Durante il periodo della rivoluzione, in Francia esplose il tema del riso-comico. Le immagini divennero un importante strumento di divulgazione attraverso stampe e incisioni che iniziarono a essere diffuse anche tra il popolo. Una conseguenza di ciò fu la nascita della caricatura. Sono soprattutto i giornali a utilizzare la caricatura, in quanto metodo efficace per colpire nel segno ed evidenziare i caratteri salienti del soggetto nel mirino.

Il segreto della caricatura sta nell’esagerare il dettaglio incriminato fino a stabilire la superiorità morale del caricaturista rispetto al caricaturato.

Le caricature di Daumier come strumento di denuncia

Honoré Daumier nacque a Marsiglia il 26 febbraio 1808. Il padre era pittore e ottenne successo a Parigi grazie alla sua dedizione per la poesia. In seguito a questo, tutta la famiglia lo seguì in città. Nonostante ciò, le condizioni economiche della famiglia restarono precarie e Daumier dovette iniziare molto presto a lavorare.
Egli però espresse fin da subito interesse e talento per l’arte e il disegno. Nel 1823 grazie al pittore Alexandre Lenoir, amico del padre, riuscì ad entrare alla Académie Suisse.

Grazie alla sua formazione egli divenne apprendista alla litografia Beliard e in seguito iniziò a collaborare con i giornali e in particolare con il giornale umoristico “La Silhouette” e in seguito con “La Caricature“. Caricatura di Luigi Filippo, Honoré Daumier

Proprio su quest’ultima comparve la famosa caricatura raffigurante Luigi Filippo, successore di Carlo X in seguito alle rivoluzioni del 1830. Luigi Filippo viene rappresentato come colui che, sotto il nome di Gargantua, divora le risorse del popolo francese e corrompe l’Assemblea Nazionale. In seguito alla pubblicazione di questa vignetta Honoré Daumier venne arrestato e liberato sei mesi dopo.

Una volta libero, egli continuò con le caricature. Tra le più note di questo periodo vi sono la raffigurazione di Luigi Filippo con la testa a forma di pera e come re borghese con la pancia gonfia seduto su tre cannoni a discapito della Francia personificata dalla donna e dalla gallina.

Caricatura di Luigi Filippo, Honoré Daumier

La censura del 1835

Nell’agosto del 1835 il governo emanò dei provvedimenti contro la libertà di stampa. Tutti i giornali satirici subirono pesanti censure e alcuni dovettero smettere di pubblicare. Per Daumier arrivò dunque l’obbligo di cambiare i temi e la tipologia delle sue produzioni. Fu in questo periodo che iniziò a dedicarsi alla litografia con soggetti di costume.

In seguito, con la proclamazione della nuova Repubblica francese, egli ricomincia a scrivere e a pubblicare i suoi disegni satirici.

L’Histoire Ancienne

Tra il 1841 e il 1843, Daumier pubblica una serie di disegni consacrati all’Histoire Ancienne. Cinquanta tavole aventi come tema l’antico e in particolare i protagonisti dell’Iliade, dell’Odissea e Le avventure di Telemaco di Fénelon. Egli mostra i momenti assurdi e inediti delle vite di Ercole, Agamennone, Icaro e molti altri.

Ecco alcuni esempi.

In La caduta di Icaro, l’artista rappresenta Icaro in modo ridicolo. Dedalo è seduto e lo guarda con il cannocchiale. Oltre alla stravaganza della scena, si nota come vengano inseriti oggetti della modernità in scene appartenenti alla mitologia.

Icaro, Histoire Ancienne, Daumier

Nella vignetta Le Notti di Penelope, Daumier rappresenta la donna in atteggiamenti poco consoni alla figura da tutti noi conosciuta. Dietro di lei vi è un ritratto abbozzato del marito Ulisse.

Penelope, Histoire Ancienne, Daumier

Il vagone di terza classe

Si dedica inoltre alla pittura e si occupa di soggetti del quotidiano e delle condizioni di vita precarie del popolo. A questa fase appartiene il suo dipinto Il vagone di terza classe. Qui è rappresentato il viaggio di una famiglia di classe umile.Il vagone di terza classe, Honoré Daumier

Il suo lavoro venne contestato in quanto era ben chiaro lo scopo di evidenziare le condizioni di disagio nelle quali erano costretti a viaggiare i membri delle classi meno abbienti. Egli va dunque contro la comune rappresentazione del treno come simbolo del progresso delle macchine per denunciare ancora una volta il disagio sociale della sua epoca.

Fra le doti maggiori di Daumier, che lo rendevano proprio degno di essere proclamato dal Baudelaire una delle personalità più importanti non soltanto della caricatura, ma anche dell’arte moderna, v’è questo carattere davvero prodigioso di naturalezza delle sue figure, nelle quali del modello vivente vengono soltanto eliminati alcuni tratti secondari per fare invece risaltare, con una esagerazione per solito assai lieve, i tratti della fisionomia essenzialmente comici e rivelatori.
Vittorio Pica

Honoré Daumier trascorse gli ultimi anni della sua vita in povertà, sostenuto solo da alcuni amici che cercarono di aiutarlo anche economicamente. Si spense a Valmondois il 10 febbraio 1879.