Spiagge assolate, surf tra le onde, ville da favola e feste da nababbi. E poi viaggi a Tijuana, ragazze in bikini, bulli di quartiere e figli di papà. Come dimenticare tutto questo? Come dimenticare The O.C.?
Creata da Josh Schwartz e andata in onda su Fox dal 2003 al 2007, la serie si è prolungata per quattro stagioni, diventando presto un fenomeno culturale capace di abbracciare più di cinquanta paesi in tutto il mondo e conquistare milioni di telespettatori. E, ormai a più di sedici anni dal suo esordio, è davvero impossibile non guardare con nostalgia al folle mondo di Orange County, la contea Californiana teatro di uno dei teen drama più apprezzati di sempre.
Un nuovo inizio
The O.C. racconta la storia di Ryan Atwood, ragazzo problematico finito in carcere a causa del fratello, che viene adottato dalla ricca famiglia del suo avvocato d’ufficio Sandy Cohen. Un incipit che catapulta il giovane in una realtà di vita completamente diversa, fatta di dimore extra lusso, auto costose e abiti eleganti.
Una realtà tutta da sperimentare insieme al fratello adottivo Seth, alla bella Marissa Cooper e all’intraprendente Summer Roberts.
L’amor che move il sole e l’altre stelle
Senza voler scomodare illustri paragoni, è indubbio che sia l’amore il grande perno attorno a cui ruota l’intera serie televisiva statunitense. The O.C. offre infatti innumerevoli prospettive d’analisi di personaggi e situazioni di diversa natura, spaziando dai drammi dei primi amori adolescenziali alle difficoltà legate a relazioni adulte e consolidate.
Ryan e Marissa, rispettivamente Benjamin McKenzie e Mischa Barton, rappresentano alla perfezione il paradigma della coppia instabile. Lui giovane problematico proveniente dai quartieri malfamati di Chino; lei tipica ragazza della porta accanto, studentessa modello arrabbiata con il mondo e con la madre.
Tuttavia, se la degenerazione di Marissa Cooper, accompagnata dai suoi problemi con alcool, sostanze stupefacenti e capricci da bambina, la rendono un personaggio piatto e spesso poco interessante, lo stesso non si può dire di Ryan.
Il giovane Atwood, a essere onesti, tende in più occasioni ad appoggiarsi a cliché di genere, presentandosi come il classico ragazzo difficile dal passato burrascoso. Eppure i modi gentili misti a timidezza, le rare perle umoristiche e la sua leggendaria acrofobia, ci regalano un personaggio straordinariamente umano e dallo spessore non indifferente.
Marissa : E tu chi sei?
Ryan : Chiunque tu vuoi che io sia.
Seth e Summer
A completare il celebre quartetto abbiamo Seth  e Summer. Due geniali creazioni di Schwartz e indubbiamente uno dei maggiori punti di forza della serie. Due personaggi in grado di trasformarsi ed evolvere nel corso delle stagioni, senza tuttavia stravolgere se stessi. Due personaggi capaci fin da subito di slegarsi dagli scomodi e rispettivi cliché del ragazzo timido e imbranato e della ragazza smorfiosa e superficiale.
La passione per i fumetti, il sarcasmo travolgente, l’insicurezza, il Chrismukkah. Seth Cohen è un amico sincero e premuroso, ma soprattutto un mix esplosivo di trovate assurde e stravagante comicità. Un soggetto magnificamente caratterizzato dagli autori e che molto deve alla fantastica interpretazione di un Adam Brody mai così in forma.
La sua decennale cotta per la bella Summer Roberts (Rachel Bilson) accosta la dolce insicurezza di Cohen all’intraprendenza e al carattere forte di una ragazza davvero inimitabile. Soggetta a frequenti attacchi di rabbia, Summer è forse il personaggio meglio sviluppato della serie in termini di crescita personale. La sua trasformazione da ragazzina a donna è convincente, avviene per gradi e senza fretta. I capricci e le passioni frivole e superficiali vengono a poco a poco sostituite da un’invidiabile scala di valori e interessi che ne fanno una persona adulta e responsabile. Una donna forte, convinta delle proprie idee e pensatrice autonoma, in grado tuttavia di non perdere per strada ciò che la rende se stessa; ciò che la rende Summer.
