulendo, con tutte le fatiche che questo comporta, ma questa volta ce la sta davvero mettendo tutta nel tentativo di redimersi. Il motivo? La morte di Sarah Lynn, co-star in Horsin’ Around. Non è un caso che questo evento traumatico lo accompagnerà per tutti e otto gli episodi della prima parte, come un fantasma che gli si pone davanti a ogni tentazione, ogni possibile ricaduta e persino nella nuova intro con il firmamento del Planetarium che, quella notte, fece da sfondo alla morte della ragazza.

BoJack prende consapevolezza delle sue azioni, finalmente realizza le conseguenze che i suoi comportamenti sconsiderati hanno provocato nella sua vita e nella vita degli altri, arrivando a chiedere scusa a tutte le persone che, nel suo presente e passato, ha ferito. Un BoJack che cerca di migliorarsi e che, stranamente, sembra davvero essere migliore degli altri personaggi.

Come da tradizione, la serie sarà un cartone animato per gli adulti, che parla come gli adulti, mischiando sarcasmo e cinismo, dipendenza e amore. Comedy e drama faranno da cornice alla vita dei personaggi che così semplice non è.

Diane è tormentata dai sensi di colpa per aver fatto sesso con l’impegnato Mr. Peanutbutter e si getta nel lavoro; quest’ultimo cerca disperatamente di salvare il proprio rapporto con la giovane cameriera-influencer Pickles. Princess Carolyn impazzisce nel tentativo di conciliare il lavoro con il suo nuovo ruolo di madre e Todd… è sempre il solito Todd.

Alla base, però, c’è un filo rosso che lega tutti, che lega anche gli spettatori: siamo tutti il prodotto della nostra infanzia, dei nostri genitori, degli adulti che dovevano esserci d’esempio, ma che si sono rivelati una maledizione. E lo siamo nel bene e nel male. Ma soprattutto, il filo rosso è il nostro modo di affrontare la vita. Il modo in cui riusciamo a fermarci a un passo dal dirupo, e ricominciare.

Tu sei tutte le cose che non vanno in te.

La caratterista vincente di questa serie tv sta proprio nel fatto che racconta in maniera perfetta la vita imperfetta degli attori di Hollywood (anzi, Hollywoo), sciogliendo la maschera delle star del cinema dalla vita perfetta, rendendoli molto più simili a noi, con la nostra determinazione e con le nostre scivolate.

Non sono molto chiari i motivi per cui la serie Netflix sia giunta alla conclusione e, sebbene sia sempre meglio uscire di scena prima di allungare il brodo, non possiamo fare a meno di pensare che ci mancherà come l’aria. Il meglio deve ovviamente ancora venire. Non sarà facile dire addio a BoJack Horseman e al suo modo unico, reale ed empatico di rappresentare la ricerca di identità, la dipendenza, la solitudine.

Non è la migliore stagione della serie, una sorta di preparazione alle battute finali.
Rewatch e recupero consigliato a chi, nella vita, si è ritrovato più volte a dover ricoprire il ruolo dell’adulto responsabile, a chi ha dovuto affrontare le scelte che quotidianamente nella vita prendiamo, le umane imperfezioni ma soprattutto le varie possibilità di ripartire che abbiamo. Ci mancherà? Da morire.