Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima. Proprio per questo Amedeo Modigliani decise di dipingerli solamente alla sua ultima moglie: Jeanne Hébuterne.

Lei

Jeanne ha 19 anni, proviene da una famiglia di rigido stampo cattolico e patriarcale che la opprime in ogni sua scelta. Frequenta l’Accademia delle Belle Arti, dipingere è la sua vita. Sarà proprio questa passione a portarla all’incrocio fatale con il cammino di Modigliani, causa del suo paradiso e del suo abisso infernale.

Lui

Amedeo ha 35 anni, finge di essere un aristocratico per nascondere le sue umili origini livornesi. Sperpera così tutti i risparmi che la madre gli invia, diventando noto a tutti come il “Principe di Gerusalemme”. Oltre a frequentare assiduamente taverne ed osterie, Modigliani si trova già all’interno di un vortice di alcol e droghe che lo porterà a scontrarsi con quello passionale di Jeanne.

A livello artistico porta novità, è genuino. Cerca il rigore nelle forme che sembrano più rarefatte e affusolate rispetto alla consuetudine. Riesce ad ottenere immagini universali, ad andare oltre l’aspetto fino a toccare l’anima, ma decide di non dipingere mai le pupille a nessun personaggio. La motivazione? Pensa che ci sia un filo che leghi l’anima agli occhi; soltanto quando si conosce l’anima di una persona si potranno quindi dipingere i suoi occhi.

Tra arte e amore

La loro relazione inizia a Parigi, durante le luci della Belle Epoque. Fu un amore sofferto, una storia che sin dall’inizio aveva tutte le premesse per poter sembrare quella di un film ma che, purtroppo, si concluderà senza un lieto fine. Il loro rapporto è così, all’insegna della povertà e dell’arte, dipingono uno di fronte all’altro ogni giorno. Questo è ciò che importa: l’arte, il mezzo con cui cercano di domare i propri demoni. Il loro amore è perfetto, da dipingere, da incorniciare su una tela.

Jeanne perde letteralmente la testa per il suo “Modì” maledetto, tanto da abbandonare la sua carriera di pittrice per intraprendere quella di musa. Viene dipinta decine e decine di volte, perché solo così Modigliani può farle capire quanto sia innamorato di lei. Vedere per un pittore è amare e lui non aveva altro modo per dimostrarglielo.

Lei scopre di lì a poco di essere incinta, è euforica. Nasce la piccola Jeanne, chiamata come la mamma perché è un’altra opera d’arte, ma Modigliani nega la sua paternità.

La svolta dell’amore

Le condizioni di salute del pittore, già compromesse dall’infanzia, degenerano in un’incurabile tubercolosi. È il punto di svolta del loro amore: presagendo la sua stessa morte, Amedeo capisce di non aver valorizzato a pieno sua moglie. Si ritira quindi dalla mondanità parigina per isolarsi con lei e vivere giorni di passione in Costa Azzurra, a Nizza. Promette di sposarla, di riconoscere sua figlia, e di dare finalmente una dignità a quella famiglia illegittima che l’aveva amato dal primo giorno e fino a quel momento.

Jeanne rimane nuovamente incinta, ma il pittore non vivrà abbastanza a lungo per vedere compiuto il proprio disegno d’amore: muore nel 1920 a soli 35 anni. La moglie, che non lo aveva abbandonato per un istante, decide di non farlo nemmeno in quel momento. Pensa che sia giusto seguirlo chissà dove, l’importante era al suo fianco. Dopo nemmeno 24 ore dalla morte del suo amore, la dolce Jeanne si getta dal quinto piano, trascinando nell’abisso della morte anche il figlio che porta in grembo, colui che sarebbe diventato il piccolo Amedeo.

La fine dell’amore

Il funerale di Jeanne fu tenuto nascosto e la sepoltura affianco al suo amore avverrà solo qualche anno dopo nel cimitero di Père Lachaise, il più grande cimitero di Parigi.

La loro storia d’amore può essere spiegata molto bene tramite l’epitaffio che compare sulle loro tombe.

Sulla tomba del pittore viene riportata la frase “Colpito dalla morte nel momento della gloria”, affermazione che mette in luce unicamente la sua passione ed il suo lavoro.

Per lei, invece,  compare scritto “Devota compagna fino all’estremo sacrificio”, conferma ed ulteriore prova del suo amore indomabile.

Modigliani ha dipinto quadri di altissimo livello non ritraendo mai le pupille dei protagonisti. Gli unici occhi che riuscì a dipingere sono stati quelli di Jeanne; decise di non riempirli di vuoto ma di colorarli, catturando la loro esistenza, espressione e vita. 

Dietro tanti quadri spesso si celano storie d’amore, in questo caso la storia di un amore eterno che rimarrà trasfigurato per sempre.

 

 

 

FONTI:

Alessandro D’Avenia, Ogni storia è una storia d’amore, Mondadori, 2017