Nell’arco di tre anni la musica ha perso tre menti geniali, tre artisti importantissimi a livello mondiale, ma soprattutto tre ragazzi di soli ventuno anni. Prima Lil Peep, poi XXXTentacion e, l’8 dicembre scorso, anche Juice WRLD. Lil è morto di overdose nel 2017, XXX è stato vittima di omicidio durante una rapina nel 2018, mentre Juice – secondo le notizie che abbiamo in questo momento – è morto di attacco epilettico causato, forse, da un sovradosaggio di farmaci.
Morti tragiche e tutte accomunate da un elemento: la fama. Tutti e tre erano artisti influenti e si trovavano all’apice della loro carriera.

Sicuramente, i tre artisti non erano persone del tutto stabili. XXXTentacion (pseudonimo di Jahseh Dwayne Ricardo Onfroy), per esempio, aveva avuto diversi problemi con la giustizia e con i rapporti interpersonali. Nel 2014, era stato rinchiuso in un carcere minorile per un anno perché accusato di detenzione illecita di armi. Inoltre, nel novembre 2017, era stata resa nota una testimonianza anonima di centoquarantadue pagine sui maltrattamenti e gli abusi subiti dalla fidanzata per mano del rapper. Lil Peep, invece, era tossicodipendente e Juice WRLD stava combattendo contro la dipendenza da farmaci.

Droga e talento

In che verso andrà la trap americana senza queste menti? Vivere da bohémien – per usare un eufemismo – è davvero l’unico modo per rivendicare la propria identità di artista? Quanto del talento di questi ragazzi dipendeva dalla droga? Sono domande a cui è difficile rispondere. Sappiamo che la droga esaspera i sentimenti, le emozioni e le azioni; questo, quindi, renderebbe i lavori dei rapper meno autentici?

Sicuramente drogarsi aiuta (o distrugge) l’ispirazione, ma è anche lo specchio di animi profondamente tormentati che cercano di evadere dalla routine quotidiana tramite sostanze stupefacenti, hotel di lusso e macchine da milioni di dollari. Cosa c’è davvero dietro a quello che vediamo in superficie? Gli anni passano ma molti artisti rimangono intrappolati nei problemi di sempre: dipendenze, violenza, instabilità, esagerazioni.

Juice WRLD, nel 2018,  ci ha fatto innamorare con la sua Lucid Dreams ed è incredibile come, alla fine, la sua carriera sia stata proprio questo: un sogno lucido durato poco più di due anni. Un sogno che abbiamo toccato tutti con la mano. Sembrava così vero che ci ha fatto piangere e riflettere fino ad arrivare al tragico epilogo.

Non è importante se Juice WRLD sia morto perché, all’atterraggio del suo jet privato, voleva nascondere la consistente quantità di farmaci e droga alla polizia, che aveva ricevuto una segnalazione sulla presenza di materiale illegale a bordo del velivolo. È duro dirlo, ma ciò che importa è che non si è trattato di mera sfortuna. La sua morte è frutto della sua forte instabilità e del disagio che viveva. Tutto questo lo ha portato a esagerare, senza rendersi conto della pericolosità delle sue azioni, per poi arrivare a un violentissimo attacco epilettico.

Juice, adesso anche tu sei una delle Legends di cui parli, avevi previsto il tuo triste destino.

What’s the 27 Club?
We ain’t making it past 21.
I been going through paranoia,
So I always gotta keep a gun.
Damn, that’s the world we live in now.

Gli artisti sono persone

Forse è vero che non esiste più il 27 Club: quello sfortunato gruppo di artisti per i quali un macabro gioco del destino ne aveva decretato la morte alla giovane età di ventisette anni. Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Cobain e Amy Winehouse, solo per citarne alcuni.

La vita di chi ha talento e riesce ad arrivare ai cuori delle persone a quanto pare si è ridotta ulteriormente e Juice WRLD, come i suoi colleghi Lil Peep e XXXTentacion, è morto a soli ventuno anni, lasciando dietro di sé un futuro che, a livello artistico, sarebbe stato sicuramente segnato da fama e successo. Questo stesso futuro però lo avrebbe probabilmente portato, a livello personale, a lottare ancora con i suoi fantasmi. 

Spesso non ci si rende conto di cosa possa nascondersi dietro l’apparente vita perfetta di un cantante che amiamo. Troppe volte il pubblico è portato a disumanizzare l’artista, pensando che sia una macchina che sputa canzoni, dischi e tour, quando non è così. Dietro a un testo c’è una persona che si mette a nudo con debolezze e punti di forza. Juice WRLD non poteva immaginare che sarebbe morto solo sei giorni dopo il suo compleanno. La vita a volte sa essere tremendamente ironica e tragica allo stesso tempo.

L’eredità del 21 Club

Di questi artisti rimangono capolavori come Spotlight e Save That Shit di Lil Peep, SAD! e Look At Me! di XXXTentacion, Robbery di Juice WRLD. Avremmo voluto sentire parlare ancora di loro, vederli crescere con la loro musica, ma non è andata così.

Non resta che ringraziare questi artisti, che in pochi anni sono riusciti a influenzare migliaia di colleghi e a fare appassionare alla loro musica moltissime persone che si sono viste catapultate in un mondo complesso e problematico da una parte, ma anche estremamente affascinante e ispiratore dall’altra.

Non vi dimenticheremo mai: “Goodbye and good riddance.

 

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