Summer: Chi si fa superare da un furgone pieno di suore?! Ah, ecco chi, Cohen!
Seth: Ma loro hanno Dio dalla loro parte! Non posso superare Gesù!
Un mondo parallelo
Alle vicende che coinvolgono i giovani rampolli della cittadina di Newport Beach, The O.C. sceglie di affiancare anche le storie della componente adulta della contea.
Al centro di questo universo troviamo naturalmente Sandy e Kirsten Cohen, i ricchi e generosi filantropi che accolgono Ryan.
Lui avvocato idealista del Bronx, lei nata ricca figlia di un magnate dell’edilizia. Lui saggio e abile oratore dalla battuta pronta, lei donna in carriera insicura e resa fragile dai problemi irrisolti con il padre e capo Caleb Nichol.
Simulacro dell’amore incrollabile, Sandy e Kirsten rappresentano il matrimonio duraturo, unione fedele di persone profondamente diverse ma capaci di superare insieme i momenti di crisi che minano la stabilità del loro rapporto. Genitori presenti, affettuosi,  severi, ma soprattutto meravigliosamente imperfetti, ritratti nella loro diversità rispetto al panorama snob e superficiale che li circonda.
Sandy: Ma lo sai che questo tuo essere casalinga e donna d’affari è veramente…
Kirsten: …Fastidioso?!
Sandy: Eccitante… fastidiosamente eccitante!
Attorno al nucleo dei protagonisti si muovono numerosi altri personaggi, capaci di arricchire la trama della serie e moltiplicarne gli intrighi. A partire dalla camaleontica Julie Cooper, Nichol Cooper, ecc., interpretata da un’abile Melinda Clarke, in grado di accumulare alternativamente amore e odio da parte degli spettatori per i suoi continui cambi di atteggiamento e il suo irrefrenabile trasformismo.
Ci sono Jimmy Cooper (Tate Donovan), promotore finanziario perennemente nei guai, e Caleb Nichol (Alan Dale), padre di Kirsten affetto da profonda disistima nei confronti del genero Sandy.
Tra i giovani non si possono dimenticare Luke Ward (Chris Carmack), Anna Stern (Samaire Armstrong), Taylor Townsend (Autumn Reeser) o Kevin Volchok (Cam Gigandet).
Ma sarebbe davvero impossibile enumerare tutti quei comprimari che, negli anni, hanno reso The O.C. la serie indimenticabile che è diventata.
Colonna sonora dell’adoloescenza
Una serie che, nonostante possa talvolta essere additata di ripetitività o cliché di caratterizzazione, affronta con coraggio tematiche essenziali del mondo adolescenziale e adulto. Una serie che tratta di omofobia, bullismo, psicologia giovanile e non solo, sforzandosi di offrire un ritratto convincente di vite diverse e cercando di non banalizzare, bensì di sfruttare l’originalità di alcuni personaggi per dare nuovo colore e una diversa angolazione alle prospettive d’indagine.
Quattro stagioni in grado di entrare nelle playlist di ogni adolescente dando largo spazio alla musica, quella componente tanto fondamentale nella crescita e nella formazione di ognuno di noi. Chris Holmes, Syd Matters, Phantom Planet, Rooney, The Walkmen, The Killers, Death Cab for Cutie, Dice, Joseph Arthur, Jeff Buckley, The Journey. Questi sono solo una piccola parte degli artisti che hanno trovato spazio nella serie e scandito, con le loro note, alcuni fra i momenti più indimenticabili di The O.C.
Un teen drama rivoluzionario, con innegabili difetti ma con il merito di aver fatto sognare un’intera generazione, tenendo per mano milioni di millennials e accompagnandoli nella loro crescita attraverso le folli e imprevedibili strade di Orange County.